Rimane però un oggetto fisico ri e quindi anche la possibilità di perderlo, danneggiarlo o dimenticarlo. Per ovviare tutti questi problemi, si è pensato all’oggetto più caro alle persone, quello che si ha sempre quando si lascia l’abitazione e che si usa per chattare, telefonare, controllare l’agenda e fare foto: lo smartphone. Dato che è stata pensata un’app per tutto, anche i costruttori automobilistici e Oem hanno pensato di sfruttare questo device per rendere più semplice e immediata l’apertura e l’avvio dell’auto.
Ed ecco che veniamo al secondo gruppo. Sono ormai numerose le case automobilistiche che si stanno avvicinando a questo sistema: Mercedes, Bmw, Audi, Toyota, per citarne alcuni. Anche Bosch ha presentato il sistema Perfectly Keyless attraverso cui è possibile utilizzare lo smartphone per chiudere e aprire il veicolo e per avviare il motore. Inoltre, il proprietario dell’auto può utilizzare l’app per concedere l’accesso al veicolo ad altri utenti. In questo modo, le famiglie, le aziende, i fornitori di servizi di condivisione auto e i gestori di flotte di veicoli possono gestire in modo flessibile chi accede ai veicoli e quando. Attraverso l’app, lo smartphone genera una chiave di sicurezza, che viene abbinata al sistema di bloccaggio digitale del rispettivo veicolo.
Inoltre, se Perfectly Keyless rileva che lo smartphone è all’interno del veicolo, per avviare il motore basta toccare il pulsante start-stop. E quando il guidatore e il suo telefono si allontanano dall’auto di oltre due metri, il sistema blocca automaticamente le portiere. E a proposito di condivisione, Mercedes con l’app Connect Me permette anche di generare una chiave digitale per parenti e amici proponendo un car sharing tra privati. Questa soluzione è ancora in via embrionale ma ci sono già delle norme per regolarla, come per esempio della RC Auto con profili di rischio studiati ad hoc.
Terzo e, al momento, ultimo gruppo è lo smartwatch. L’auto è diventato un oggetto talmente personale che la chiave entra in uno degli accessori più diffusi: l’orologio.
L’orologio “intelligente” (smartwatch) ha avuto il suo boom tra 2009 e 2010, basta pensare che il mercato dei “wearable” nel secondo quarto del 2018 ha raggiunto un volume di 27.9 miliardi di unità, un incerano del 5,5%. Questo significa che, nel nostro caso, per i costruttori è una reale possibilità per sviluppare un servizio adatto al proprio pubblico. Esistono già degli esempi, Seat, Bmw e Mercedes hanno proposto questa soluzione ai propri clienti.