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La Turkish Aerospace Industries (TAI) sembra accelerare su tutti i fronti. Al Farnborough International Airshow 2026, il presidente e CEO Mehmet Demiroğlu ha tracciato un quadro ambizioso, in cui il caccia nazionale KAAN si conferma perno strategico, mentre i programmi elicotteristici T-70 e T-925 tornano al centro della scena industriale e l’azienda guarda con rinnovato ottimismo al proprio ruolo nella catena di approvvigionamento dell’F 35.
Il nodo più critico del programma — l’approvvigionamento dei motori F110 di GE Aerospace — appare ormai sciolto. Il 9 luglio scorso il Congresso statunitense ha dato luce verde all’autorizzazione all’esportazione, seguita dal Technical Assistance Agreement. «Possiamo dire di avere la licenza di esportazione per il motore», ha dichiarato Demiroğlu. Dieci motori sono già ad Ankara per i prototipi e i voli di prova; altri 80 sono in fase di acquisizione per la prima fase di produzione in serie. Sul fronte collaudi, dopo i primi voli del prototipo iniziale, l’azienda attende il completamento dei test a terra prima di far volare il P1 entro un paio di mesi, con l’obiettivo di avere due KAAN in volo entro fine anno. La prima consegna all’Aeronautica Militare turca resta fissata al 2028. Demiroğlu ha escluso impatti negativi da eventuali riallocazioni di budget legate ad altre acquisizioni di caccia, ricordando il contratto firmato a SAHA 2026 per lo sviluppo e la produzione in serie.
Il programma del multiruolo T-70, basato sulla piattaforma Sikorsky S-70i, è tornato in esecuzione attiva. A inizio 2026 è stato firmato un accordo per un lotto aggiuntivo di 39 elicotteri, con autorizzazione all’esportazione ottenuta. La produzione dovrebbe ripartire entro circa 18 mesi. Demiroğlu ha chiarito che le sanzioni CAATSA non colpivano tutti gli enti turchi coinvolti: gli utilizzatori finali — Ministero della Difesa, Aeronautica, Forze Terrestri e Gendarmeria — ne erano esenti. Trentotto T-70 sono già stati completati; il nuovo lotto porterà il totale a 77 unità, con autorizzazione anche per i restanti 32 del piano originario da 109. Lontano dall’essere oscurato dal T-70, il T-925 Heavy Utility Helicopter è posizionato per un fabbisogno ben più ampio. La TAI stima oltre 200 elicotteri delle Forze Armate Turche da sostituire tra il 2030 e il 2040, cui si aggiungono potenziali 200 esportazioni: il volume produttivo atteso sfiora le 400-500 unità in 10-15 anni.
La Manned-Unmanned Teaming procede in parallelo, con ANKA-3 ed HÜRJET già impiegati nello sviluppo delle tecnologie di formazione autonoma. Con BAE Systems, un accordo del 2025 esplora l’impiego dell’ANKA-3 accanto all’Eurofighter Typhoon, pur senza un programma formalizzato. Sull’F-35, Demiroğlu ha distinto l’acquisto di velivoli — decisione governativa — dalla partecipazione industriale, auspicando un ritorno dei fornitori turchi una volta superati gli ostacoli politico-normativi. Sul fronte civile, la TAI colloquia con Boeing e altri OEM per espandere il proprio portafoglio aerostrutture, oggi già attivo con Airbus, Leonardo e Sikorsky.
HÜRJET, infine, si avvicina alle 500 ore di volo con due prototipi; quattro entro il 2026, inclusa la versione Light Combat Aircraft. In cantiere anche una variante navale monomotore, con le Forze Navali Turche come cliente principale e interessi internazionali, Regno Unito compreso.