La democrazia Americana è sull’Orlo del baratro
di Joseph E. Stiglitz
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Il centro non regge. Dopo l’elezione del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump nel novembre 2016, milioni di Americani e di altre persone in tutto il mondo hanno trovato conforto nel pensare che le forti istituzioni e la Costituzione degli Stati Uniti avrebbero protetto la democrazia americana dall’essere depredata. Ma gli eventi degli ultimi mesi indicano che gli ammortizzatori istituzionali americani non sono così solidi come si dice. All’interno del Partito Repubblicano, che controlla tutti e tre i rami del governo degli Stati Uniti, il canto delle sirene della politica tribale sta cancellando quel che resta della fedeltà alle tradizioni costituzionali americane.
Il caso più evidente di marciume istituzionale si può riscontrare nella Corte Suprema degli Stati Uniti. Nel giro di pochi giorni, la Corte ha emesso quattro sentenze divisive che sembrano essere state progettate per consolidare il “Trumpismo” illiberale negli anni a venire. A peggiorare le cose, nella giornata di mercoledì, il Giudice Anthony M. Kennedy, da lungo tempo “ago della bilancia” tra i membri della Corte, ha annunciato il suo pensionamento, spianando la strada a Trump per la nomina di un altro giudice scelto direttamente dalla destrorsa Federalist Society.
Le sentenze della Corte nel corso di questo mandato non hanno fatto altro che confermare l’opinione ampiamente diffusa secondo cui essa non agisce più quale arbitro saggio ed imparziale delle inevitabili dispute che sorgono in ogni società. Invece, è diventata semplicemente un ulteriore strumento per fare avanzare un programma di estrema destra, che ha sottomesso gli Stati Uniti al dominio delle minoranze.
Ricordiamo che, nelle elezioni del 2016, Trump ha ricevuto tre milioni di voti in meno rispetto a Hillary Clinton, ed i Repubblicani hanno conservato il Senato, sebbene i candidati repubblicani abbiano ricevuto in totale meno voti rispetto ai candidati democratici. Analogamente, nella Camera dei Rappresentanti, i Repubblicani hanno ottenuto una maggioranza molto più ampia della loro quota effettiva di voti totali, a causa delle faziose manipolazioni dei collegi elettorali effettuate dopo il censimento del 2010. Nel 2000, la Corte Suprema aveva assegnato la presidenza a George W. Bush, che, come Trump, aveva ottenuto meno voti del suo avversario. Oggi la Corte ha confermato i brogli elettorali dei Repubblicani, ed anche le loro leggi che hanno escluso dal voto gruppi di cittadini più propensi a votare per i Democratici.
Di, Da, e Per le Corporation
La prima eclatante decisione della Corte questa settimana è arrivata lunedì, nel caso Ohio v. American Express . In una deliberazione approvata con 5 voti favorevoli contro 4, la Corte ha confermato i contratti anticoncorrenziali che American Express impone ai commercianti che accettano pagamenti con carta di credito AmEx. Come ho sottolineato alla Corte in un memorandum “amicus curiae”, gli argomenti di AmEx in difesa delle proprie prassi anticoncorrenziali erano totalmente pretestuosi.


