Stringendo la lente sul comparto oil di Piazza Affari, Saipem, come detto, mette a segno cali moderati, mentre gli analisti studiano i due contratti ottenuti da Eni per un valore complessivo di circa 800 milioni. Il primo, assegnato da Eni Cote d’Ivoire e dai suoi partner, riguarda il progetto Baleine Phase 3, terza fase di sviluppo del giacimento oil gas Baleine, situato al largo della Costa d’Avorio a profondità fino a 1.300 metri.
Il secondo contratto, aggiudicato da Enilive, invece riguarda le attività di ingegneria, approvvigionamento e costruzione (Epc) di una nuova unità di deossigenazione nella bioraffineria Enilive di Venezia, a Porto Marghera. "L’importo rappresenta circa il 6% della nostra stima di order intake per il 2026 e porta la raccolta ordini annunciata da inizio anno a circa 8 miliardi di euro, pari a circa il 63% della nostra stima per l’intero esercizio", spiegano gli analisti di Equita.
Per Intermonte si tratta di una "notizia positiva che conferma il solido slancio nell’acquisizione di ordini, in particolare nel segmento offshore". Gli ordini acquisti da inizio anno, secondo gli esperti, dovrebbero ora "aver raggiunto circa 8,6 miliardi di euro (1,7 miliardi di euro nel primo trimestre 2026, 3,5 miliardi di euro nel secondo trimestre, 3,4 miliardi di euro nel terzo trimestre 2026 fino ad oggi)". Perciò, per l'esercizio 2026 la banca d'affari ipotizza "un totale di ordini acquisiti pari a 15,7 miliardi di euro".
Banca Akros sottolinea il fatto che i due contratti siano di "notevole entità" e calcola che "il volume degli ordini acquisiti dall’inizio dell’anno, compreso questo contratto, sia pari a circa 7,5 miliardi di euro (il portafoglio ordini a fine marzo era di 29,6 miliardi di euro)". In più, guardando ai conti in arrivo, gli esperti hanno "stime in linea con gli obiettivi della società" e si aspettano un miglioramento dei ricavi nel secondo trimestre.