La Campania passa dal “giallo” al “rosso”. Ma non si placano le polemiche
Da domenica sarà efficace l’ordinanza del ministro della Salute che inasprisce le restrizioni per contenere il contagio
di Vera Viola
3' di lettura
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Alla fine, la Campania da “gialla” diventa zona “rossa”: l’ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, diventerà efficace da domenica 15 novembre. Si mette fine così alle infuocate polemiche sulla precedente collocazione in zona “gialla”. E si dà risposta in primo luogo agli appelli molte volte lanciati da medici e infermieri che denunciano, soprattutto a Napoli e provincia, ospedali sovraffollati e in gravi difficoltà. La notizia della istituzione della zona rossa viene accolta con manifestazioni e proteste: ambulanti, commercianti, cittadini contro le restrizioni, contro la sanità al collasso (Cgil, Cisl e Uil davanti al “Cardarelli”) e contro la didattica a distanza.
Campania con Rt maggiore di 1,5
La collocazione nella fascia con maggiori restrizioni , a quanto pare, è stata adottata sulla base dell'ultimo monitoraggio e dei dati regionali del periodo dal 2 all’8 novembre: la Campania ha un tasso Rt maggiore di 1,5. È molto grave il quadro delineato dal bollettino dell'Unità di crisi regionale: 4.079 persone positive nelle ultime 24 ore, delle quali 509 sintomatiche, su 25.510 tamponi esaminati. Quaranta i decessi in sei giorni, dal 7 al 12 novembre. Mentre sono 878 le persone guarite. Secondo il Report regionale, inoltre, i posti letto di terapia intensiva disponibili sono 656; di cui 183 occupati; mentre i posti letto di degenza disponibili sono 3.160 di cui 2.153 occupati. Dati che hanno fatto discutere per l'evidente incongruenza con l’ allarmante affollamento degli ospedali e le code davanti ai pronto soccorso.
Il governatore De Luca: non servono ospedali ma medici
La Campania , come ha ribadito il presidente Vincenzo De Luca nella usuale diretta Fb, non ha bisogno di posti letto, ma di personale. E in risposta al ministro Boccia che aveva parlato di migliaia di volontari a disposizione, De Luca ha replicato: «Si parla di un bando per specializzandi. A noi servono anestesisti, rianimatori, infettivologi e pneumologi». Poi rivendica: «Noi eravamo per chiudere tutto ad ottobre, per un mese, per avere una operazione di fermo del contagio e che ci avrebbe fatto stare tranquilli a Natale. Da sempre abbiamo avuto una linea di rigore più degli altri, da soli».
De Luca polemizza con il Governo: provvedimento tardivo
Il governatore contro tutti. «Il Governo ha fatto un'altra scelta, ha deciso di fare iniziative progressive – ha detto – di prendere provvedimenti sminuzzati, facendo la scelta della cosiddetta risposta proporzionale, più aumenta il contagio più prendiamo provvedimenti. Una scelta totalmente sbagliata, perché il contagio non aumenta in modo lineare, ma esponenziale». E ha aggiunto: «Questa scelta del Governo ha fatto perdere due mesi preziosi, nel corso dei quali abbiamo avuto un incremento drammatico di contagi e decessi». E ancora più duro contro il Governo: «Ha generato il caos. Ha fatto scelta tardiva. Meglio mandarlo a casa – ha detto ancora – Meglio un Governo del presidente».
Il governatore contro tutti
De Luca spara a zero contro tutti. Dapprima contro il sindaco di Napoli Luigi De Magistris che, dice «ha sporcato l’immagine della città». Poi chiama in causa il ministro Luigi Di Maio e le sue dichiarazioni sulla Campania. «Di Maio era quello che ha criticato la nostra scelta degli ospedali modulari perché secondo lui si sprecava denaro pubblico - ha detto - è uno degli esponenti di Governo che avrebbe dovuto impegnarsi per fare arrivare il personale medico. Voleva continuare a tenere il commissario in Campania, così avremmo fatto la fine peggio della Calabria». E ancora: «Mi voglio fermare perché il solo nome di questo soggetto mi procura reazioni di istinto che vorrei controllare almeno per le prossime ore».


