Petrolio, la Nigeria si affida alla Cina per il rilancio delle sue raffinerie
dal nostro corrispondente Alberto Magnani
di Daniela Russo
3' di lettura
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Razionalità e prudenza: si gioca su questi piani la nuova sfida per i private banker. Il 2019 si è chiuso con la consapevolezza di una possibile correzione dei mercati ma nessuno poteva prevedere le violente conseguenze dell’emergenza sanitaria in corso. In questo contesto assumono un ruolo determinante le strategie per mettere al riparo i portafogli e guardare oltre la crisi. Dai piani d’accumulo al ruolo centrale dei cambiamenti sociali, guidati da tecnologie e telecom: anche l’industria del private banking si prepara alla Fase 2.
Il clima di incertezza, come sottolineano in molti, è destinato a pesare sulle scelte d’investimento delle famiglie, determinando una temporanea preferenza per la liquidità e per prodotti di investimento a basso rischio. Diventa centrale, per la gestione del risparmio privato, un approccio alla consulenza basato sull’analisi razionale e sulla diversificazione. Approcci, questi, non certo nuovi ma oggi più che mai indispensabili.
Proteggersi dalla caduta del listini
Per limitare l’impatto delle forti contrazioni di mercato sui portafogli dei clienti, le strategie messe in campo sono diverse. «Esistono oggi delle categorie di investimenti che si adattano meglio a situazioni di mercato così volatili, ad esempio i piani di accumulo o i prodotti step-in, che diluiscono l'entrata sul mercato, mediando i prezzi di ingresso ed evitando il rischio di sbagliare il market time. – spiega Fabio Cubelli, condirettore generale Fideuram – ISPB - Molto richiesti per i nuovi investimenti sono anche i prodotti con protezione del capitale a scadenza, di cui abbiamo in offerta al momento sia i certificate sia le gestioni in Fogli». Punta, invece, su un nuovo approccio la strategia di UBS. «La risposta alla crisi – dice Paolo Federici, Market Head Italy di UBS Global Wealth Management - sta anche nell’articolazione della gestione dei diversi portafogli che fanno capo a ciascun cliente, secondo la regola delle 3L: liquidity, longevity e legacy. Nel primo caso si dà risposta alle esigenze da 1 a 3 anni; nel secondo da 4 anni in su e nel terzo si guarda alle necessità per le prossime generazioni. La paura e l'insicurezza saranno due elementi caratterizzanti del prossimo futuro. Questo legittimo sentimento dei clienti richiede risposte concrete, che sapremo fornire con approccio innovativo e solidità».
Focus sulle tecnologie