L’Iran rischia di diventare l’Alcatraz di Trump
di Giuliano Noci
di Davide Madeddu
4' di lettura
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Dalla cultura all’innovazione, passando per la formazione e il welfare. Una sorta di supporto aggiuntivo per territori e sviluppo di nuova impresa. È il filo rosso che caratterizza e unisce una decina di fondazioni bancarie del Sud Italia: il Sud e le Isole pesano meno nella distribuzione territoriale (il patrimonio delle Fondazioni che si trova in questo cluster rappresenta solo il 5% del sistema), contando 10 Fondazioni che, con circa 202 milioni di euro, si pone al di sotto della metà del dato generale. Si tratta di enti ovviamente no profit, privati e autonomi che intervengono su diversi campi, riuscendo a dare soluzioni in ambiti o settori in cui, molto spesso, le risorse pubbliche non arrivano o non sono sufficienti. In media, secondo alcuni calcoli, in favore delle iniziative nel Mezzogiorno le Fondazioni erogano 120 milioni, pari a quasi al 13% del totale complessivo in Italia che è di oltre un miliardo di euro. Secondo il rapporto dell’Acri che rappresenta collettivamente le Fondazioni di origine bancaria e le Casse di Risparmio Spa (l’ultimo, quello del 2021), «al Sud, dove le Fondazioni sono presenti in numero inferiore, la percentuale di erogazioni e il numero di interventi risultano esigui rispetto al Centro e, soprattutto, al Nord».
A queste risorse si aggiungono poi quelle previste dalle diverse Fondazioni presente nelle Regioni. Organismi che hanno poi presenze e ruoli anche in altre realtà che vanno dagli istituti di credito a Cassa depositi e prestiti o ai fondi di investimento. Punto di forza il cosiddetto welfare di comunità, ovvero l’accompagnamento delle organizzazioni del Terzo settore ma anche «istituzioni, imprese e singoli cittadini che si attivano per prendersi cura del benessere dei membri della comunità, realizzando il principio di sussidiarietà orizzontale sancito dalla Costituzione».
Principali sostenitrici del mondo del volontariato, le fondazioni di origine bancaria portano avanti interventi che vanno dal Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile al Fondo per la Repubblica digitale, continuando con la Fondazione Con il Sud.
Nel Mezzogiorno una delle principali per erogazioni e numeri del bilancio è la Fondazione di Sardegna, che ha approvato un consuntivo da oltre 60 milioni e rinnovato il Cda, nel 2022 sono stati deliberati 1.349 progetti per un importo complessivo di 31,4 milioni, che rappresenta il risultato più significativo raggiunto negli anni dalla Fondazione. E per il 2023 sono stati approvate erogazioni per 23,6 milioni ai fondi per le attività di erogazione a favore del territorio regionale. «Sia i mercati azionari sia quelli obbligazionari hanno registrato performance negative, rendendo complessa qualsiasi strategia di asset allocation - si legge nel documento della Fondazione -. Le economie mondiali hanno subito un forte rallentamento. La sensibile contrazione del Pil e del commercio mondiale, senza distinzione di settore e area geografica, e l’erosione del potere d’acquisto delle famiglie hanno alimentato lo spettro di una possibile recessione che però i segnali dei primi mesi del 2023 hanno in parte allontanato».
In Campania a operare in questo ambito c’è la Fondazione Banco di Napoli che nel 2022 ha deliberato contributi complessivi per un totale di 1.382.813,49 euro, ripartiti tra i cinque settori. Gli ambiti sono i soliti: educazione, istruzione e formazione; ricerca scientifica e tecnologica; arte, attività e beni culturali; assistenza, beneficenza e attività di volontariato e infine sanità e assistenza alle categorie sociali deboli.