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La copertina, il creative director del Sole 24 Ore spiega l’ideazione

Un processo partito dal brief e arrivato fino al disegno

di Adriano Attus

Fabio Ciarrocchi/MiMaster - Faam

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Interpretare il Salone del Mobile significa oggi confrontarsi con qualcosa che va oltre la semplice rappresentazione del design. Significa tradurre visivamente un sistema complesso, fatto di visioni e connessioni globali. Da questa sfida nasce il contest promosso con gli studenti di Mimaster - Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, chiamati a immaginare una copertina capace di raccontare, con un’unica immagine, il senso contemporaneo del progetto. Le proposte arrivate in redazione hanno restituito uno sguardo articolato. Da un lato, una narrazione più figurativa, legata alla città e alla dimensione quotidiana del design; dall’altro, una ricerca più astratta, orientata a rappresentare il Salone come sistema, rete, infrastruttura culturale. In mezzo, una terza via: quella dell’esperienza umana, dove oggetti e persone costruiscono il paesaggio del vivere.

La cover vincitrice di Allegra Mussato tiene insieme questi livelli con un’immagine semplice ed efficace. La iconica Metro rossa, progettata da Franco Albini con Franca Helg e Antonio Piva negli anni Sessanta, diventa dispositivo narrativo: non solo mezzo di trasporto, ma luogo di attraversamento e connessione. All’interno scorrono frammenti di design come visioni in movimento, restituendo l’idea di un sistema dinamico.

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Bianca D’Ascanio/MiMaster - Faam

L’illustrazione lavora per sottrazione e sintesi, mantenendo una forte leggibilità. Il ritmo delle finestre, la scansione modulare e l’uso del colore costruiscono una composizione che dialoga con il linguaggio editoriale senza rinunciare a una dimensione autoriale. Ne esce una copertina che non descrive il Salone, ma lo interpreta come flusso ed esperienza di un racconto urbano.

Il progetto degli studenti MiMaster dimostra la capacità di tradurre un tema complesso in un’immagine efficace. Un esercizio non solo didattico, ma pienamente editoriale: trasformare la complessità in immagine, e l’immagine in pensiero.

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