Cultura

La Fenice, licenziata Beatrice Venezi. P. Chigi: Meloni non coinvolta

La decisione arriva anche a seguito delle dichiarazioni pubbliche del maestro ritenute «offensive e lesive del valore artistico e professionale» del personale

di Nicola Barone

La direttrice d'orchestra Beatrice Venezi e Bianca Guaccero negli studi Rai di Napoli dove hanno registrato il programma 'Viva Puccini'   2024  ANSA  /  CIRO FUSCO ANSA

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La Fondazione Teatro La Fenice, per voce del sovrintendente Nicola Colabianchi, comunica di aver deciso di annullare tutte le collaborazioni future con il maestro Beatrice Venezi. La decisione, secondo quanto viene spiegato, arriva anche a seguito delle reiterate e gravi dichiarazioni pubbliche del maestro, offensive e lesive del valore artistico e professionale della Fondazione Teatro La Fenice e della sua orchestra.

«Tali affermazioni, non condivise nel merito e nei giudizi espressi, risultano incompatibili con i principi della Fondazione e con la tutela e rispetto dovuto ai professori d’orchestra».

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Le accuse di nepotismo

Lo scorso 22 settembre il sovrintendente aveva designato Venezi direttore musicale stabile della Fenice a partire dal 1 ottobre 2026, con incarico di quattro anni. La Fondazione Teatro La Fenice, sottolinea Colabianchi, «ribadisce il proprio impegno nella promozione di un ambiente professionale fondato sul rispetto reciproco, sulla collaborazione costruttiva e sull’eccellenza artistica».

L’intervista rilasciata il 23 aprile al giornale argentino La Nacion è la goccia che ha fatto traboccare il vaso: Venezi ha accusato l’orchestra di nepotismo. Dal settembre scorso l’orchestra e il coro erano in stato di agitazione contro la nomina di Venezi perchè giudicata con un curriculum non all’altezza del prestigio della Fenice.

Da Giuli pieno sostegno a Colabianchi

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli prende atto della decisione di Nicola Colabianchi, assunta in autonomia e indipendenza, e conferma al sovrintendente de La Fenice la sua più completa fiducia. «Con l’auspicio che tale scelta possa sgomberare il campo da equivoci, tensioni e strumentalizzazioni d’ogni ordine e grado; nell’interesse del Teatro e della città di Venezia».

Venturini: ora si guardi avanti

«È una vicenda delicata, che va affrontata con equilibrio e senso di responsabilità. Si chiude una fase che ha generato preoccupazione e tensioni, e che avrebbe richiesto fin dall’inizio maggiore attenzione, ascolto e coinvolgimento della città di Venezia e delle sue istituzioni. La Fenice non è un luogo qualunque: è un patrimonio culturale della città, del Veneto e del Paese. Per questo ogni scelta che riguarda il teatro deve essere compiuta con serietà, rispetto e piena consapevolezza del valore della sua storia, della sua orchestra, dei suoi professionisti e di tutte le persone che ogni giorno contribuiscono alla sua qualità artistica e internazionale» dichiara Simone Venturini, candidato sindaco di Venezia per il centrodestra, commentando la decisione della Fondazione Teatro La Fenice. «Ora credo sia necessario guardare avanti - prosegue Venturini - e ripartire con massimo senso di responsabilità».

Martella: vicenda nata male e proseguita peggio

La decisione «pone finalmente un punto fermo a una vicenda nata male e proseguita peggio. È la decisione che auspicavo da quando mi sono candidato. L’ho detto tante volte e lo ripeto anche oggi: la Fenice aveva bisogno di resettare una serie di scelte sbagliate e ripartire in una logica più serena e improntata alla condivisione, che permettesse di tutelare le grandi professionalità di un’orchestra amata in tutto il mondo e restituire al nostro Gran Teatro il rango internazionale che gli spetta e che merita». Così Andrea Martella, in campo per il centrosinistra nella sfida al Comune. «L’intera vicenda - aggiunge Martella - è stata contrassegnata da un metodo sbagliato, a partire dall’atteggiamento arrogante del presidente-sindaco Brugnaro. Serviva abbassare la tensione e riannodare con rispetto il dialogo, non alimentare contrapposizioni e forzature che nulla hanno portato di buono al Teatro».

«Ora mi auguro - conclude Martella - che questa decisione permetta di riportare il focus su ciò che realmente conta: valorizzare fino in fondo l’eccellenza che la Fenice rappresenta, a Venezia e nel mondo, e mettere al riparo il suo prestigio da operazioni arroganti e amichettistiche che la destra ha rischiato di far pagare molto care al nostro Gran Teatro».

P. Chigi: nessun via libera Meloni a licenziamento Venezi

Sulla vicenda è intervenuto anche Palazzo Chigi con una nota. “È privo di ogni fondamento quanto riportato oggi in un articolo del Corriere della Sera sulla decisione del Teatro La Fenice di Venezia di annullare tutte le future collaborazioni con il Maestro Venezi: il Presidente del Consiglio non è stato coinvolto in alcun modo sul tema e quindi non avrebbe potuto dare alcun ’via libera’, come invece sostenuto”.

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