L’Ocse all’Italia: migliorare l’istruzione per rafforzare il capitale umano
Il primo rapporto sui Fondamenti della crescita e della competitività accende i fari sui troppi Neet e i pochi laureati del nostro Paese
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«La proporzione dei giovani che non hanno un impiego, non sono scolarizzati e non seguono una formazione (i cosiddetti ’Neet’) è tra le più elevate dell’Ocse e la quota di laureati nella popolazione tra i 25 e i 34 anni è tra le più deboli»: è quanto si legge nella country note dedicata all’Italia del primo rapporto dell’Ocse sui Fondamenti della crescita e della competitività presentato a Parigi.
I punti di debolezza
Secondo l’organizzazione parigina, «il debole livello di istruzione e la qualità insufficiente dell’insegnamento nuocciono alle competenze della popolazione attiva, in particolare, alle competenze digitali, amplificando gli effetti dell’invecchiamento demografico».
Le raccomandazioni
L’Ocse suggerisce quindi di migliorare il capitale umano del Belpaese «continuando a migliorare la qualità degli Istituti tecnici superiori (Its) e sviluppare la loro accessibilità, in particolare, nel sud del Paese, e rafforzare il legame tra finanziamento, da una parte e performance delle università pubbliche in materia di ricerca e di scambio di conoscenze». Con annesso l’invito a «migliorare l’orientamento degli studenti e di attuare programmi di insegnamento adeguati ai bisogni del mercato del lavoro».
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