Le contromosse

Cina, Lingang diventa la nuova mecca degli investitori stranieri con dazi zero

A Milano la delegazione organizzata da Bank of China per attirare investimenti nella nuova Free Trade Zone di Lingang, vicino Shanghai

di Rita Fatiguso

3' di lettura

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Stranieri, benvenuti a Shanghai, nel Regno di Tesla. Lo spirito di Elon Musk, controverso artefice della volata di Donald Trump 2.0, aleggia sulla presentazione Urbi et Orbi delle opportunità di investimento della Nuova area della Free Trade Zone di Lingang, un’area sterminata a Sud Est di Shanghai, evoluzione della “vecchia” Waigaoqiao, situata più a Nord. A Lingang Musk ha trovato la culla per far crescere la sua creatura elettrica a zero dazi, oggi la gigafactory delle EV di Elon è il fiore all’occhiello della Nuova Free Trade Zone, dove fu piazzata la prima pietra, nel 2018, come dimostrano le immagini che mostrano un giovane Musk mentre firma il protocollo di intesa con le autorità locali. Tesla è una delle 75mila aziende a totale capitale straniero che qui hanno trovato casa.

Ieri tappa milanese di un lungo giro della delegazione, organizzata da Bank of China, Consolato commerciale e Camera di commercio delle aziende cinesi in Italia. Compito primario è quello di di attirare investimenti e illustrare alle aziende cosa è Lingang.

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“Un ponte sul mondo intero”, può permettersi di dire Chen Jinshan, alto funzionario dalla qualifica lunghissima: membro del Comitato permanente del Comitato municipale di Shanghai, Segretario del Comitato di lavoro del partito e direttore del Comitato gestione della Nuova area di Lingang.

In questo mondo distopico in cui gli Usa proclamano un ritorno al locale inasprendo i dazi, è la Cina a lanciare l’offerta di un sistema di libertà economica che porti profitti, una produzione automatizzata e avanzata accanto a Pudong terzo scalo del mondo, al porto di Shanghai il più grande del mondo.

Investimento, libertà, sistema aperto. Ambiente di livello internazionali. Clustering industriali. Investimenti high tech. Attrazione di talenti, con rilascio visti cinque anni per talenti stranieri che vogliano spostarsi in Cina.

Difficile essere sordi a queste sirene.

L’apertura della Cina al mondo attraverso le Ftz iniziò proprio sul fiume Huangpu nel 2013, taglio del nastro della prima quattro zone, poi nel 2017 se ne aggiunsero altre sette, sempre lungo la costa, poi la riscossa delle zone centrali e, infine, il porto franco dell’isola di Hainan.

Pechino non può piu tornare indietro. Le Free Trade Zone per anni sono state il terreno sperimentale delle riforme, dell’integrazione dei territori. Fujian, Guangdong e Tianjin), istituite successivamente alla Free Trade Zone di Shanghai, miravano ad offrire uno spazio destinato a delle industrie specifiche e ad incoraggiare il commercio regionale.

Grazie alla sua posizione nella Cina sud-orientale, la Free Trade Zone della provincia del Fujian è specializzata nel commercio con Taiwan e nella realizzazione di prodotti high-tech; quella della provincia del Guangdong si è concentrata nel commercio con Hong Kong, Tianjin permette gli scambi commerciali nella Cina settentrionale e nei mercati finanziari esteri. La spina dorsale della BRI la Nuov a via della Seta e’ fatta di zone dognali per rafforzare il commercio tra i Paesi dell’Asia centrale e quelli eurasiatici.

Queste zone nuove sono nelle province del Liaoning, Sichuan, Zhejiang, Henan, Shaanxi, Hubei e nella città di Chongqing. Ci si aspetta che altre zone vengano istituite in altre località, compresa l’isola di Hainan.

L’idea originaria delle Free Trade Zones era di abbattere le barriere del commercio internazionale, un terreno di prova, un focus su settori specifici, oppure un canale per il commercio con le aree limitrofe.

Stoccaggio in magazzino ed importazione esente dai dazi doganali. Gli incentivi originali delle Free Trade Zone continuano ad essere un aspetto fondamentale per molte aziende. Mentre attraversano la catena della distribuzione, le merci ripartite fuori della Free Trade Zone continuano ad essere esenti dai dazi doganali. Procedure doganali semplificate informatizzata ed ispezioni doganali più veloci.

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