Londra

La collezione Zabludowicz guida l’arte contemporanea

Sugli scudi i nomi già affermati, mentre i nuovi giovani che avevano suscitato forti interessi speculativi e modaioli ha perso ogni slancio

di Giovanni Gasparini

Mirror Head 1977, di PHILIP GUSTON Courtesy Christie’s

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A seguito delle aste serali da Sotheby’s che hanno portato quasi 393 milioni di sterline grazie alle opere di arte moderna, cui si sono aggiunte 17,8 milioni di sterline per il catalogo giornaliero sempre da Sotheby’s, nei pomeriggi successivi si sono tenute quattro aste dedicate al contemporaneo, due da Christie’s il 25 giugno, da Phillips il 26, e una ulteriore da Sotheby’s, per un ricavo totale di circa 47 milioni di sterline.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Christie’s e la collezione Zabludowicz

Prima di disperdere il catalogo generale, il pomeriggio del 25 giugno la casa d’asta ha proposto in asta 53 lotti (dopo tre ritiri) provenienti dalla più ampia collezione Zabludowicz, attiva da un trentennio a Londra con spazi ed iniziative aperte al pubblico. Nonostante la provenienza interessante l’abile banditrice Yuge Wang ha spesso faticato a trovare rilanci. Il risultato complessivo dei 47 lotti venduti sfiora 15,5 milioni di sterline, di cui la metà dovuti ai quattro lotti milionari, tre dei quali garantiti da parti terze (su un totale di otto garanzie), che in due casi potrebbero aver salvato i lotti dal rimanere invenduti.
Si tratta di un tipico lavoro di Philip Guston ‘Mirror Head’ tela di grandi dimensioni del 1977, che ha sfiorato 4 milioni di sterline, da una stima di 3,5-5,5 milioni con ogni probabilità alla garanzia, mentre il secondo realizzo milionario, una stampa della nota serie dei «Cowboy» di Richard Prince del 1994, ha superato la stima garantita a 1,6 milioni di sterline.
Risultato milionario anche per una composizione bicolore di Mark Bradford del 2015 a 1,270 milioni, entro la stima di 1-1,5 milioni.

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Ben metà del catalogo proponeva lavori sotto la soglia di 100mila sterline, che nel caso di due lotti offerti senza riserva hanno evidenziato il rischio di questa scelta: una curiosa scultura in legno di grandi dimensioni di Aaron Curry del 2008 è stata aggiudica a 381 sterline, da una stima di 10-15mila, mentre una seconda struttura sempre in legno di Haim Steinbach del 2007 è passata di mano solo 1.270 di sterline, sempre da una stima di 10-15mila.

A seguire il catalogo di diverse proprietà di 79 lotti (15 invenduti) porta un totale di 10,2 milioni di sterline, guidato da un’opera garantita di Cecily Brown ‘The Haunter’ del 2010 che ha sfiorato la stima alta di 2,8 milioni di sterline con le commissioni. Anche in questo catalogo vi è una vittima del senza riserva: una fotografia di Cindy Sherman del 1994 si è fermata a 1.905 sterline, da una stima di 8-12mila.

The Only One with Waves di David Hockney. Courtesy Phillips

Il catalogo di Phillips

Il pomeriggio del 26 giugno sono stati offerti da Philips 90 lotti di arte moderna e contemporanea, per un ricavo che ha sfiorato 12 milioni, con 14 lavori rimasti invenduti. A guidare il catalogo un paesaggio del 1991 di David Hockney, recentemente scomparso, che si è fermato poco sotto la stima alta a 2,4 milioni di steline, mentre due lavori di Kusama rispettivamente del 2013 e 2010 sono stati aggiudicati rispettivamente a 1,5 milioni, oltre le stime, e a 322mila sterline.
Altre due artiste contemporanee hanno raggiunto ricavi fra i primi dieci: Jadè Fadojutimi con una tela dai toni accesi del 2024 si è fermata a 426mila sterline, entro le stime, e Adriana Varejao con una classica composizione con tagli del 2014 ha superato le stime a 284mila sterline.

Yellow Seated Woman, 2006, di George Condo. Courtesy Sotheby’s

Il contemporaneo da Sotheby’s

Il quarto ed ultimo catalogo proposto da Sotheby’s il 25 giugno ha offerto ben 129 lotti di arte contemporanea, per un risultato di 9,3 milioni, grazie ad un veduto del 79% dei lotti, una percentuale più bassa rispetto agli altri cataloghi. L’offerta abbondante non comprende alcun risultato milionario, ed è guidata da un lavoro di George Condo ‘Zombie Modernism’ del 2015 che ha tosupera la stima alta (e garantita) a 832mila sterline, mentre un suo altro lavoro del 2006 è rimasto invenduto da una stima di 400-600mila sterline, insieme ad un ‘Lenin’ di Banksy (stima 350-450mila sterline).
Per l’arte italiana del dopoguerra, una coppia di ‘uova’ ‘Concetto Spaziale’ di Fontana in ottone, nota edizione di 500, ha triplicato la stima alta di 80-120mila sterline a 358mila, mentre una tela cupa con buchi del 1952 rimane invenduta (stima 180-250mila sterline).

Il mercato dell’arte moderna e contemporanea conferma la sua dipendenza da nomi già affermati, mentre i nuovi giovani che avevano suscitato forti interessi speculativi e modaioli ha perso ogni slancio.
Soffre anche al confronto con le aste di arte moderna, dove però le garanzie svolgono un ruolo di stabilizzazione del mercato ben più importante. Tocca ora alla Classic Week a Londra a fine giugno e primo luglio completare il quadro prima della lunga pausa estiva.

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