Rumen Radev verso una vittoria netta in Bulgaria: svolta politica e possibili tensioni con l’Ue
L’ex presidente filorusso conquista il consenso più ampio da decenni, promettendo stabilità ma sollevando dubbi sul futuro rapporto con l’Unione europea.
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I punti chiave
- In exit poll avanti ex presidente Radev, crollo conservatori
- Sconfitti i conservatori del Gerb
- Borsa Sofia (-0,1%) debole dopo l’esito del voto
- Cremlino: accogliamo con favore la volontà del neopremier bulgaro di dialogare
- Berlino: ci auguriamo governo stabile e affidabile per sfide Ue
- Costa: “Non vedo l’ora di lavorare insieme a te”
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I risultati ufficiali stanno mostrando che l’ex presidente filorusso Rumen Radev è pronto a ottenere una vittoria schiacciante alle elezioni bulgare, ponendo potenzialmente fine ad anni di deboli governi di coalizione e mettendo da parte le forze politiche a lungo dominanti. L’affluenza alle urne, superiore al 50%, è la più alta dal 2021, secondo l’istituto di sondaggi Market Links. Si tratta delle ottave elezioni parlamentari del Paese in cinque anni.
Il partito Bulgaria Progressista di Radev ottiene il 44,7% dei voti dopo lo scrutinio del 96% delle schede, 30 punti davanti al suo sfidante più vicino. Il conteggio di Bulgaria Progressista la pone molto davanti alla coalizione filoeuropea Continuiamo il cambiamento-Bulgaria democratica (Pp-Db) con il 14,2%, e al partito Gerb a lungo dominante, guidato dall’ex primo ministro Boyko Borissov, con il 13%.
Secondo una proiezione dell’istituto di sondaggi Myara, nell’ottava elezione generale del Paese dal 2021, il partito Bulgaria Progressista di Radev si sta dirigendo verso la maggioranza assoluta con 135 seggi nella camera composta da 240 membri. Con il 78% dei voti conteggiati, Radev è al 44%,.
“La Bulgaria progressista vince inequivocabilmente”, ha detto Radev, 62 anni, ai giornalisti a Sofia dopo la pubblicazione delle proiezioni. “Questa è una vittoria della speranza sulla sfiducia. Questa è una vittoria della libertà sulla paura. E infine, questa è una vittoria, se così posso dire, della moralità.”
Radev, il politico più popolare del paese, si è dimesso dalla carica di capo di stato a gennaio, dopo nove anni. per formare il suo nuovo movimento ed entrare in corsa dopo che un’altra ondata di manifestazioni ha fatto cadere una fragile coalizione guidata dal partito Gerb dell’ex primo ministro Boyko Borissov.







