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La lunga storia di Cartier brilla al V&A Museum di Londra

In mostra fino al 16 novembre oltre 350 gioielli, appartenuti anche a reali e celebrità, che raccontano creatività e imprenditorialità della dinastia che fondò e fece crescere la maison

di Nicol Degli Innocenti

3' di lettura

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LONDRA - Nel 1902 il principe di Galles, poi diventato re Edoardo VII, descrisse Cartier come «il gioielliere dei re e il re dei gioiellieri», concedendo al primo negozio londinese la royal warrant, l’ambito riconoscimento di eccellenza reale.

Una grande mostra appena aperta al Victoria & Albert Museum a Londra racconta la storia di una dinastia di gioiellieri senza pari, partendo dalle origini fino a oggi, attraverso oltre 350 creazioni preziose e rarissime, da collane a diademi, da vanity case a orologi e da anelli a spille.

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La storia di Cartier brilla al V&A Museum di Londra

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«Le mostre di solito hanno sottotitoli, ma in questo caso abbiamo concordato che basta il nome – ha detto all’inaugurazione Tristram Hunt, direttore del V&A -. Cartier evoca subito eleganza, innovazione, arte, fantasia, creatività, grande maestrìa artigianale e bellezza».

Louis-François Cartier aveva fondato l’omonimo negozio nel 1847 a Parigi, ma furono i suoi tre nipoti Louis, Pierre e Jacques a trasformare la piccola azienda familiare del nonno in un brand celebre e celebrato in tutto il mondo, con sedi a Parigi, Londra e New York. Tra i loro clienti c’erano le case reali dell’epoca, le famiglie aristocratiche di tutta Europa, i miliardari americani, i maragià indiani e poi le stelle di Hollywood.

All’insegna del motto di Louis “sempre innovare, mai imitare”, i tre fratelli hanno cercato e trovato ispirazione per le loro creazioni nella Francia del Settecento e nella Russia zarista, ma anche in Cina e Giappone, in Persia e nell’antico Egitto, nel mondo islamico e in India.

«I fratelli Cartier hanno sempre avuto una visione globale della loro arte - spiega Helen Molesworth, curator della mostra -. Sono stati maestri di stile che hanno saputo creare le mode e sono sempre stati al passo con i tempi».

I fratelli si divisero i compiti: Louis, responsabile dell’ufficio di Parigi, ebbe l’idea di assumere designer che creassero opere d’arte esclusive per Cartier. Accanto alle teche sfavillanti di gioielli ci sono molti disegni originali, in particolare di Frederick Mew, il designer preferito della regina Elisabetta II, che mostrano in meticoloso dettaglio l’arte e la creatività dei designer e il grande lavoro dietro ogni oggetto Cartier.

Jacques, che aprì la sede di Londra nel 1902, era l’esperto di gemme e andava in giro per il mondo per trovare le più rare e preziose, zaffiri dallo Sri Lanka, smeraldi dalla Colombia, rubini e giada dalla Birmania, diamanti dall’India, dal Brasile e dal Sudafrica. Pierre fondò la sede di Fifth Avenue a New York nel 1909, coltivando i rapporti con i miliardari e le ricche ereditiere americane.

Tra i gioielli più straordinari in mostra l’anello di fidanzamento di Grace Kelly, che aveva sfoggiato in Alta Società, l’ultimo film girato prima di lasciare il cinema per diventare la principessa di Monaco, la serie di gioielli con pantere che erano appartenuti a Wallis, la duchessa di Windsor, l’orologio di Jacqueline Kennedy e la collana di diamanti e rubini regalata a Elizabeth Taylor nel 1957 dal suo terzo marito, Mike Todd.

Una sezione della mostra è dedicata agli orologi, diventati celebri quanto i gioielli. Louis Cartier fu uno dei precursori della moda degli orologi da polso e creò il primo nel 1904, unendo estetica e tecnologia. L’ultima sala, dulcis in fundo, è una straordinaria rassegna di 18 diademi che mostrano tutta la varietà e creatività di Cartier.

L’ammirazione per Cartier mostrata dal futuro re Edoardo VII nel 1902 è stata condivisa dai suoi successori. Molti gioielli in mostra fanno parte della collezione reale britannica e sono stati concessi in prestito da re Carlo III, come la spilla commissionata da Elisabetta II nel 1953 che ha al centro il rarissimo diamante rosa Williamson da 23,6 carati, il diadema tempestato di diamanti indossato più volte dalla Regina e una spilla indossata dalla principessa Margaret all’incoronazione della sorella.

Cartier, fino al 16 Novembre 2025, Victoria & Albert Museum, Londra

vam.ac.uk/exhibitions/cartier

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