Bologna

La 49ª edizione di Arte Fiera continua nel trend positivo

Esordio di Davide Ferri come direttore: energia rinnovata con 202 espositori. I collezionisti presenti con diverse acquisizioni

di Nicola Zanella

1 Nicole Wermers, «Domestic Tail (light brown spotted)», 2025, coda di pelliccia finta di 10 metri e materiali vari. In vendita presso la galleria Herald St di Londra e Bologna. 2. Leonardo Devito, «Napolino», olio su tela, 60x50 cm. Courtesy l’artista e Acappella Gallery, Napoli. 3. Bekhbaatar Enkhtur, «Hello Kitty», 2025, Cera d’api, sabbia da lettiera, scatole di plastica 4 x27x52 cm.  Venduta dalla galleria Matèria di Roma.

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La 49ª edizione di Arte Fiera a Bologna (5-8 febbraio) apre la stagione delle fiere d’arte moderna e contemporanea in Italia, 202 gli espositori presenti. Questa edizione segna anche l’ingresso di Davide Ferri alla direzione artistica -, già direttore della Pittura XXI nelle precedenti edizioni guidate da Simone Menegoi -, e la continuità con le ultime, felici, edizioni garantita dalla riconferma del direttore operativo Enea Righi. 

In una fiera rassicurante che è sinonimo di tradizione, le novità spiccano particolarmente e meritano di essere messe in luce. È sorprendente inserire tra le novità la presenza per la prima volta a Bologna di Kauffmann Repetto, una delle principali gallerie milanesi; è la dimostrazione che Arte Fiera riesce ora ad essere attrattiva anche per chi ha sempre preferito puntare su altre piazze, presenza onorata con un dialogo a due di spessore tra Atelier dell’Errore (1.500-17.000 euro) e Adrian Paci (20.000 euro). Herald St partecipa ad Arte Fiera per la seconda volta, ma la novità è che la potente galleria londinese da qualche mese è presente a Bologna con una sede permanente. La Brexit e la conseguente necessità di un indirizzo nell’Unione Europea, ma anche un’artista rappresentato, Francis Hoffman, che vive a Bologna, vengono segnalati tra i motivi di questa apertura. E sicuramente l’Iva al 5% è stato un bel regalo di accoglienza. Una loro opera è stata tra le più fotografate e condivise sui social: «Domestic Tail», una finta coda di leopardo avvolta su una bobina, un’opera ironica di Nicole Wermers (ancora) in vendita a 22.00 euro

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Le novità in tema di artisti vanno cercate nelle sezioni curate, in “Pittura XXI” organizzata in maniera molto efficace da Ilaria Gianni le gallerie propongono spesso giovani artisti italiani. Sold out per Leonardo Devito (con dipinti tra i 10.000 e i 20.000 euro), la sua pittura mescola immagini realistiche e visionarie in composizioni sorprendenti da Acappella di Napoli. Il giovane artista toscano ha recentemente esposto da Hauser & Wirth a Parigi in una mostra collaborativa con Ciaccia Levi offrendo una certa garanzia per i collezionisti a Bologna. Uno dei dipinti è stato acquisito da Valentina Armetta, collezionista romana focalizzata in arte contemporanea orientale. Uno stand condiviso ha messo in dialogo Thomaz Rosa di Castiglioni con Micaela Pinero (2.200-6.500) di UNA Galleria, la giovane pittrice argentina con i suoi dipinti dal forte impatto spirituale è stata premiata con diverse vendite tra cui due alla Marval Collection di Milano. Una giovane pittrice italo-brasiliana si è fatta notare nella sezione “Prospettiva” curata da Michele d’Aurizio, sua infatti una delle poche installazioni oversize della fiera, una composizione di oltre 200 disegni ed un grande dipinto frutto di un progetto curatoriale e di ricerca sugli artigiani e i loro saperi a Isola del Liri, richiesta di 40.000 euro dalla galleria Matthew Noble di Milano. Molto apprezzata la sezione “Fotografia e dintorni” curata da Marta Papini, che mette in luce le possibilità di un medium dalle mille sfaccettature. Apalazzogallery propone le iconiche fotografie di Jason Schmidt, specializzato nel ritrarre altri artisti. Le immagini che strizzano l’occhio alla fotografia di moda sono in vendita tra i 3.000 e i 5.000 euro. Originali e di attualità le fotografie di Buck Ellison che ha come tema preferito dei suoi ritratti la vita di ricchi bianchi americani, tutt’altro che ritratti ingenui ma un dispositivo per mettere in luce i privilegi della classe dominante (tra i 10.000 e i 18.000 euro le sue quotazioni in fiera). Più intimisti e personali i collage di Petra Feriancova, in cui mette in mostra istanti della sua vita nello stand di Gilda Lavia, 3.000 euro l’uno. La forza narrativa della fotografia si può trovare in tutta la fiera: la galleria Ligreggi mette in scena un solo show di Silvia Camporesi, qui tra le storie raccontate attraverso l’obiettivo c’è quella dello specchio di Viganella in Piemonte che riflette la luce del sole verso la piazza del paese avvolto dall’ombra delle montagne durante i mesi d’inverno, tra i 2000 e i 9000 euro le quotazioni in stand. Tra le opere più attenzionate, ovviamente, anche quelle di Chiara Camoni visto che a breve sarà protagonista del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia. Le sue creazioni erano in vendita da Spazio A tra i 10.000 e i 55.000 euro.

