L’Italia delle miniere “dimenticate”: dove sono e i tesori che si estraggono
La stagione del piombo e dello zinco, nonostante le richieste, sembra essere tramontata, almeno per ora. Ma dalle miniere si estraggono materiali impiegati in tanttisime attività
di Davide Madeddu
5' di lettura
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Le risorse non mancano. Ma l'attività mineraria non cresce. E, cessata l'estrazione dei metalli, il settore viaggia con pochi materiali capaci comunque di soddisfare una parte del mercato interno e quello delle esportazioni. Si tratta dei cosiddetti “materiali industriali” giacché la stagione del piombo e dello zinco, nonostante le richieste, sembra essere tramontata, almeno per ora.
Nel panorama nazionale i siti minerari, come emerge anche dal censimento dell'Ispra, sono un'ottantina. Miniere da cui si ricavano minerali industriali poi lavorati e trattati per essere presenti nella maggior parte degli oggetti utilizzati quotidianamente. Ossia marna da cemento, minerali ceramici (feldspati, caolino, refrattari), minerali ad uso industriale (bentonite, terre da sbianca) e salgemma. Il settore impiega complessivamente poco più di tremila minatori distribuiti nei siti produttivi presenti in 14 regioni con un’alta percentuale in Piemonte, Sardegna, Toscana e Sicilia. Benché i numeri degli addetti ai lavori siano bassi c’è un collegamento stretto i beni di consumo utilizzati nella quotidianità e l’attività mineraria.
A evidenziare questo legame, con tanto di esempi, è uno studio realizzato da Assorisorse (già assomineraria). Nel dossier dell'associazione che rappresenta le aziende impegnate nell'estrazione di materie prime dal sottosuolo italiano, nonché la filiera ad esse correlata (da quelle energetiche a ciò che rientra nei processi industriali per la creazione di prodotti o in qualità di additivi) si disegna lo scenario nazionale.
I primati minerari dell’Italia
I numeri parlano di una produzione di oltre 10 milioni di tonnellate pari al «10% dell'Europa» e qualche primato come il terzo posto al mondo e il secondo in Europa nella produzione di feldspato, il decimo posto al mondo nella produzione di talco (terzo in Europa). Non solo, i minerali industriali, a leggere il rapporto «alimentano un significativo flusso di esportazioni: il 56% dell'export italiano di risorse minerarie muove da tale comparto e i principali mercati di destinazione sono l'Asia (46%) e l'Europa (37%)».
Quanto agli esempi: «Un'automobile può contenere fino a 150 kg di minerali industriali», mentre per costruire una casa ne possono servire sino a «150 tonnellate». Ci sono poi la ceramica e il vetro «settori principali di applicazione, potendo contenere fino al 100% di minerali industriali». E il feldspato e il quarzo, che «insieme alle sabbie, sono i principali protagonisti nella realizzazione di vetro di tutti i tipi (cavo, piano, illuminotecnico) e di materiali ceramici (sanitari, piastrelle, smalti)».









