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La domanda di AI spinge Prysmian e St, ma penalizza il settore consulenza

Ieri l'allarme lanciato da Accenture, che ha rivisto al ribasso le previsioni 2026 a causa della trasformazione nella consulenza IT indotta dall'AI

di Eleonora Micheli

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Titoli tech ancora al centro della scena, mentre emergono i primi dati concreti sugli effetti dirompenti dell'intelligenza artificiale. Ieri Accenture, leader globale nella consulenza IT, ha pubblicato i risultati trimestrali e rivisto al ribasso le previsioni per l'esercizio 2026, mettendo in conto non solo le conseguenze della guerra in Medio Oriente, ma soprattutto la trasformazione del settore della consulenza tecnologica indotta dall'AI.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Si tratta di uno dei primi segnali d'allarme che scuotono il comparto della consulenza IT, tanto che alla vigilia il titolo Accenture a Wall Street ha chiuso la seduta con un calo del 18%. Al contrario, in previsione di una crescente domanda legata all'AI, continuano a salire i titoli che forniscono le infrastrutture necessarie alla rivoluzione tecnologica in corso. A Piazza Affari brillano Prysmian e Stmicroelectronics (dopo il +4,2% della vigilia). Bene anche Infineon Technologies a Francoforte, mentre arretra Asml ad Amsterdam, che tuttavia da inizio anno ha messo a segno un progresso vicino al 70%.

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Banca Akros accende intanto i riflettori sul comparto della consulenza IT, che dovrà confrontarsi con un rallentamento nell'acquisizione di nuovi ordini. La revisione al ribasso delle previsioni per l'esercizio 2026 da parte di Accenture conferma infatti le difficoltà che molte società del settore stanno affrontando a causa della diffusione delle tecnologie basate sull'intelligenza artificiale e del progressivo spostamento del mercato verso progetti più contenuti e contratti a prezzo fisso, a discapito del tradizionale modello di fatturazione basato su tempo e materiali.

Gli analisti di Banca Akros mantengono comunque una raccomandazione "Buy" sull'italiana Reply (attiva proprio nella consulenza IT), con un target price di 165 euro. A sostegno della valutazione positiva citano il modello di business a rete, la forte focalizzazione su progetti a prezzo fisso e una forza lavoro altamente qualificata. Elementi che potrebbero consentire alla società di difendere meglio i margini rispetto ai concorrenti più grandi e di guadagnare quote di mercato. «Sottolineiamo inoltre come i settori verticali caratterizzati da elevate barriere all'ingresso, quali sanità, cybersecurity, aerospazio e difesa, nonché il fintech ad alto valore aggiunto, appaiano naturalmente più resilienti al rallentamento del mercato rispetto ai segmenti meno specializzati», hanno concluso.

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