Intervento

La funzione acquisti, primo presidio della resilienza d’impresa

Le catene di fornitura globali affrontano una crescente volatilità: la funzione acquisti assume così un ruolo cruciale, evolvendosi da centro di efficienza a pilastro della resilienza aziendale

di Alfredo Vaghi* e Cristina Brotto**

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Si riaccende la volatilità nelle catene di fornitura globali. Il contesto geopolitico attuale mostra, ancora una volta, come eventi localizzati possano produrre effetti rapidi e profondi sull’economia globale, incidendo anzitutto sulla disponibilità di energia e servizi logistici, con ricadute sulla reperibilità delle materie prime, sulla tenuta dei fornitori e, di conseguenza, su inflazione e margini. In questo scenario, la funzione acquisti si conferma il primo presidio della resilienza delle imprese.

Negli ultimi anni le catene di fornitura globali sono state messe sotto pressione da una sequenza ravvicinata di shock di natura diversa: la pandemia, il blocco del Canale di Suez, la guerra in Ucraina con i riflessi sui flussi del Mar Nero, le restrizioni al transito nel Canale di Panama legate alla siccità e, più di recente, le tensioni nello Stretto di Hormuz. Più che il singolo evento, colpisce la frequenza e la dimensione – fino a 4-5 volte maggiore rispetto agli anni ’70-’80 – con cui interruzioni anche localizzate si trasmettono rapidamente all’intero sistema produttivo globale.

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Queste discontinuità mostrano come la vulnerabilità delle supply chain dipendano dall’elevata interconnessione tra materie prime, componenti, trasporti, capacità produttiva e capitale circolante. Quando un nodo critico si inceppa, gli effetti si estendono ben oltre l’area direttamente colpita: si allungano i lead time, aumenta la variabilità dei costi, e cresce il rischio di propagazione a più filiere. È questa natura sistemica della disruption a rendere la resilienza una priorità manageriale, prima ancora che operativa.

Per l’Europa e per l’Italia, il tema non è quindi soltanto la dipendenza diretta da una specifica geografia di approvvigionamento, ma l’esposizione complessiva alla volatilità globale: prezzi dell’energia, disponibilità dei materiali, affidabilità dei trasporti, tempi di consegna e pressione sul capitale circolante. In un contesto in cui shock geopolitici, climatici e operativi tendono a sovrapporsi, le imprese devono attrezzarsi per gestire scenari più frequenti e meno prevedibili, rafforzando la capacità di anticipare i rischi, reagire con rapidità e riconfigurare forniture, rotte e scorte quando necessario.

La funzione acquisti cambia natura

È qui che la funzione acquisti cambia natura. Nelle fasi ordinarie, alla funzione si chiede soprattutto efficienza: negoziare meglio, standardizzare, comprimere la spesa. In contesti di elevata volatilità geopolitica, invece, diventa il luogo in cui leggere i segnali deboli e tradurli rapidamente in decisioni operative. Non basta più acquistare bene; occorre farlo in sicurezza, con visibilità, alternative già pronte e un efficace coordinamento tra funzioni operative, finanza e area commerciale. Questa visibilità deve estendersi anche ai fornitori di secondo livello, per individuare in anticipo dipendenze critiche, concentrazioni di rischio e possibili punti di rottura della catena di fornitura.

Le aziende più avanzate stanno spostando il baricentro dal risparmio alla resilienza. Questo significa attivare una cabina di regia interfunzionale, monitorare in tempo reale prezzi, rischio fornitore e colli di bottiglia logistici, rivedere le strategie di categoria, qualificare fornitori alternativi, ripensare scorte e rotte e gestire insieme costo, continuità e cassa. Significa anche costruire un’unica fonte informativa di riferimento su spesa, fornitori, contratti e flussi e, su questa base, sviluppare un digital twin della catena di fornitura, capace di simulare scenari, valutare rapidamente l’impatto di eventi critici esterni e orientare decisioni più efficaci lungo l’intera catena del valore. Anche la pianificazione deve evolvere: non più esercizi statici, ma scenari dinamici da aggiornare in funzione di prezzi, lead time, disponibilità dei materiali e segnali di rischio.

Le discontinuità, inoltre, non colpiscono tutte le categorie allo stesso modo. Per la funzione acquisti questo significa agire in modo selettivo, distinguendo tra le categorie da presidiare subito, quelle su cui contenere i costi, quelle da monitorare con continuità e quelle per cui mettere in sicurezza la fornitura attraverso scorte, spedizioni anticipate e fonti alternative.

Discontinuità di questo tipo non possono essere gestite come un semplice problema di acquisti o di logistica: vanno affrontate come una sfida trasversale di margine e resilienza, che richiede il coordinamento tra funzione acquisti, funzioni operative, finanza e commerciale. Le priorità diventano quattro: stabilizzare la fornitura dei materiali critici e la continuità logistica; costruire visibilità su input, fornitori, scorte ed esposizione ai trigger di rischio; gestire in modo integrato costi e cassa; prepararsi a una volatilità prolungata attraverso decisioni basate su scenari, soglie di attivazione e meccanismi di risposta più rapidi. L’intelligenza artificiale può accelerare questo salto, aiutando a simulare scenari, individuare esposizioni, suggerire leve di mitigazione e supportare decisioni più rapide su rotte, scorte, indicizzazione e continuità.

Il procurement non è chiamato soltanto a generare risparmi, ma ad assorbire le discontinuità, proteggere i margini, salvaguardare il servizio e contribuire, insieme alle altre funzioni aziendali, alla resilienza complessiva dell’impresa. In un contesto sempre più incerto e volatile, lo sviluppo della resilienza non rappresenta più solo un vantaggio competitivo, ma una condizione imprescindibile per garantire continuità, adattabilità e crescita sostenibile nel tempo.

*Senior Partner McKinsey & Company

**Partner McKinsey & Company

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