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In Italia inflazione stabile a maggio allo 0,8%. Nell’Eurozona risale al 2,6%

L’Istat ha fornito indicazioni anche in merito ai conti economici trimestrali relativi al primo trimestre 2024: ha confermato le stime congiunturali del 30 aprile e rivisto un po’ al rialzo quelle tendenziali che indicavano una crescita dello 0,6% (ora +0,7%)

di Redazione Roma

Secondo le stime preliminari, a maggio 2024 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività Nic, al lordo dei tabacchi, aumenta dello 0,2% su base mensile e dello 0,8% su base annua, come nel mese precedente.

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Inflazione stabile in Italia. Secondo le stime preliminari, nel mese di maggio 2024 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività Nic, al lordo dei tabacchi, aumenta dello 0,2% su base mensile e dello 0,8% su base annua, come nel mese precedente. L’inflazione acquisita per il 2024 è pari a +0,8% per l’indice generale e a +1,8% per la componente di fondo. Lo comunica Istat.

Rallenta l’alimentare, risale l’energia

La stabilizzazione del ritmo di crescita dei prezzi, spiega l’ente statistico, si deve principalmente al venir meno delle tensioni sui prezzi dei beni alimentari lavorati (+2,1% da +2,5% di aprile) e di alcune tipologie di servizi (di trasporto e relativi all’abitazione), i cui effetti compensano l’affievolirsi delle spinte deflazionistiche provenienti dal settore energetico, dove i prezzi mostrano un profilo tendenziale in netta risalita, pur restando su valori ampiamente negativi (-11,7% da -12,1% del mese precedente). La dinamica su base annua dei prezzi del “carrello della spesa” continua la sua discesa (+2,0% da +2,3%), come anche l’inflazione di fondo, che si attesta al +2,0% (da +2,1%).

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Nell’Eurozona risale al 2,6% a maggio

L’inflazione torna invece a risalire nell’Eurozona. A maggio il tasso medio nei venti Paesi dell’euro dovrebbe attestarsi al 2,6%, in aumento rispetto al 2,4% registrato ad aprile, quando era rimasto stabile rispetto a marzo. Lo comunica Eurostat in base alla sua prima stima flash sull’andamento dei prezzi al consumo.

Inflazione Italia a maggio la terza più bassa in Eurozona

A maggio l’inflazione in Italia, in lieve calo allo 0,8% rispetto allo 0,9% di aprile, si conferma la terza più bassa nell’Eurozona. È quanto emerge dai dati diffusi con la prima stima flash di Eurostat. Tra i venti Paesi del club dell’euro, ad aprile il tasso medio dei prezzi al consumo - calcolato con l’indice Ipca - è stato più basso soltanto in Lettonia (0,2%) e Finlandia (0,5%). Al pari dell’Italia, anche la Lituania ha registrato lo 0,8%. In Germania l’inflazione è risalita al 2,8%, rispetto al 2,4% rilevato ad aprile.

Pil, Istat alza stima a +0,7% su anno

Venerdì 31 maggio l’Istat ha fornito indicazioni anche in merito ai conti economici trimestrali relativi al primo trimestre 2024. In quell’arco temporale il prodotto interno lordo (Pil), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2015, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,7% nei confronti del primo trimestre del 2023. Nella sostanza l’ente statistico ha confermato le stime congiunturali del 30 aprile e rivisto un po’ al rialzo quelle tendenziali che indicavano una crescita dello 0,6%.

Cresce la previsione della variazione acquisita per il 2024

Il primo trimestre del 2024 ha avuto tre giornate lavorative in più del trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al primo trimestre del 2023. La variazione acquisita per il 2024 è pari a +0,6%, quella diffusa il 30 aprile 2024 era stata del +0,5%.

Rispetto al trimestre precedente, tutti i principali aggregati della domanda interna sono in crescita, con un aumento dello 0,2% dei consumi finali nazionali e dello 0,5% degli investimenti fissi lordi. Le importazioni sono diminuite dell’1,7% e le esportazioni sono cresciute dello 0,6%.

La domanda nazionale al netto delle scorte ha contribuito per 0,3 punti percentuali alla crescita del Pil: +0,2 i consumi delle famiglie e delle Istituzioni Sociali Private (ISP), +0,1 gli investimenti fissi lordi e contributo nullo della spesa delle Amministrazioni Pubbliche (AP). Per contro, la variazione delle scorte ha sottratto 0,7 punti percentuali alla crescita del Pil, mentre il contributo della domanda estera netta è risultato positivo e pari a 0,7 punti percentuali.

Il valore aggiunto cresce nei principali comparti produttivi

Si registrano andamenti congiunturali positivi per il valore aggiunto in tutti i principali comparti produttivi, con l’agricoltura cresciuta del 3,3% e l’industria e i servizi entrambe dello 0,3%.

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