L’opinione

L’Università nell’era digitale: navigare la transizione verso il futuro dell’istruzione e della ricerca

“Il futuro delle università, tra umanesimo intelligenza artificiale e governo dei dati”, convegno nazionale del CoDAU in programma a Firenze, dal 19 al 21 settembre

di Alberto Scuttari *

2' di lettura

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Il CoDAU, che rappresenta la comunità manageriale dell'intero sistema universitario italiano, mette al centro del proprio Convegno nazionale di Firenze, dal 19 al 21 settembre, il tema de “il futuro delle università, tra umanesimo intelligenza artificiale e governo dei dati”. I temi centrali del Convegno, che vede oltre 350 accreditati con la presenza anche di una delegazione dei direttori generali degli atenei francesi, saranno le modalità con le quali il sistema universitario, insieme ai più importanti stakeholders nazionali ed internazionali, può guidare efficacemente il cambiamento generato dall'intelligenza artificiale e dal governo dei dati, facilitando l'innovazione e lo sviluppo di competenze adeguate.

La sfida

Nel contesto dell'evoluzione digitale accelerata, le organizzazioni universitarie si trovano di fronte a una sfida epocale: interpretare il cambiamento o rischiare l'obsolescenza. La transizione verso ambienti digitali impatta profondamente la ricerca, la didattica e l'amministrazione e richiede una riconsiderazione radicale dei metodi acquisiti. Gli studenti preferiscono un sistema educativo che rifletta le tendenze tecnologiche della società moderna. Ciò include l'accesso a infrastrutture digitali avanzate come piattaforme intuitive per l'apprendimento collaborativo, laboratori virtuali per esperimenti scientifici e simulazioni immersive.

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L’intelligenza artificiale

L' intelligenza artificiale offre potenti strumenti per l'automazione dei compiti ripetitivi, la personalizzazione dell'apprendimento e persino per la creazione di contenuti didattici personalizzati. Attraverso la raccolta e l'analisi di enormi quantità di dati, resa oggi possibile da tecnologie di supercalcolo e da sistemi quantistici, le istituzioni accademiche possono ottenere insight approfonditi alla frontiera della ricerca, ad esempio nella genomica, nella simulazione dei sistemi complessi, nelle ricerche storiche. Nessuna disciplina è immune da tale impatto tecnologico. La possibilità di ricerca intelligente nei dati amministrativi, la potenzialità dei sistemi generativi di comunicazione aumentativa e multilingua rompono le barriere tra il dominio delle amministrazioni e le esigenze degli utenti e mettono in discussione i modelli gestionali e informatici delle strutture amministrative.

Il ruolo del Governo e il Pnrr

Il Governo italiano ha un ruolo cruciale nel fornire il supporto finanziario e la strategia necessari per guidare questa trasformazione. Programmi come il Piano nazionale di ripresa e resilienza offrono opportunità per investimenti mirati nell'infrastruttura tecnologica e nella formazione del personale. Inoltre, la collaborazione tra università, industria e enti di ricerca può svolgere un ruolo chiave nel promuovere l'innovazione e l'adozione delle nuove tecnologie. Ma tale impegno deve coinvolgere in primis le stesse comunità accademiche superando impostazioni individualistiche e autoreferenziali, perché le università italiane possono e devono emergere come leader autorevoli di questa transizione, percorrendo la frontiera dell'innovazione e ancorandola al cuore della tradizione scientifica, che privilegia quale fattore antropologico la creatività della persona e la dimostrabilità sperimentale quale fattore metodologico. E' più di una sfida quella che ci attende. La trasformazione digitale richiede il ripensamento delle competenze e dei processi all'interno delle università ma allo stesso tempo richiede alle università di formare competenze e coscienza critica per essere essa stessa condotta e interpretata.
* Presidente del CoDAU – Convegno dei Direttori generali delle Amministrazioni Universitarie


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