Nations League

La fragile Italia di Mancini bis cerca il riscatto con la Turchia

Stasera giochiamo a Busta contro la Turchia (ore 20.45) e il primo pensiero è: speriamo di non fare un’altra figuraccia

Il commissario tecnico dell'Italia Roberto Mancini durante la partita di calcio della Nations League 2026-2027 del girone A1 tra Italia e Belgio allo Stadio Olimpico di Roma, Italia - venerdì 25 settembre 2026 - Sport - Calcio (Foto di Alfredo Falcone/LaPresse) LAPRESSE

4' di lettura

English Version

4' di lettura

English Version

È così malmessa, questa nuova povera Italia di Mancini bis, che viene voglia di tirarla su, come si fa coi bambini fragili quando non imparano qualcosa. Dài che puoi farcela, forza e coraggio, riprovaci.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Con la Nazionale è lo stesso. Stasera giochiamo a Busta contro la Turchia (ore 20.45) e il primo pensiero è: speriamo di non fare un’altra figuraccia. Che Dio ce la mandi buona. Salvateci da un nuovo spareggio per il terzo posto.

Loading...

Passi con il Belgio, che ai Mondiali è uscito ai quarti facendo la sua bella figura, ma con la Turchia di Montella, già battuta dalla Francia, un altro scivolone ci farebbe davvero male. Altro che ripartenza o bel gioco: qui rischiamo di buttare via tutto. Anche questo progetto che, pur nato dopo il pasticcio con Maldini e Pirlo, è comunque un tentativo di uscire dal più imbarazzante imbuto che si ricordi del nostro calcio. Certo di Caporetto ne abbiamo avute tante, a partire dalle due Coree, ma qui siamo al collasso di un sistema di cui la Nazionale è solo l’ultimo terminale.

Italia-Belgio 0-2, Azzurri ko in Nations League: fischi all’Olimpico

Lo conferma l’incredibile storia di Giovanni Malagò, il nuovo presidente della Fgci incaricato di rilanciare il nostro povero calcio e che ora ministri, società e i vertici del Coni stanno cercando di azzoppare e commissariare. Questa è follia, puro masochismo tafazziano.

Malagò sarà pure un piacione romano che ama il potere e stare al centro della scena. Però è un uomo di sport che in carriera ha ottenuto risultati straordinari. L’esplosione degli azzurri nel nuoto, nell’atletica, nel volley e in tantissime altre discipline dove non toccavamo mai palla. E la pioggia di medaglie arrivate dalle ultime due Olimpiadi? A parte qualche gaffes (ma chi non le fa) sa muoversi, è competente. Ma se togliamo Malagò, chi andrebbe al suo posto in un momento così drammatico? Inutile far nomi perché sono tutti inadeguati, non all’altezza.

E la politica? Che cosa vuole?

Soldi non ne mette, ma il becco, quello sempre. Vuole contare, dire la sua, marcare il territorio. Farsi vedere in tribuna, parlare senza sapere. Ma questa gente si rende conto in quale palude siamo? All’Olimpico venerdì lo stadio era mezzo vuoto. Senza i bambini, con le loro facce afflitte, ci sarebbero voluti i cartonati per riempire le tribune. Poi sono arrivati i fischi, ma cosa vuoi fare? lo spettacolo è stato francamente triste, deludente. Con quel passaggini avanti e indietro mentre i belgi con due azioni in verticale ci infilzavano senza pietà. Con Il povero Donnarumma, costretto a volare di qua e di là e poi in crisi isterica nel finale con Lukaku. E De Bruyne? Nel Napoli ha quel passo stanco da fritto misto non digerito, con il Belgio invece diventa imprendibile.

Eppure, se si vuole evitare lo sprofondo, bisognerà che ognuno si dia una regolata. Dirigenti, giocatori, ma anche tifosi e commentatori. Troppi giudici feroci, Troppi fustigatori senza pietà. Diamoci una calmata. Fretta e bene non stanno mai assieme. Lasciamo quindi Mancini, che comunque un Europeo l’ha vinto, il tempo di fare il suo lavoro.

Vogliamo i giovani?

Gli italiani di seconda generazione come la Francia e la Germania? Beh, Non spariamogli subito addosso come abbiamo fatto con Alessandro Romano. Tre giorni di lavoro sono pochi. Perfino il Creatore per concludere qualcosa ne ha impiegati sette. E pure la questione del “tradimento” dobbiamo chiuderla una volta per sempre. Vero che Mancini ha preferito i soldi arabi, ma perché gli altri allenatori? Sempre nei secoli fedeli? E Inzaghi? E Conte? Anche Mancini, ciuffo o non ciuffo, ha diritto alla prescrizione.

La Nazionale è brutta perché è uno specchio. Lo specchio del nostro calcio. Di un calcio dove solo il Frosinone ha un’ossatura italiana. Dove il Como, il nuovo che avanza, fa giocare solo stranieri. A parte Donnarumma, non abbiamo fenomeni. E quelli di maggiore spessore, come Tonali e Barella, venerdì sono stati tra i più deludenti. Come mai? Stasera ci saranno cinque avvicendamenti con il rientro di Bastoni e Frattesi, mentre Barella, Maldini e Mancini e altri dieci resteranno a Coverciano in vista della prossima sfida con la Francia il prossimo 2 ottobre.

Urge però una domanda: ma perché i nostri calciatori, soprattutto nel primo tempo, sono così impacciati come se avessero paura di toccare la palla? Per la pressione? Ma sono professionisti che giocano in A e in Europa. Forse, come faceva il vecchio Bearzot, bisogna non snaturarli, non imporgli tattiche nuove e astruse (ogni riferimento a Spalletti non è casuale) che in pochi giorni faticano ad assimilare.

Loading...

“Le critiche non mi toccano, con la Turchia mi aspetto un’Italia aggressiva”, dice Mancini con la sua solita sicurezza. Speriamo bene perché per uscire da questo disastro, non basteranno due settimane. Ma tanta, pazienza e tenacia. E un minimo di orgoglio. Con i veterani che facciano il loro dovere e dei giovani con la voglia matta, ma sana, di spaccare il mondo. Lasciati liberi di giocare come sanno. Fateci caso: perfino i falli, quelli dei difensori una volta, non li facciamo più. Che anche questo sia un segno del declino?

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti

Tutto mercato WEB