La riunione di settembre

La Bce alza il costo del denaro di 25 punti base, tasso su depositi sale al 2,50%. Lagarde: «Rischi rialzo per inflazione e ribasso per crescita»

La presidente Bce sull’euro digitale: «Serve normativa appena possibile»

European Central Bank President Christine Lagarde and President of Deutsche Bundesbank Joachim Nagel take part in a press conference following a ECB Governing Council meeting at the guest house of the Deutsche Bundesbank in Berlin, Germany, August 10, 2026. REUTERS/Annegret Hilse REUTERS

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Il Consiglio direttivo Bce ha deciso oggi di alzare, come atteso, i tassi di interesse di 25 punti base e ha avvertito che «il conflitto in Medio Oriente continua a generare pressioni sull’inflazione, che dovrebbe mantenersi su livelli ben al di sopra dell’obiettivo per un periodo prolungato».

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

«La decisione odierna - si sottolinea nel comunicato di fine vertice - sottolinea l’impegno del Consiglio direttivo di definire la politica monetaria in modo da assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine». «Le prospettive restano molto incerte, con rischi orientati al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita economica. Riguardo allo shock energetico, i nuovi scenari formulati dai nostri esperti illustrano l’ampia gamma di esiti per l’evoluzione della crescita e dell’inflazione in base a diverse ipotesi sull’intensità e sulla durata dello shock, nonché sugli effetti indiretti e di secondo impatto. Con la decisione odierna il Consiglio direttivo resta in una posizione favorevole per affrontare l’incertezza causata dal conflitto». Per definire l’orientamento di politica monetaria adeguato, la Bce «seguirà un approccio guidato dai dati, secondo il quale le decisioni vengono adottate di volta in volta a ogni riunione».

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Lagarde: «Rischi rialzo per inflazione e ribasso per crescita economica»

«Le prospettive restano molto incerte, con rischi orientati al rialzo per l’inflazione. I rischi per la crescita restano orientati al ribasso in particolare per la guerra in Medio Oriente e per l’aggressione russa dell’Ucraina. È probabile che ciò mantenga l’inflazione complessiva ben al di sopra dell’obiettivo fino alla prima metà del 2027». Lo ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde in conferenza stampa a Berlino, dopo l’annucio del rialzo dei tassi.

In specifico, Lagarde ha sottolineato che l’inflazione dovrebbe mantenersi su livelli «ben al di sopra dell’obiettivo» del 2% della Bce: secondo le previsioni sarà del 3% nel 2026, al 2,5% nel 2027 e al 2,1% nel 2028, mentre l’inflazione al netto della componente energetica e alimentare registrerebbe un 2,5% nel 2026, un 2,6% nel 2027 e un 2,3% nel 2028. Le prospettive rimangono invariate rispetto a giugno se si considera il 2026, ma «aumentano per 2027 e 2028».

«L’economia si è dimostrata resiliente nel secondo trimestre, nonostante le difficoltà provocate dallo shock energetico - ha detto ancora Lagarde -. La crescita è stata diffusa tra Paesi e settori» e «questo andamento è probabilmente proseguito nel terzo trimestre», ha aggiunto.

«Il settore manifatturiero continua a registrare una solida performance, mentre i governi aumentano la spesa per difesa e infrastrutture». Anche la fiducia dei consumatori «si è ripresa dai bassi livelli precedenti», contribuendo al recupero dei servizi dopo l’impatto iniziale dello shock energetico. «L’aumento delle attività legate all’Intelligenza Artificiale è visibile nei servizi digitali, negli investimenti delle imprese e nelle esportazioni», ha concluso Lagarde.

Rialzo tassi robusto in tutti e tre gli scenari

La decisione della Bce di aumentare i tassi di 25 punti base «è robusta in tutti e tre gli scenari», ha specificato Christine Lagarde, riferendosi agli scenari elaborati dagli esperti dell’istituto sull’evoluzione dello shock energetico. «Stiamo producendo ancora una volta uno scenario favorevole, uno scenario avverso e uno scenario grave», ha spiegato. Gli scenari, ha aggiunto, vengono elaborati variando le ipotesi sull’andamento del principale fattore dello shock, «che è il prezzo dell’energia». Lagarde ha sottolineato che i nuovi scenari saranno pubblicati «domani o nei prossimi giorni» e consentiranno di vedere come si sono evoluti tra giugno e settembre.

