L’anniversario

La Apple Academy di Napoli compie 10 anni: «Hub di imprenditorialità»

Il sindaco Manfredi, ex rettore della Federico II: il quartiere ha recuperato dignità e in Campania crescono i lavori IT

di Luca Salvioli

Una vista della Apple Developer Academy

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«Sembra ieri quando mi trovai qui con i rappresentanti di Apple. Eravamo vicini alle rovine industriali e qualcuno aveva una faccia che ricordava “L’Urlo” di Munch. Poi li portammo nel campus e cambiarono idea» ricorda Giorgio Ventre, direttore scientifico della Apple Developer Academy che oggi ha festeggiato 10 anni nella sua sede all’interno campus universitario di San Giovanni a Teduccio della Federico II. Siamo nell’area industriale dell’ex-Cirio, nella periferia orientale della città.

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In dieci anni, ha sottolineato Ventre, «sono successe tantissime cose incredibili». Oltre 3 mila studenti provenienti dall’Italia e da circa 80 Paesi hanno partecipato ai programmi dell’Academy svolti in collaborazione con l’Ateneo. Il programma di base dura 9 mesi, con 300 studenti l’anno, è gratuito e fornisce compentenze in coding, design, marketing, gestione dei progetti e intelligenza artificiale. Sono previsti altri programmi più brevi e un secondo anno per una selezione di chi termina il primo.

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«Volevamo cambiare la vita di questo quartiere e la percezione di una città con 2.500 anni di storia nel mondo» continua Ventre. Citando dati della Banca d’Italia Ventre ha ricordato come l’occupazione nel settore IT in Campania sia cresciuta del 50%, con migliaia di nuovi posti di lavoro qualificati creati sul territorio.

Il rettore della Federico II, Matteo Lorito, ha evidenziato: «Qui gli studenti imparano facendo, attraverso il learning by doing. Lavorano su progetti reali, sviluppano app e sono direttamente responsabili dei risultati che producono». Un modello di sviluppo territoriale che l’ateneo punta a «replicare anche in altri contesti cittadini, da Scampia a Caivano».

Per Apple, la scelta di Napoli per la prima Academy europea non è stata casuale. «Volevamo portare il programma in un luogo in cui potesse avere un impatto significativo non solo nella vita dei singoli studenti, ma nel tessuto di una comunità», ha spiegato Alisha Johnson Wilder, Senior Director for Global Community Impact di Apple.

Secondo Wilder, il lascito dell’Academy è andato oltre l’insegnamento della programmazione: «È diventata un centro di imprenditorialità, una porta d’ingresso al lavoro e una comunità straordinaria di persone e leader. Molti ex studenti lavorano oggi nello sviluppo software, nella finanza e nell’intelligenza artificiale, mentre altri hanno fondato startup o creato prodotti presenti sull’App Store».

Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, che al tempo della fondazione della Academy era rettore della Federico II, ha detto: «Dieci anni fa avevamo un sogno, oggi abbiamo una realtà. Quando siamo partiti erano più quelli che non ci credevano di quelli che ci credevano. Oggi hanno vinto i fatti. San Giovanni a Teduccio era uno dei quartieri più colpiti dalla deindustrializzazione e dalla disoccupazione. Abbiamo dimostrato che attraverso l’innovazione si possono creare opportunità e dignità del lavoro. Il quartiere ha recuperato dignità».

La ministra dell’università e ricerca Anna Maria Bernini, in un videomessaggio, ha parlato di «eccellenza europea». Sulla stessa linea il presidente della Regione Campania Roberto Fico, che ha definito l’Academy «un grande progetto di rigenerazione urbana» capace di coniugare formazione, innovazione e sviluppo del territorio.

In conclusione un panel con alcuni ex studenti. Giada Di Somma, oggi designer presso Shiny Frog, cinque anni fa lavorava come freelance e oggi vive da digital worker tra Europa e Asia. Arrivata all’Academy dopo un percorso umanistico, lancia un messaggio ai più giovani: «Ho studiato Lettere mentre tutti parlavano di discipline STEM. Ho capito che cambiare idea non è un fallimento».

Andrea Monticelli è tra i fondatori di Pura, realtà nata anche grazie all’incontro degli altri founder tra i banchi di Napoli. «Ci sono stati momenti non semplici, ma quello che ha fatto davvero la differenza è stato il pensiero critico e il modo di affrontare i problemi che abbiamo imparato qui». Oggi l’azienda conta nove persone e gran parte del team proviene proprio dall’Academy.

Anche per Nicolas Mariniello l’esperienza napoletana ha rappresentato una svolta. Fondatore della software house Flipping Hues insieme ad altri due ex studenti, con Moonlitt ha vinto un Apple Design Award nella categoria “Interaction”, premiato direttamente alla WWDC a Cupertino.

C’è poi la storia di Claudia De Luca, neolaureata in Ingegneria all’Università Federico II, che fa un racconto appassionato della sua esperienza alla Academy che le ha permesso di trovare la sua strada: prima sviluppando SongSphere, con i colleghi della Academy, e a breve con un posto di lavoro come ingegnere software in Amazon in Spagna.

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