La lunga strada verso l’aviazione sostenibile
Quali sono le tecnologie più promettenti? Per raggiungere la decarbonizzazione del settore entro il 2050 servono circa 5 trilioni di dollari
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Il settore dell’aviazione rappresenta un’enorme sfida per la sostenibilità: la quantità di CO2 emessa dagli aerei è quadruplicata dal 1966 e ora rappresenta il 2,5 per cento del totale mondiale, secondo il World Economic Forum. Si tratta di una percentuale importante considerato che dal 2021 al 2050 il numero dei passeggeri aumenterà da 2 a 10 miliardi, secondo le previsioni dell’International Air Transport Association. Le emissioni a loro volta cresceranno del 300% rispetto ai livelli del 2005, dice il World Economic Forum.
Un obiettivo sempre più lontano
Il 2050 è però proprio la scadenza entro la quale dovremmo raggiungere la neutralità. A meno di bruschi cambiamenti di rotta nell’aviazione, più ci avviciniamo alla data, più saremo quindi lontani dall’obiettivo. Boeing, che riceve sempre più ordini, ha infatti stimato che la flotta aerea globale raggiungerà le 47mila unità entro il 2040 (dalle 26mila del 2019) per soddisfare la crescente domanda.
Sembra quasi inevitabile che ci saranno sempre più aerei in cielo, ma a che costo per l’ambiente? Ad oggi la sfida più grande è trovare una tecnologia pulita vincente, un traguardo che sembra ancora molto lontano.
I SAF
Al momento i Sustainable Aviation Fuel, o Saf, sembrano essere la soluzione migliore per la decarbonizzazione. Sono però carbon-neutral invece che carbon-free, in quanto rilasciano CO2, seppure in dosi molto minori del cherosene.
Poiché i Saf hanno una composizione chimica simile a quella dei tradizionali combustibili, possono essere immessi negli stessi motori, senza bisogno di cambiare la struttura degli aerei. Hanno però problemi di costo e scalabilità. Costano infatti il doppio rispetto al cherosene per via della scarsa disponibilità delle materie prime (grassi animali,rifiuti urbani, residui agroalimentari o agroforestali…) necessarie per la produzione.


