La longevity è di casa: templi del wellness grandi quanto una cabina armadio
Strumenti per il biohacking, galleggiamenti antigravità, ma all’asciutto, inalazioni di idrogeno molecolare, idromassaggi hi-tech. Per una rigenerazione a misura del comfort privato.
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Vivere a lungo, vivere bene: la formula della longevità attiva è l’unicorno bianco che tutti cercano e che ha validi alleati anche all’interno delle mura domestiche. A ben vedere, secondo l’architetto Alberto Apostoli, specializzato nella progettazione wellness a tutto campo, l’intera casa deve essere concepita in funzione del benessere dei propri abitanti. La casistica esplorata da Apostoli, che con il suo Gruppo opera in tutto il mondo, è molto ampia, grazie agli oltre mille progetti realizzati in quasi tutti i continenti e a un continuo approfondimento della cultura del benessere.
Per decifrare la formula della longevità serve osservare da vicino chi è riuscito nell’intento: «Uno dei Paesi in cui si vive meglio è Bali», afferma Apostoli. «Non per nulla è il luogo al mondo in cui ci sono più spa. A questo dato fanno da cornice il clima, la natura, lo stile di vita, senza dimenticare le architetture tipiche d che dialogano ampiamente con l’esterno. Questo spiega perché il benessere è frutto di una filosofia di vita, quindi anche di un pensiero progettuale ampio e complessivo». I singoli dispositivi, se pur all’avanguardia - dalla sauna alle docce emozionali, fino ai trattamenti con il vapore - sono incisivi se inseriti in un quadro olistico che parte dalla cura del fisico per arrivare a coinvolgere mente e spirito. «Da questo punto di vista il lavoro di chi progetta benessere si è ampliato dalla sala da bagno a tutta la casa proprio perché ad essere coinvolti sono i ritmi di vita, il cibo, il sonno; influiscono senza dubbio il senso di protezione e decompressione che la casa può offrire, i momenti di condivisione che si possono facilitare. Non ultima, ha un suo rilievo anche la corretta dimensione degli spazi, che deve tenere come riferimento la misura umana», continua Le attrezzature sono, comunque, un supporto indispensabile alle pratiche quotidiane di benessere; come spesso accade, è il mondo professionale in ambito wellness a dettare la linea per quello che poi verrà sviluppato anche all’interno delle case.
«Una tendenza di crescente importanza è quella degli strumenti per il biohacking, un approccio integrato per ottimizzare le funzioni biologiche dell’organismo con strumentazioni mutuate, ad esempio, da chi pratica sport ad alto livello, come le cabine iperbariche per l’ossigenazione o i dispositivi per la crioterapia», specifica Apostoli. «Un identico processo è avvenuto, a suo tempo, per saune e bagni turchi o docce emozionali, che dal mondo dell’ospitalità sono state adottate e riprogettate per il residenziale. Sono il nucleo degli spazi wellness di recupero e decompressione che, oltre a ospitare i dispositivi legati all’acqua, devono tenere conto anche dell’impatto di luce e clima: per regolare questi fattori sono disponibili impianti sofisticati in grado di assecondare i ritmi circadiani e di controllare con precisione la temperatura tra le mura domestiche».
Quella che si prospetta è, quindi, una visione più ampia di benessere domestico, che dalle strumentazioni si estende a impiantistica, materiali, spazi, fino a coinvolgere anche quelli comuni nei complessi residenziali: nel real estate di alto profilo i dispositivi di salus per aquam rappresentano una delle dotazioni condivise più ambite, per accorpare più benefici, da quelli pratici (spazi più grandi, assistenza programmata) a quelli relativi alla socializzazione, tra i fattori determinanti della longevità: «Ritrovarsi in sauna alla sera o, ad esempio, creare momenti di festa o condivisione alla spa è un modo per generare benessere su più fronti», conferma Apostoli. Ne è una prova il progetto di Palazzo Ponte Piccolo sull’isola veneziana della Giudecca, un complesso residenziale esclusivo in via di completamento, di cui ha firmato la spa: il design riporta indoor la conformazione naturale del contesto lagunare e include una terrazza verde con affaccio panoramico. «In generale il rapporto con l’esterno è decisivo», precisa l’architetto. «Gli spazi che si aprono alla natura, all’aria, alla luce aumentano il senso di benessere. Senza dimenticare che ogni ambiente, da quello alpino a quello mediterraneo, ha specificità differenti, che le soluzioni costruttive devono rispettare. Sta al progettista sapersi sintonizzare con il luogo, per rendere l’intera casa un sistema integrato e olistico per il benessere».
Una conferma di questo trend a tutto tondo arriva da Starpool, realtà della Val di Fiemme specializzata da oltre mezzo secolo in soluzioni per la salute e il benessere attraverso calore, acqua e riposo. Forte dell’esperienza con centri professionali, hotel e resort, l’azienda ha messo a punto i dispositivi Health Innovation anche per uso privato. Con sistemi come Zerobody Dry Float, ad esempio, un lettino che riproduce gli effetti della microgravità. Adagiati su una piattaforma riscaldata, si galleggia sopra oltre quattrocento litri d’acqua tiepida, rilassandosi grazie all’assenza di peso ottenuta all’asciutto, senza bagnarsi o indossare il costume, e innescando nel cervello un meccanismo di rigenerazione fisica e mentale. Con il Molecular Hydrogen Booster, invece, si effettuano salutari inalazioni di idrogeno molecolare, potente antiossidante, mentre per un facile approccio alla terapia del freddo c’è Zerobody Cryo, un lettino dotato di una membrana brevettata che avvolge il corpo: l’esposizione al freddo è di 4-6 gradi, con effetti benefici di stimolazione dei sistemi immunitario e metabolico. Una sauna domestica improntata alla naturalità è Kanso, progettata da Alessandro Andreucci e Christian Hoisl per Effe. Il nome in giapponese significa semplicità e purezza, concetti che hanno guidato la mano dei designer nel definire le linee eleganti e misurate della struttura, in legno di Aspen termotrattato, una specie di pioppo leggero e chiaro noto per la stabilità e la bassa conducibilità termica.










