La decarbonizzazione della Sardegna apre la strada al gas e alle nuove iniziative industriali
Il Dpcm approvato dal Governo segna la fine del carbone e apre il nuovo percorso cui è legato il rilancio della metallurgia non ferrosa e delle ceramiche
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La decarbonizzazione della Sardegna può iniziare. E con il nuovo corso si attendono anche le nuove iniziative dato che all’orizzonte c’è l’arrivo nell’isola del gas. Il via libera a questo cambiamento arriva dalla firma del Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, proposto dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che individua le opere e le infrastrutture prioritarie per il superamento del carbone in Sardegna. Si tratta di un passaggio cruciale nel percorso di decarbonizzazione dell’isola, in coerenza con gli obiettivi del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC).
«Il decreto prevede una serie di interventi strategici, dichiarati di pubblica utilità e di carattere urgente, per lo sviluppo di nuova capacità di produzione da fonti rinnovabili e per l’installazione di sistemi di accumulo energetico - rimarcano al ministero delle Imprese e del made in Italy -. Viene inoltre potenziato il sistema delle interconnessioni elettriche, sia con la penisola sia con la Sicilia, insieme al rafforzamento della rete di trasmissione all’interno dell’isola». Per quanto riguarda il gas, viene introdotto un collegamento virtuale che garantirà la sicurezza degli approvvigionamenti «grazie all’utilizzo di terminali di rigassificazione, Unità galleggianti di stoccaggio e rigassificazione (Fsru) e reti locali, assicurando al contempo un’equità tariffaria a livello nazionale a tutela dei consumatori sardi». Una misura particolarmente attesa dal mondo produttivo giacché, proprio alla presenza del gas è legato il rilancio di settori industriali che vanno dalla metallurgia a quello delle ceramiche. «Con la firma del Dpcm sulla metanizzazione, dopo una serrata trattativa interistituzionale, la Sardegna si dota finalmente dello strumento normativo propedeutico alla realizzazione dell’infrastruttura di rete per la distribuzione del gas metano, ponendo così fine al contenzioso aperto dalla giunta Solinas nei confronti dello Stato, che purtroppo ha penalizzato fortemente la nostra Isola per troppi anni - commenta Emanuele Cani, assessore regionale dell’Industria -. Ora dobbiamo vigilare affinché le opere possano essere realizzate nel minore tempo possibile. Il Dpcm ci metterà nella condizione di utilizzare il gas metano, soprattutto a fini industriali, nella fase transitoria verso la giusta transizione energetica, garantendo una fornitura congrua e stabile a favore del sistema industriale, nonché favorendo l’utilizzo dei bacini urbani già realizzati per i quali sono state investite ingenti risorse pubbliche». Non solo, l’esponente dell’esecutivo sottolinea anche un altro elemento «sostanziale» contenuto nel decreto e riguarda la «perequazione del prezzo del gas, che finalmente equiparerà la Sardegna e i sardi al resto del Paese». A guardare positivamente verso il provvedimento che punta a «rivoluzionare» il quadro produttivo industriale dell’isola è anche Confindustria che parla di “passo importante”.
«Il provvedimento segna un passaggio determinante nel percorso di decarbonizzazione e si auspica che possa effettivamente rappresentare un passo essenziale per colmare il divario competitivo che attualmente penalizza imprese e famiglie a causa degli elevati costi energetici - scrive in una nota Confindustria -.Da evidenziare il decisivo contributo dell’Assessore regionale all’Industria, Emanuele Cani, che con impegno e determinazione ha favorito il percorso che ha portato a tale risultato, così come l’azione svolta a livello governativo dai Ministri Urso e Pichetto Fratin». Per i sindacati, che ricordano l’attesa di anni, è necessario che si proceda con la realizzazione delle infrastrutture per rendere fruibile il metano nell’isola.


