Lo studio

La depressione si cura con il fungo allucinogeno: così a Chieti si sperimenta la psilocibina

Un passaggio storico per la ricerca clinica italiana nel campo delle neuroscienze e della psichiatria che apre nuove prospettive ad approcci terapeutici innovativi nei disturbi dell’umore: alte aspettative per contrastare i casi resistenti ai farmaci tradizionali

di Licia Caprara

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La speranza per la cura della depressione resistente ai farmaci passa per Chieti. O meglio nasce proprio dalla provincia abruzzese, che si prende la scena per una sperimentazione senza precedenti: trattare i pazienti “eleggibili” con Psilocibina, una sostanza psichedelica con potenziale effetto antidepressivo. In questi giorni presso la Clinica psichiatrica dell’ospedale “SS. Annunziata” lo studio è entrato nel vivo con la prima somministrazione di una compressa contenente il principio attivo a una donna di 63 anni. La procedura si è svolta regolarmente e non sono state rilevate particolari criticità cliniche; la paziente resta, comunque, sotto osservazione come previsto dal protocollo sperimentale.

Cos’è la psilocibina

L’eccezionale interesse legato a questo studio risiede negli effetti allucinogeni prodotti dalla psilocibina, un composto naturale contenuto in alcune specie di funghi: una volta assunto viene trasformato nell’organismo in psilocina, che agisce su recettori della serotonina, modulando l’attività delle reti cerebrali coinvolte nell’umore, nella percezione e nel pensiero. Negli ultimi anni diversi studi clinici condotti negli Stati Uniti, Regno Unito, Svizzera e Australia hanno evidenziato che una o due somministrazioni di psilocibina possono produrre effetti antidepressivi rapidi e duraturi, con miglioramenti clinici significativi persistenti fino a sei mesi in pazienti con depressione resistente ai trattamenti tradizionali.

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La sperimentazione

La sperimentazione, finanziata con fondi Pnrr e coordinata dall’Istituto superiore di sanità, è condotta a Chieti dall’équipe di Giovanni Martinotti, professore ordinario all’Università “D’Annunzio” e direttore della Clinica psichiatrica dell’ospedale ed è rivolta esclusivamente a pazienti affetti da depressione resistente ai farmaci, una condizione clinica complessa che non risponde adeguatamente alle terapie antidepressive convenzionali.

«Questo primo trattamento - sottolinea Martinotti, - rappresenta un passaggio storico per la ricerca clinica italiana nel campo delle neuroscienze e della psichiatria, che apre nuove prospettive per lo studio di approcci terapeutici innovativi nei disturbi dell’umore». Il disegno dello studio è randomizzato e in doppio cieco: né i pazienti né i clinici sono a conoscenza del fatto che venga somministrato il composto attivo o un placebo. La paziente potrebbe dunque aver ricevuto psilocibina oppure una compressa placebo, condizione necessaria a garantire la solidità scientifica dei risultati.

Il protocollo prevede una seconda somministrazione dello stesso trattamento farmacologico a distanza di tre settimane, seguita da un attento follow-up clinico per valutare l’evoluzione dei sintomi depressivi nel tempo.

Esperti in campo

L’avvio della sperimentazione è stato accolto con grande favore dall’Associazione “Luca Coscioni” impegnata attivamente nella campagna sugli psichedelici, e sarà al centro di un evento che si svolgerà proprio a Chieti nei giorni 6 e 7 marzo, in collaborazione con la As, le Università “D’Annunzio”, Tor Vergata e La Sapienza, dal titolo: “Psichedelici: ricerca scientifica, realtà clinica, impieghi terapeutici e implicazioni regolatorie nazionali e internazionali”.

La “due giorni” prevede interventi istituzionali, accademici e di rappresentanti delle professioni mediche e psicologiche che da tempo si stanno interessando alle possibilità dell’impiego delle molecole psichedeliche nell’assistere psicoterapie per varie condizioni che vanno dalla depressione profonda allo stress post-traumatico passando per l’anoressia nervosa, la cura del dolore e dell’ansia da “pre-morte”. Grazie alla partecipazione di ospiti internazionali verranno affrontati anche i passaggi regolatori regionali e internazionali.

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