Francoforte

La Bce e l’elogio del contante: «Fondamentale durante le crisi»

Analisi dell’impatto durante la pandemia, la guerra russo-ucraina, il blackout spagnolo e la crisi greca: «Meglio tenere sempre a disposizione 70-100 euro cash per ogni membro della famiglia»

di Isabella Bufacchi

Elogio del cash

3' di lettura

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Le caratteristiche uniche del contante – tangibile, resistente, utilizzabile offline, sempre accettato e bene rifugio – «diventano fondamentali durante le crisi e possono servire per prepararsi alle crisi».

L’euro in cash ha già svolto un ruolo chiave durante la pandemia Covid-19, l’invasione della Russia in Ucraina, la crisi del debito in Grecia e il blackout iberico lo scorso aprile: in tutte queste grandi crisi la richiesta di contanti è schizzata alle stelle. Per questo, è essenziale che l’accesso ai contanti sia garantito e facilitato anche nelle aree più remote dell’eurozona. Inoltre, per prepararsi alle crisi future, le banche centrali, i ministeri delle finanze e le agenzie di protezione civile di alcuni Paesi europei stanno iniziando a raccomandare alle famiglie di mantenere una riserva di contanti in casa, sufficiente per diversi giorni per gli acquisti essenziali e per far fronte a eventi improvvisi e inaspettati. Olanda, Finlandia e Austria lo fanno già. E a ragione.

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Keep Calm and Carry Cash

E’ quanto si legge in un’anticipazione di un articolo del bollettino economico della Bce dall’eloquente titolo “Keep Calm and Carry Cash”, che richiama il famoso slogan Keep Calm and Carry On (mantieni la calma e vai avanti) del Ministero dell’Informazione inglese preparato nel 1939, prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, per infondere fiducia e coraggio ai cittadini.

Gli esempi virtuosi

Le autorità olandesi, austriache e finlandesi sono citate nello studio in quanto raccomandano ai cittadini di «tenere a disposizione importi tra 70 e 100 euro per ogni membro della famiglia o sufficienti a coprire le necessità essenziali per circa 72 ore». La Finlandia sta valutando l’introduzione di bancomat “a prova di interruzione” per garantire l’accesso in caso di blackout. La banca centrale austriaca, un’eccezione nell’area dell’euro, intende gestire direttamente un servizio di distribuzione di contante per i cittadini. In linea di massima, tuttavia, le banche centrali assegnano alle sole banche private il compito di fornire contanti ai cittadini: la chiusura di filiali e la riduzione del numero dei bancomat è tuttavia un trend in atto, che contrasta con la raccomandazione dello studio di garantire l’accesso al cash.

Oltre il pagamento

Il contante in effetti è essenziale nelle crisi. Gli economisti Francesca Faella e Alejandro Zamora-Pérez, autori dello studio, arrivano alla conclusione che in tempi di emergenze il cash ricopre un ruolo oltre il pagamento: per questo va garantito e facilitato l’accesso al cash, nel giorno per giorno ma soprattutto durante le crisi. Nelle emergenze, «il fascino del denaro contante è amplificato dalla sua natura tangibile, che offre conforto e controllo», è sinonimo di valore, immediatezza e privacy. In un contesto di elevata instabilità, il cash offre sicurezza a chi è avverso al rischio. Il possesso di contante «genera un beneficio sociale, un’esternalità positiva».

Shock e ambiti geografici

L’importanza del contante nelle crisi emerge nel tipo di domanda in relazione alle diverse categorie di shock (sanitario, militare, finanziario e infrastrutturale) e a diversi ambiti geografici (area dell’euro, regionale e nazionale) nell’analisi: la pandemia COVID-19, l’invasione russa dell’Ucraina, il blackout iberico dell’aprile 2025 e la crisi del debito sovrano in Grecia. «La pandemia evidenziato un accumulo precauzionale di contante dovuto all’incertezza prolungata durante un’emergenza sanitaria. L’invasione ingiustificata dell’Ucraina da parte della Russia mostra un rapido aumento della domanda di cash localizzata nelle zone vicine al conflitto. Il blackout iberico mette in evidenza il contante come metodo di pagamento indispensabile in caso di guasti alle infrastrutture digitali e anche come strumento per rassicurare l’opinione pubblica. La crisi del debito sovrano della Grecia ha visto ricorrenti picchi di domanda durante le turbolenze finanziarie e le tensioni politiche», si legge nell’anticipazione del bollettino.

Riproduzione riservata ©
  • Isabella Bufacchi

    Isabella Bufacchivicecaporedattore corrispondente dalla Germania

    Luogo: Francoforte, Germania

    Lingue parlate: inglese, francese, tedesco, spagnolo

    Argomenti: mercato dei capitali, ECB watcher, fixed income e debito, strumenti derivati, Germania

    Premi: Premio Ischia Internazionale di Giornalismo per l’analisi economica, Premio Q8 per giovani giornalisti economici

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