“Non sei scopabile” è una frase che non ha la stessa portata, lo stesso impatto su un uomo, se detta da una donna. Pensiamo c’entri anche il fatto che gli uomini possono comprare, oltre all’atto sessuale in sé (questo possono farlo anche le donne), anche il piacere. Pensiamo a un altro insulto amplificato dai media, inciso su qualche tipo di supporto informatico (fu registrato durante un fuori onda di un dibattito tv), ma rimasto poi orfano di padre. Quel “gnocca senza testa” rivolto a Rula Jebral durante un talk show di attualità al quale partecipava come giornalista, non come modella o attrice o musa ispiratrice di Julian Schnabel (è stata anche questo ed è a tutti gli effetti una donna bellissima). Vi immaginate l’opposto? Pensiamo, che so, a Francesco Giorgino, visto che c’è chi lo considera un bell’uomo. O a Vittorio Brumotti, ciclista acrobatico e poi giornalista dilettante. Altro uomo, lui sì, di bellissimo aspetto. Non c’è traccia, nella storia delle loro apparizioni televisive, di insulti come “figo con gli occhi azzurri ma scemo” o “macho ma pirla”.
Tornando al body shaming vero e proprio, anche se sganciato dalle implicazioni sessuali (“culona”, “cicciona”, “nasona” ecc): non solo gli uomini, indipendentemente dai loro difetti fisici, sembrano meno bersagliati, ma sembrano anche - poi però, chissà se è davvero così – esserne meno feriti. Non vale per ragazzi giovani e sensibili e non vale probabilmente per i ragazzi Lgbt, che per definizione sono più vulnerabili agli attacchi che riguardano l’aspetto fisico e, ovviamente, a quelli a sfondo sessuale. Forse l’attacco all’aspetto fisico o il body shaming risultano per gli uomini meno dolorosi perché una donna “brutta” viene condannata all’inchiavabilità. Mentre il più brutto degli uomini potrà sempre fare sesso e provare piacere. Pagando, si intende. Ma evidentemente quest’ultimo aspetto non sembra importante.
Brad Pitt non dice “culona”
Curioso notare che i rilievi e gli insulti legati all’aspetto fisico delle donne vengano spesso da uomini brutti. Non si conosce alcuna uscita del genere “culona inchiavabile” attribuibile a Brad Pitt o ad Alain Delon. Sentendo uomini come Silvio Berlusconi, Maurizio Gasparri, Renato Brunetta o altri ancora, dare giudizi sprezzanti sull’aspetto fisico (Luciana Littizzetto ad esempio è stata più volte oggetto dell’attenzione di politici di centrodestra), ebbene, verrebbe voglia di essere teletrasportati indietro nel tempo, all’età prescolare. Culona inchiavabile a me? Zitto, uomo di plastica a cui non tira più. Gnocca senza testa a me? Zitto, uomo senza palle e con l’alito pesante. E via inventando, come solo i bambini sanno fare. Perché sappiamo quanto possano essere crudeli i bambini e non a caso il bullismo è per definizione una tortura che viene scoperta nelle scuole. I bambini, appunto. Dagli adulti ci si aspetterebbe di essere elogiati – o criticati – per cose di cui abbiamo la responsabilità. O che è in nostro potere cambiare / modificare con lo studio, l’umiltà, l’ascolto, la crescita personale, la consapevolezza. Con gli strumenti, in altre parole, che i bambini non hanno (ancora). L’aspetto fisico (culo grosso o qualsiasi altra cosa, non è questione di mettersi a dieta) non è tra queste cose. Non è in nostro potere cambiarlo. Si può fare, in parte, con la chirurgia plastica. Ma questa è un’altra storia. Sempre dagli adulti ci si aspetterebbe, in qualsiasi ambito lavorativo, di lasciare fuori ogni riferimento fisico o sessuale. A me che non si sia a un casting per il Moulin Rouge, per un film porno, per un concorso di bellezza (anche questa è un’altra storia).
Il ruolo di internet
Tornando al body shaming: è amplificato, come molte altre cose, dall’esistenza e dall’utilizzo perverso dei social media, della mail, di tutto quello che internet offre per diffondere messaggi a grande velocità e impedendone, di fatto, il controllo. Ma l’aspetto più triste resta che sono le donne a praticarlo contro altre donne. Difficile dire quanto di ancestrale ci sia in questa pratica: se le donne sono giudicate per l’aspetto fisico e da questo dipende la loro “chiavabilità”, se è l’aspetto fisico l’arma per conquistare un uomo, eliminare le rivali usando il body shaming può sembrare una scorciatoia. Ma c’è qualcosa di più: una donna, a differenza di un uomo, sa quanto è doloroso il body shaming. Sa quanto si soffre per un insulto fisico: se una donna vuole fare male a una donna - per le ragioni più diverse - sa che il body shaming è l’arma più sicura.