Idee

La donna è una dimensione complessa, per fortuna!

La decima edizione del PhotoVogue Festival celebra con due mostre lo sguardo caleidoscopico delle donne

di Veronica Costanza Ward

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La complessità è una dimensione che appartiene alle donne e che la fotografia contemporanea continua a interrogare. Il PhotoVogue Festival 2026, ospitato nelle sale della Biblioteca Braidense di Milano, celebra questa molteplicità attraverso immagini, video e conversazioni che mettono al centro il modo in cui le donne esprimono, rappresentano e immaginano sé stesse: non un’identità univoca, ma una stratificazione di esperienze e prospettive.

La memoria emotiva, la capacità femminile di analizzare la propria anima, di cogliere e accogliere la propria fragilità e quella dell’altro sono solo alcune delle molte dimensioni che le donne riescono a vivere con quella “naturale intenzionalità” capace di costruire una consapevolezza generosa, che si custodisce e si tramanda attraverso le generazioni.

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PhotoVogue Festival

Si dice che le donne riescano a vedere oltre l’evidente, oltre i condizionamenti legati all’origine culturale e all’educazione. Ed è proprio in quell’oltre, nel superamento della dicotomia tra sguardo maschile e femminile, che il PhotoVogue Festival riflette sulla fluidità e l’intensità delle esperienze vissute dalle donne che affermo il diritto non solo a essere viste, ma anche a vedere e a plasmare la cultura visiva secondo le proprie condizioni.

Il PhotoVogue Festival alla Biblioteca Braidense

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Biblioteca Braidense

Questa capacità di apertura verso sé stesse e verso l’esterno è evidente nelle diverse esposizioni del Festival all’interno delle sale della Biblioteca Braidense, che rafforzano la tensione tra dimensione intima e valore universale. Tra scaffali storici e teche, le immagini dialogano con la memoria custodita nei libri, ricordando – concetto tutt’altro che banale – che non solo le donne sono tutte diverse, ma che lo sguardo di ognuna apre prospettive preziose e mai scontate.

La dimensione corale della manifestazione, fortemente voluta da Alessia Glaviano, Head of Global PhotoVogue e direttrice del Festival, si afferma come un valore centrale per preservare e promuovere una pluralità di voci, provenienze e linguaggi.

 

Le mostre e il programma

Con un palinsesto di quattro mostre di immagini e contributi visivi, otto video documentari, uno spettacolo di stand-up comedy, cinque conversazioni e venti tavole rotonde, il PhotoVogue Festival esplora, attraverso fotografia e video, lo sforzo di costruire un’identità e di sfidare i paradigmi visivi dominanti, mettendo in discussione il presupposto che diritti, visibilità e riconoscimento siano garantiti, ed evidenziando come conquiste sociali, un tempo considerate sicure, possano oggi essere nuovamente minacciate.

La mostra Women by Women, che dà il titolo all’edizione 2026, raccoglie le opere di quarantacinque artiste, fotografe e videomaker selezionate attraverso un bando internazionale che ha ricevuto quasi 100.000 candidature da oltre novemila e cinquecento artiste provenienti da centoquarantanove Paesi e territori.

East and South East Asian Panorama

La seconda mostra open call, East and South East Asian Panorama, con quaranta artisti finalisti, è frutto di un’ampia e articolata selezione tra le candidature di fotografi contemporanei asiatici e offre uno sguardo attuale e stratificato sulla fotografia odierna.

Particolarmente significativi sono i contributi visivi e i video, per la prima volta in Italia, come nella mostra Pleasure & Disobedience, a cura di Sofia Kouloukouri e Alexios Seilopoulos, che presenta, in collaborazione con il Museo Nazionale di Atene, video e opere di artiste di culto come Nan Goldin e Romy & Laure.

I talk

Cuore vivo del Festival sono da sempre i talk, le conversazioni e le tavole rotonde che si succederanno in una maratona continua tra i protagonisti della manifestazione. Grandi professionisti e figure del mondo della fotografia, della moda e dell’attivismo femminile e non binario – tra cui Zanele Muholi, Camila Falquez e Anastasia Taylor-Lind – si alternano nelle quattro giornate in conversazioni aperte con cui il pubblico può liberamente interagire.

In un momento storico in cui le conquiste culturali e sociali non possono essere considerate irreversibili, il PhotoVogue Festival riafferma il valore dello sguardo come atto culturale e politico. Le immagini non si limitano a rappresentare il mondo: contribuiscono a ridefinirlo. E nella pluralità delle visioni femminili, la fotografia trova oggi una delle sue espressioni più necessarie e consapevoli.

Per il programma completo del PhotoVogue Festival:

http://www.vogue.com/photovogue/festival

 

PHOTOVOGUE FESTIVAL – WOMEN BY WOMEN - Donne per le donne, Milano, Biblioteca Nazionale Braidense, fino al 4 marzo

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