Il viaggio

La carica delle Bcc: regole più conformi

La delegazione lombarda nella Capitale per incontri istituzionali. Il presidente Azzi: i temi regolamentari e di vigilanza devono tenere conto della nostra specificità, la cooperazione di credito va riconosciuta come asset fondamentale per il Paese

di Paolo Paronetto

3' di lettura

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Presentare specificità e caratteristiche del credito cooperativo, nella convinzione che il dialogo con tutte le controparti istituzionali sia l’arma migliore per sostenerne le posizioni nell’arena del dibattitto sui temi regolamentari e di vigilanza.

È l’obiettivo con cui le Bcc lombarde si sono recate in missione a Roma tra il 10 e il 12 aprile scorsi incontrando esponenti di rilievo in campo politico e associativo per serrare i ranghi in vista delle prossime sfide che il settore dovrà affrontare a livello europeo. «Alla politica chiediamo di riconoscere nella cooperazione di credito un asset fondamentale per il Paese – ha spiegato il presidente della Federazione lombarda, Alessandro Azzi -. Siamo venuti a incontrare le istituzioni per promuovere le specificità delle banche di comunità, affinché possano continuare a svolgere il proprio fondamentale ruolo sociale, oltre che economico, come sancito dalla Costituzione».

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«Il tema principale – ha aggiunto - è quello della proporzionalità delle regole: Governo e Parlamento non deflettano dall’impegno di sostenere l’originalità del modello del credito cooperativo anche a livello europeo e quindi una normativa proporzionale e adeguata a consentire a banche di comunità di sviluppare il loro storico percorso». Non una richiesta di aiuto, quindi, ma l’invito a riconoscere a una realtà con caratteristiche peculiari l’attenzione che merita. I bilanci 2023, del resto, dimostrano che il credito cooperativo è in grado di prosperare anche nell’attuale cornice regolamentare. «Non possiamo lamentarci di come stanno andando le cose – conferma Azzi -, ma proprio per questo, avendo noi dimostrato di saper reggere alle sfide e alle richieste della Bce e di non aver bisogno di sconti e agevolazioni, è necessario un adeguamento della normativa». Oggi infatti, chiarisce il presidente, che in giugno è probabile venga confermato al vertice dell’associazione, «banche piccole sono obbligate a seguire regole del tutto improprie, non adeguate alle loro impostazioni e a alla loro missione». Ventisette istituti, 730 sportelli, oltre 210mila soci e un milione di clienti: forte di questi numeri, la nutrita delegazione del credito cooperativo lombardo, accompagnata da Augusto Dell’Erba e Sergio Gatti, presidente e direttore di Federcasse, è stata così accolta nella Capitale dal direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini, nonché dai presidenti delle commissioni Finanze di Senato e Camera, Massimo Garavaglia e Marco Osnato in un incontro alla presenza del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. Al centro degli incontri proprio l’evoluzione normativa nazionale sul fronte bancario e cooperativo, con particolare attenzione al tema della proporzionalità. «Si può pensare di ottenere, anche in relazione a Basilea III Plus – spiega Azzi -, una forma regolamentativa che non cali le modalità e le impostazioni organizzative dei grandi gruppi su Bcc che, pur formando una grande banca se unite insieme, devono adeguarsi una per una a quelle impostazioni in quanto titolari di licenza bancaria». Istituti che, «nonostante le dimensioni e le qualità specifiche come territorialità, mutualità e focus sul credito, vengono trattate alla stregua di quegli operatori finanziari di caratura nazionale e continentale, con profili di rischio assolutamente non comparabili a quelle di una banca di comunità».

L’esito del confronto appare positivo: «I nostri interlocutori istituzionali – sintetizza il presidente - hanno dimostrato di conoscere e riconoscere la speciale funzione del credito cooperativo italiano, soprattutto in fasi complesse dell’economia come quella attuale e nel contrasto alla desertificazione bancaria». «Abbiamo quindi trovato riscontri, la conferma di un impegno che ci porta a continuare a sviluppare il nostro percorso», chiosa. Per la Federazione lombarda, intanto, si avvicina l’appuntamento con l’assemblea annuale, che si riunirà a Treviglio a metà giugno per celebrare il 60esimo anniversario. In quell’occasione sarà alzato il velo sui dati aggregati di bilancio, ma già si può dire che lo scorso anno per le Bcc lombarde c’è stata «una crescita particolarmente forte della raccolta indiretta», a fronte di un «mantenimento» degli impieghi. Anche l’andamento dei primi mesi del 2024, illustra Azzi, «per ora è buono, in linea con l’anno precedente» e conferma «una riduzione del credito deteriorato a percentuali ormai contenute, inferiori alla media». Non si avverte, quindi, «un peggioramento della qualità del credito: siamo attenti a cogliere ogni segnale – assicura Azzi -, ma per il momento non possiamo dare questa indicazione». Sulla scorta dei risultati ottenuti lo scorso anno, le Bcc si preparano in ogni caso alla prevista riduzione dei tassi nella seconda metà del 2024, che comunque «è difficile che incida sensibilmente sui dati di conto economico dell’esercizio in corso». «Stiamo lavorando su un incremento dei ricavi da servizi» e l’arma segreta potrà essere «una condizione per certi aspetti molto favorevole, vale a dire la forte fidelizzazione della nostra clientela», conclude il presidente.

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