La legge sulle materie critiche incentiva la ricerca mineraria in Europa
La normativa europea incentiva la ricerca mineraria per garantire il raggiungimento degli obiettivi climatici
di di Davide Madeddu (Il Sole 24 Ore, Italia) e Vladislava Peeva (Mediapool.bg, Bulgaria)
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Da una parte la sostenibilità, dall’altra la necessità di conquistare indipendenza negli approvvigionamenti. Sono gli elementi che, in Europa, spingono la ricerca mineraria per l’estrazione delle materie prime critiche, indispensabili per una gamma di settori che vanno dalle energie rinnovabili all’aerospazio, passando per difesa e digitale. Proprio per questo motivo è stata varata la normativa che «garantirà all’Ue l’accesso a un approvvigionamento sicuro e sostenibile di materie prime critiche, consentendo all’Europa di conseguire i suoi obiettivi climatici e digitali per il 2030».
L’indipendenza nelle materie prime
Punto di partenza, la dipendenza dei Paesi dell’Unione dalle importazioni «spesso da un unico paese terzo», una situazione rimarcata dalle crisi internazionali. Da qui la scelta di una nuova disposizione. In questo quadro arriva quindi la norma e, a ruota, le attività di ricerca.
«La legge ridurrà gli oneri amministrativi, razionalizzando le procedure di autorizzazione per i progetti relativi alle materie prime critiche nell’Ue e garantendo nel contempo un’elevata protezione sociale e ambientale - annuncia un comunicato della Commissione -. Inoltre, i progetti strategici selezionati beneficeranno di un sostegno per l’accesso ai finanziamenti e di tempi di autorizzazione più brevi (27 mesi per le autorizzazioni all’estrazione e 15 mesi per le autorizzazioni alla trasformazione e al riciclaggio). I paesi dell’UE dovranno inoltre elaborare programmi nazionali per l’esplorazione delle risorse geologiche».
Il caso italiano
In Italia la corsa all’esplorazione mineraria è già iniziata. SI passa dal Litio al Boro, continuando con Potassio e poi Cobalto, Nichel, Rame e Argento. Non mancano neppure Fluorite, Manganese e Terre Rare. Da qualche tempo c’è anche l’interesse di qualche azienda per l’esplorazione dell’Uranio. Molti progetti sono in fase ancora di richiesta e quindi nella fase iniziale.
La miniera di fluorite
Solo in pochi casi (in Sardegna con la miniera di Fluorite) si lavora per rimettere in marcia gli impianti. Prima che ci sia un ritorno all’attività estrattiva, sottolinea il geologo Fabio Granitzio, «ci vorrà comunque del tempo, perché dopo l’esplorazione ci sono una serie di passaggi che necessitano di tempi lunghi». In totale (secondo il censimento dell’Ispra) sono 76 le miniere ancora attive in Italia e solo in 22 si estraggono i materiali che rientrano nell’elenco delle 34 Materie Prime Critiche dell’Ue. In 20 di queste, si estrae feldspato, minerale essenziale per l’industria ceramica.


