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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
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L’Italia è il primo Stato membro a dotarsi di una disciplina organica di recepimento dell’AI Act europeo. Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare due decreti legislativi che definiscono la governance nazionale, le autorità di vigilanza, le regole per il lavoro, la pubblica amministrazione, la sicurezza e le prime applicazioni della biometria.
Un’accelerazione che il governo rivendica come primato, ma che alcuni osservatori considerano rischiosa: la normativa nazionale potrebbe richiedere aggiornamenti immediati, visto che la Commissione europea ha già previsto semplificazioni e rinvii per i sistemi ad alto rischio con il pacchetto Digital Omnibus.
Il cuore del recepimento italiano è la definizione delle autorità competenti. Lo schema elaborato dal Dipartimento per la trasformazione digitale assegna ruoli distinti ma complementari alle due agenzie pubbliche già operative nel perimetro digitale nazionale.
L’Agenzia per l’Italia digitale (Agid) sarà l’autorità nazionale di notifica, responsabile della valutazione, designazione e notifica degli organismi di valutazione della conformità. In pratica, Agid è chiamata a certificare chi può certificare: un ruolo cruciale per garantire che i sistemi di intelligenza artificiale immessi sul mercato rispettino i requisiti del regolamento europeo.
L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn) assume invece il ruolo di autorità generale per la vigilanza del mercato. Sarà così Acn a monitorare che i sistemi di AI commercializzati e utilizzati in Italia siano conformi alle norme, con poteri ispettivi e sanzionatori.