L’arte moderna

Anche il padiglione dedicato all’arte moderna, lungi dall’essere sempre uguale a se stesso propone parecchi spunti. Apprezzatissima la presenza dell’Archivio Ugo Ferranti presente nella sezione “Multipli” a cura di Lorenzo Gigotti. Lo stand ripercorre la gloriosa storia della galleria romana chiusa nel 2013 attraverso le opere di artisti che hanno collaborato con Ferranti. Le edizioni vanno dai 50 euro per l’invito ad una mostra di Christo del ’74 ai 22.000 per una fotografia di Nan Goldin appartenente a una delle sue serie più celebri «The Ballad of Sexual Dependency». 21 ART è sia club per collezionisti e sia galleria d’arte, e anche il setting dello stand riflette questo binomio con uno spazio espositivo e una vip lounge riservata ai soci del club. Il progetto vede tra i principali investitori Alessandro Benetton, gli artisti esposti sono invece il giovane Gonzalo Borondo con prezzi dai 18.000 ai 150.000 euro e Jan Fabre con le sculture della serie «Songs of the Canaries» offerte a 90.000 euro l’una.

Le mostre e i collezionisti

Quello che succede in città ovviamente ha un suo riverbero in fiera. La mostra al Mambo «The Performative Word» vede protagonista il grande artista americano John Giorno, le sue frasi illuminanti, ciniche, esistenziali si ritrovano anche nello stand di Thomas Brambilla con prezzi tra i 35.000 e i 90.000 euro. Forse le opere più care hanno sofferto maggiormente per quei collezionisti italiani che erano assenti a Bologna, alcuni decisamente blasonati, avvistati tra Doha per Art Basel Qatar e a Cortina per l’inaugurazione delle Olimpiadi. Ma tantissimi altri hanno provato a non farne sentire la mancanza: Flaminia Cerasi ha acquisito varie opere tra cui il già citato Jason Schmidt da Apalazzo, Laura e Marcello Lombardini puntano sull’artista cinese Yuchu Gao che da Ermes Ermes raffigura la forza della donna attraverso svariati stili: totemico, cubista, grottesco. Marco Paletta ha scelto un’opera in cera di Bekhbaatar Enkhtur da Matèria e i disegni dell’artista palestinese Khaled Jarada da P420. Giulia e Federico Bartolini hanno acquisito un lavoro significativo di Simon Starling da Franco Noero, Viviana Filippozzi, a capo di Sartoria Cardona ha acquisito per la prima volta direttamente in una fiera, l’opera prescelta è un olio di Claudio Valerio dalla galleria di ricerca Studio La Linea Verticale, prezzi tra gli 800 e i 4.000 euro.
Il collezionismo locale oltre a sostenere la fiera con molte acquisizioni rafforza l’offerta culturale della città, con fondazioni e collezioni pubbliche: tra le ultime arrivate si sta facendo notare Palazzo Boncompagni di Paola Pizzighini Benelli con una mostra dedicata a Michelangelo Pistoletto “Dalla Cittadellarte allo Statodellarte” a cura di Silvia Evangelisti.

I premi

A supporto dei fatturati delle gallerie anche gli immancabili premi: uno speciale, quello ANGAMC, è stato assegnato al celebre gallerista di Modena Emilio Mazzoli, un vero e proprio vanto del territorio emiliano che negli anni ha esposto il gotha dell’arte nazionale e internazionale, persino un giovanissimo Jean Michel Basquiat. Il premio BPER è stato a favore di Silvia Giambrone rappresentata da Richard Saltoun. Il premio-acquisizione Marval è stato vinto da Romane de Watteville per un dipinto proposto a 9.000 euro. Il premio Officina Arte Ducati ha fatto entrare nella collezione corporate della casa motociclistica un disegno di Diego Perrone acquisito da Umberto de Marino. Pesce Khete della galleria Colli ha vinto il premio Osvaldo Licini by Fainplast e, invece, il premio Rotary per il miglior progetto espositivo della fiera è stato assegnato alla galleria Gianmarco Casini. Si è tenuta anche la premiazione della seconda edizione dei Flash Art Italia Awards in collaborazione con Arte Fiera. La particolarità? Un premio senza portafoglio che forse merita una riflessione. Molte categorie, molti finalisti per ogni categoria, uno schema perfetto per creare ridondanza social tutta a beneficio di chi indice il premio, ma sfuggono i benefici per chi questo riconoscimento se lo aggiudica, tra i quali l’artista Benni Bosetto. Artisti, galleristi, curatori, scrittori d’arte, spazi indipendenti e forse i giurati stessi, invece, di essere valorizzati dall’iniziativa rischiano di esserne semplicemente dei testimonial pro-bono. E anche il buffet da quanto riferiscono i presenti alla serata di premiazione avrebbe bisogno di ulteriori investimenti.

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