«Realizzazione Unione mercato capitali è elemento fondamentale. Serve normativa su euro digitale appena possibile»

«La realizzazione dell’Unione dei mercati dei capitali è un elemento fondamentale», ha detto ancora Lagarde in conferenza stampa a Berlino. Inoltre lL’euro digitale è necessario per preservare la sovranità europea e mantenere il controllo delle infrastrutture attraverso cui vengono effettuati i pagamenti. «Con la transizione verso un mondo di pagamenti digitali, anche da parte degli operatori privati, riteniamo importante che la moneta di Banca centrale assuma una forma digitale», ha dichiarato. L’euro digitale riguarda inoltre «la nostra capacità di mantenere il controllo della nostra valuta e dei binari sui quali circolano i pagamenti digitali». «L’infrastruttura dei pagamenti è parte della nostra sovranità. Chi non controlla la propria infrastruttura dei pagamenti è potenzialmente vulnerabile», ha sottolineato Lagarde che si è detta fiduciosa che la normativa attualmente oggetto dei negoziati tra le istituzioni europee venga approvata al più presto, esortando Parlamento e Consiglio ad accelerare il confronto. «Spero davvero - ha concluso - che tutto questo venga completato rapidamente, in modo da poter avviare la fase di sperimentazione il prima possibile».

«Cancellare il debito viola i Trattati ed è finanziariamente pericoloso»

La cancellazione del debito detenuto dalla banca centrale «non ha alcun senso dal punto di vista giuridico, tecnico o finanziario» e rappresenterebbe una violazione dei Trattati europei, ha affemato Lagarde a Berlino rispondendo a una domanda su una proposta entrata nel dibattito politico francese. «Non è ripetendo qualcosa che non ha alcun senso, giuridicamente, tecnicamente o finanziariamente, che la si rende valida», ha dichiarato Lagarde. La cancellazione del debito - ha ricordato - è disciplinata dall’articolo 123 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, che rappresenta «uno dei pilastri della stabilità» ed è stato approvato da tutti gli Stati membri.

«Qualsiasi iniziativa che intervenisse in questo modo sul finanziamento del debito costituirebbe una pura e semplice violazione del Trattato», ha sottolineato. Sul piano tecnico, Lagarde ha richiamato le valutazioni dell’ex capo economista del Fmi Olivier Blanchard: «Non è trasferendo qualcosa da una tasca all’altra che si cancella effettivamente un debito. Non lo si cancella». La proposta sarebbe inoltre «finanziariamente pericolosa», perché dietro ogni prestito esiste un creditore. Se un debitore annuncia che non rimborserà quanto ricevuto, il finanziatore non sarà disposto a concedergli altro credito oppure lo farà applicando tassi d’interesse significativamente più elevati. «Dal punto di vista giuridico, tecnico e finanziario - ha concluso - non è davvero una buona idea ed è una grande perdita di tempo, per quanto possa essere popolare in qualsiasi Stato membro dell’area euro».

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«Euro mai stato così popolare»

«L’euro non è mai stato così popolare in Europa e, in particolare, nell’area euro», ha detto ancora Lagarde, rispondendo a una domanda sull’ascesa dei partiti politici contrari all’Unione europea e alla moneta unica. «Credo che il sostegno e il giudizio favorevole nei confronti della nostra valuta siano all’82%», ha dichiarato Lagarde. «Naturalmente l’82% non è il 100% e ci saranno sempre persone che non sono soddisfatte, ma è il livello più alto che abbiamo mai registrato», ha sottolineato.

«Non abbiamo discusso dul possibile percorso futuro dei tassi»

«Non abbiamo discusso affatto alcun possibile percorso futuro dei tassi, né la probabilità di questa o quella decisione», ha detto Lagarde rispondendo a una domanda sulle attese dei mercati. «L’intera discussione che abbiamo avuto oggi si è concentrata sulla decisione odierna», ha sottolineato Lagarde. Nelle circostanze attuali, ha spiegato, la Bce deve inoltre analizzare lo shock, «prevalentemente dal lato dell’offerta», valutandone intensità, durata e propagazione. «I mercati fanno quello che devono fare e noi facciamo quello che dobbiamo fare», ha detto Lagarde. Il compito della Bce rimane garantire la stabilità dei prezzi, definita dall’obiettivo d’inflazione del 2% nel medio termine. La presidente ha aggiunto di ritenere che queste indicazioni sul quadro di riferimento aiutino i mercati a formulare le proprie valutazioni sul possibile percorso dei tassi. «Ma loro fanno il loro lavoro e noi facciamo il nostro».

«Sul mio futuro non c’è nulla da riferire, quando lo sarà lo saprete da me»

«Quando ci sarà qualcosa da riferire su di me personalmente, sarete i primi a saperlo dopo i miei nipoti. E non c’è nulla da riferire», ha detto ancora la presidente della Bce Christine Lagarde in risposta a una domanda sulla possibilità che lasci la presidenza Bce prima della fine del mandato per assumere la guida del World Economic Forum.



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