Oggi, se la prospettiva della Corte fosse portata alle sue logiche conseguenze, Trump potrebbe semplicemente difendere qualsiasi azione oltraggiosa egli intraprendesse sulla base delle dubbie motivazioni della “sicurezza nazionale” – l’alibi amato da tutte le dittature fasciste. I giudici conservatori della Corte hanno segnalato che chiuderanno un occhio sulle politiche motivate da animus razziale e religioso. E, presumibilmente, non avrebbero alcun problema a sostenere la guerra commerciale di Trump, che il Presidente ha lanciato anche in nome della sicurezza nazionale.
Tirannia della Minoranza
Le quattro principali decisioni emanate dalla Corte Suprema nel corso di questo mandato sono tutte a loro modo allarmanti. L’America ha già i più alti livelli di disuguaglianza tra i paesi avanzati, ed ora la Corte ha rafforzato i monopoli e le multinazionali, demolendo al tempo stesso il potere dei sindacati di raggiungere accordi collettivi a beneficio delle classi lavoratrici e medie.
Ma, oltre a ciò, le modalità con cui la Corte è arrivata a queste quattro sentenze hanno avviato una nuova fase di conflitto politico. Sin dalla fondazione dell’America, i governi che si sono succeduti hanno lottato per creare norme capaci di tenere il paese lontano dall’estremismo. Assumendo la saggezza dei padri fondatori americani, la maggior parte dei leader statunitensi ha compreso i rischi derivanti dall’abuso di potere da parte dei partiti di governo, arrivando alla definizione di una serie di procedure ed istituzioni per prevenire i diktat maggioritari. Ad esempio, nel Senato degli Stati Uniti, la norma sull’ostruzionismo stabilisce una soglia di 60 voti per l’approvazione di una legge importante, proprio per evitare che il partito di maggioranza schiacci la minoranza.
Ma in seguito i Repubblicani hanno iniziato ad ignorare tali norme. La Costituzione degli Stati Uniti richiede che il Senato fornisca “parere e consenso” riguardo alle nomine presidenziali, e a lungo la norma è stata che soltanto i candidati veramente non qualificati dovrebbero essere respinti. Ma durante la presidenza di Barack Obama, i Senatori Repubblicani hanno usato l’ostruzionismo con abbandono per bloccare i candidati con cui non erano d’accordo riguardo a questioni quali l’aborto. Mentre i posti vacanti delle sezioni esecutive cominciavano ad accumularsi, i Senatori Democratici, quindi di maggioranza, non avevano altra scelta che abrogare la norma sull’ostruzionismo per le nomine presidenziali. Anche in quel momento, i pericoli di una tale mossa erano chiari. Un presidente estremista, sostenuto da un Senato compiacente, potrebbe nominare quasi chiunque in qualsiasi posizione.
Oggi assistiamo a ciò che accade quando il sistema di pesi e contrappesi viene sfasciato. Dopo aver riconquistato il Senato nel 2014, i Repubblicani si sono rifiutati persino di considerare il candidato di Obama alla Corte Suprema, il giudice centrista, altamente qualificato, Merrick B. Garland. E l’anno scorso, dopo che il loro ostruzionismo è stato ripagato dalla vittoria di Trump, i Repubblicani hanno smesso il boicottaggio per le nomine della Corte Suprema, al fine di confermare il candidato scelto da Trump, Neil M. Gorsuch, quale successore di Antonin Scalia (che a quel punto era morto da 14 mesi). Oggi che il pensionamento del giudice Kennedy lascia scoperto un altro posto sullo scranno, Trump sarà in grado di blindare la Corte per almeno una generazione. Se ciò accadrà, probabilmente ci troveremo in una situazione in cui la maggioranza degli Americani non avrà più nessuna fiducia nella Corte – per non parlare degli altri organi istituzionali.