Salone del Mobile

La crisi in Medio Oriente non ferma il Salone. Al via oggi con 1.900 aziende

Presenti Meloni, Salvini, Tajani e La Russa. La presidente del salone Maria Porro: «Un punto fermo in un tempo instabile»

di Giovanna Mancini

Eurocucina-FKT Diego Ravier

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I segnali sono incoraggianti: qualche defezione - tra i visitatori in arrivo dall’area del Golfo o da altri Paesi i cui voli transitano per quell’area - sarà inevitabile. Ma stando ai biglietti venduti, alle prenotazioni alberghiere e alle prenotazioni dei voli, il Salone del Mobile di Milano che apre oggi a Rho, negli spazi di Fiera Milano, si preannuncia con numeri positivi che confermano l’importanza di questa manifestazione non solo per l’industria italiana del design, ma anche per la comunità del design e del progetto a livello globale.

Un’ulteriore conferma dell’importanza di questa manifestazione è data dalla nutrita presenza di istituzioni politiche. Oggi sono infatti attesi, al taglio del nastro, il presidente del Senato Ignazio La Russa e il vice presidente del Consiglio dei ministri e ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani. In tarda mattinata è attesa anche la premier Giorgia Meloni, mentre nel primo pomeriggio arriverà anche il vice presidente del Cdm e ministro della Infrastrutture Matteo Salvini.

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Un punto fermo... in evoluzione

Un «punto fermo in un tempo instabile». Questo è, nelle parole della presidente Maria Porro, il Salone del Mobile di Milano. E mai come in questi ultimi anni essere un punto fermo – sebbene in continua trasformazione ed evoluzione – è diventato un valore fondamentale per le imprese e i professionisti dell’arredo e del design, sovrastati da eventi imprevedibili e incontrollabili.

La pandemia da Covid 19, la guerra tra Russia e Ucraina, la crisi energetica e delle catene di approvvigionamento, i dazi americani, il rallentamento della promessa cinese. E ora la guerra in Iran, che mette a rischio la crescita globale, impattando in particolare su un’area – quella del Golfo – in cui l’industria dell’arredamento sta investendo da anni con convinzione, come dimostra l’evento pilota organizzato lo scorso novembre a Riyadh dal Salone stesso («Red in Progress»), in vista del lancio, il novembre prossimo, della prima edizione di un vero e proprio spin-off della manifestazione nella capitale saudita.

Gli effetti della guerra in Iran

L’impatto della guerra sul Salone è stato pressoché nullo per quanto riguarda gli espositori: solo due aziende, una libanese e una indiana, hanno cancellato la propria partecipazione, perché impossibilitati a spedire le merci, oltre a due gallerie emiratine. Eventuali defezioni da parte dei visitatori saranno invece quantificabili solo a partire da oggi, giorno di inaugurazione della 64esima edizione della manifestazione, che sarà aperta fino a domenica negli spazi di Fiera Milano a Rho.

E se è verosimile un calo degli operatori in arrivo dal Medio Oriente, le attese sono comunque positive, perché aumenta l’interesse da altre geografie. Merito anche della strategia internazionale perseguita dal Salone stesso, con un intenso programma di roadshow e attività promozionali in mercati chiave, dalla Germania agli Stati Uniti, dal Giappone all’India. D’impatto anche le iniziative di incoming per buyer selezionati, portata avanti da anni grazie al supporto di Ice Agenzia.

I numeri ufficiali confermano la vitalità della più internazionale e attrattiva tra le fiere mondiali del design, che quest’anno comprende le biennali dedicate alla cucina e al bagno: 1.900 espositori (di cui il 36,6% dall’estero) su oltre 169mila mq di superficie espositiva. Oltre 160 brand espongono in fiera per la prima volta, mentre 66 vi fanno ritorno dopo alcuni anni: un bel segnale per questa manifestazione che tanto ha contribuito a costruire la credibilità del design italiano e il suo successo in tutto il mondo.

Le novità dell’edizione 2026

Il Salone è una vera «infrastruttura culturale ed economica, in continua trasformazione», aggiunge Porro, ricordando alcune novità della nuova edizione. A cominciare dall’avvio del progetto Salone Contract affidato allo studio OMA di Rem Koolhaas e David Gianotten, che debutterà nel 2027, ma già quest’anno prevede un Forum e percorsi dedicati a questo canale distributivo sempre più rilevante per la crescita delle imprese italiane. «In questo momento di situazione geopolitica incerta, che impatta anche sulla propensione all’acquisto e dunque sul retail, il mercato dei grandi progetti rappresenta una fonte di ricavi fondamentale e anche una spinta al cambiamento del business», osserva Porro. La presidente ricorda anche il debutto del Salone Raritas (si veda l’articolo a pagina 6) e la mostra «Aurea, an Architectural Fiction», che prosegue il progetto di valorizzazione e promozione delle aziende del settore cosiddetto «classico.

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