La Formula 1 elettrificata va a Shanghai: quando arriveranno i costruttori cinesi?
L’appuntamento di Shanghai mette a nudo il contrasto tra una Formula 1 sempre più elettrificata e l’assenza dei colossi cinesi che guidano il mercato globale. Mentre Mercedes e Audi capitalizzano il know-how maturato in Formula E, resta aperto l’interrogativo su quando i giganti di Pechino decideranno di tradurre la propria leadership commerciale in una sfida tecnologica nel Circus
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La stagione di Formula 1 2026 è nata nel segno della Mercedes. La casa automobilistica di Stoccarda ha spaventato la concorrenza a partire dalle qualifiche dove ha posizionato le sue vetture in prima fila con un distacco di quasi un secondo sulle rivali. In gara, le cose sono andate diversamente, con una Ferrari competitiva con entrambi i piloti, tuttavia il risultato non è cambiato: vittoria di George Russell e secondo posto per Kimi Antonelli.
Le nuove macchine altamente elettrificate hanno attirato poco consenso dai tifosi e una marea di critiche dai piloti. Tra tutti, il pilota più critico è stato Max Verstappen che le ha definite “delle Formula E sotto steroidi”. E forse la Formula E è la chiave di lettura di questo vantaggio competitivo della Mercedes.
Le frecce d’argento sono l’unico costruttore fra i top team ad aver partecipato e trionfato nella classe elettrica della FIA. Dopo aver vinto nel 2021 e 2022 sia il campionato piloti che team, il progetto Mercedes-Benz EQ Formula E Team è stato archiviato, visto il limitato ritorno mediatico e i rigidi paletti di sviluppo imposti dalla categoria. Tuttavia, la scelta di riallocare quelle risorse e il know-how elettrico sul nuovo ciclo tecnico della Formula 1 si sta rivelando un’abile mossa strategica.
A conferma dell’importanza del travaso tecnologico va sottolineata la prestazione di Audi, esordiente assoluta in Formula 1 e subito a punti. Il DNA sportivo di Audi è storico e recita, oltre alle tredici vittorie alla 24 Ore di Le Mans, anche un campionato piloti e uno team in Formula E. La casa di Ingolstadt ha un progetto di medio lungo termine e di certo le cose sono iniziate bene.
Una Formula E “sotto steroidi”
Il primo passo verso l’ibridazione dei motori di Formula 1 risale al 2009 con l’introduzione del KERS un dispositivo che permetteva di recuperare parte dell’energia cinetica in frenata, trasformandola in energia elettrica utilizzabile in fase di trazione per ottimizzare i consumi. Ma il vero punto di svolta tecnologico avviene con il regolamento 2014, quando la Formula 1 introduce le Power Unit ibride.









