Spazio

La cometa interstellare 3I/ATLAS con chimica unica e getti anomali osservata da Hubble e James Webb

Scoperta nel 2025, ha rivelato composizioni insolite e comportamenti mai visti, offrendo preziose informazioni sui sistemi planetari lontani

di Leopoldo Benacchio

Rappresentazione artistica della cometa 3I/ATLAS Il metanolo nella coma è rappresentato in blu, il cianuro di idrogeno è rappresentato in arancione

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Ora come ora è dalle parti di Giove, ma si sta allontanando velocemente, oltre 200.000 chilometri all’ora, e sta uscendo dal nostro sistema solare per un viaggio che forse durerà altri miliardi di anni.

È 3I/ATLAS. la terza cometa interstellare che abbiamo mai osservato e proviene, certamente, dalle profondità dell’universo, da un altro sistema solare lontanissimo, dove si è formata miliardi di anni fa. La sua età è almeno il doppio di quella del nostro sistema solare, 8-10 miliardi di anni, e ha portato con sé un vero e proprio scrigno di informazioni su cosa succede in altri sistemi planetari, tanto diversi da noi quanto lontani.

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Ci ha lasciato parecchie informazioni importanti, ma si sta anche portando via altri segreti sulle sue origini che non abbiamo fatto in tempo a strapparle. Comunque, un messaggero celeste che stavolta siamo riusciti a seguire e studiare un bel po’.

3I/ATLAS è stata scoperta il 1° luglio 2025 e, a causa della sua orbita decisamente iperbolica, si è subito capito che proveniva da oltre il nostro Sistema Solare.

Fin dalla sua scoperta, gli astronomi hanno puntato su di essa i più grandi telescopi terrestri e spaziali della Terra. È stato osservato dal telescopio spaziale Hubble, dal telescopio spaziale James Webb, i due più potenti che abbiamo mai avuto, da varie sonde, perfino da Marte dove lavorano vari robot, e persino dalla sonda europea Juice che è in viaggio verso Giove. Insomma, gli astrofisici non si sono lasciati scappare l’opportunità questa volta di capirci il più possibile.

Molte sue caratteristiche anomale, come per esempio getti di materia nel verso contrario a quello della coda, hanno fatto perfino pensare che si trattasse di un manufatto alieno. L’idea è di Avi Loeb, astrofisico di livello ad Harvard, che ha studiato approfonditamente la cometa, elencando 22 “stranezze”, che gli hanno fatto formulare la bizzarra idea ufologica, cui l’astrofisico sembra particolarmente affezionato, a differenza della totalità dei suoi colleghi.

Uno studio della cometa interstellare condotto ultimamente utilizzando le antenne dell’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA), che lavora a 5000 metri nelle Ande Cilene, ha rivelato che la sua struttura chimica è diversa da quella della stragrande maggioranza delle comete che troviamo all’interno del nostro Sistema Solare.

Le antenne del telescopio Alma che osserva l’universo nelle lunghezze d’onda millimetriche e micro

3I/ATLAS nella sua parte esterna mostra di avere una quantità di metanolo, un alcol con effetti tossici per noi umani, molto superiore alla media delle comete del sistema solare. Qualche giornale in cerca di titoli per acchiappare lettori ha chiamato 3I/ATLAS la cometa “ubriaca”, con una cosmica caduta di stile.

Il metanolo è presente nelle comete “normali”, ma in quantità dieci volte minori, ed è una di quelle molecole organica che potrebbe essere considerata un precursore della vita come la conosciamo.

La cometa “forestiera” si è avvicinata al Sole nell’ ottobre 2025 ed è passata vicino alla Terra, comunque a 1.8 milioni di chilometri, nel dicembre 2025.

ANSA VERIFIED - 3I/Atlas, l'intruso del Sistema solare, e' davvero una cometa?

3I/ATLAS ha mostrato caratteristiche mai osservate prima, non solo la grande quantità di metanolo, e questo suggerisce che si sia formata in un ambiente molto freddo, probabilmente nelle zone più remote della nostra Galassia, a migliaia di anni luce da noi.

Al contrario delle comete “nostrane”, dove domina l’acqua, in 3I/ATLAS il componente principale è la CO₂, l’abbondanza simultanea di metanolo e cianuro nella chioma, indica una chimica diversa da quella delle comete solari, una sorta di carta di identità di un altro sistema stellare.

Dalle tante osservazioni anche simultanee si è potuto vedere che emette getti di gas orientati in modo insolito, in direzioni inattese, forse a causa della rotazione o della struttura irregolare del nucleo. Insomma, spruzza gas da tutte le parti e questo è inusuale.

3I/ATLAS mostra una particolare formazione di polveri che sembra puntare verso il Sole, un anticoda, invece che in direzione opposta. Questo fenomeno è noto in astronomia, ma in questo caso ha dimensioni eccezionali, dell’ordine di centinaia di migliaia di chilometri. Per questo sempre Avi Loeb ha avanzato l’idea che 3I/ATLAS si stesse muovendo con un tipo di motore a noi sconosciuto, ma l’idea non ha raccolto sostenitori, se non lui medesimo, forse in spasmodica cerca di popolarità.

È stata un’occasione quasi unica: solo tre oggetti interstellari sono stati osservati direttamente nella storia dell’astronomia, e noi siamo stati testimoni di tutti e tre, in questi anni, grazie ai progressi della strumentazione che è stata sviluppata sulla Terra e nello spazio. Con la nuova generazione di strumenti probabilmente ne vedremo parecchi e li potremo studiare comodamente per capire i sistemi diversi dal nostro.

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