Così big data e intelligenza artificiale stanno battendo il coronavirus in Cina
di Biagio Simonetta
4' di lettura
4' di lettura
La Cina ha un alleato prezioso nella sua lotta, a quanto pare vincente, contro il Coronavirus: la tecnologia. Mentre i numeri continuano a palesare che nella Repubblica Popolare Cinese i contagi stanno progressivamente scendendo (quasi nulli, ormai, al di fuori della provincia dell'Hubei), trapelano dettagli interessanti sulla macchina messa in piedi da Xi Jinping per frenare l'epidemia.
E sono dettagli che convalidano la visione del leader, che ormai da tempo ha sposato l'idea di una Cina pioniera delle nuove tecnologie, e non più solo fabbrica del mondo.
Le cronache dal fronte cinese ci raccontano di come, in queste settimane, i colossi dell'industria tech del Paese stiano svolgendo un ruolo di primo ordine nella lotta al coronavirus. E confermano anche che la tanto discussa raccolta dei dati personali dei cittadini, che in Cina viene eseguita con fin troppa parsimonia, sta risultando un alleato preziosissimo in questi giorni di emergenza.
La chiamata alle armi di Xi
Oltre un mese fa, Xi Jinping ha lanciato un appello alle aziende tecnologiche del Paese. Una sorta di chiamata alle armi contro l'epidemia. Del resto, sono passati più o meno diciotto anni dall'ultima grande emergenza sanitaria che ha vissuto il Paese: la Sars. Diciotto anni in cui la Cina è cambiata radicalmente, diventando player di primo ordine in settori strategici come la gestione dei dati e l'utilizzo dei software intelligenti.
All'appello di Xi, i colossi come Alibaba, Baidu e Tencent hanno reagito prontamente, mettendo sul tavolo tutte le loro migliori innovazioni: Big Data, Intelligenza Artificiale, robotica e device connessi. Un vero e proprio arsenale di nuove tecnologie messe a disposizione della Repubblica Popolare.


