World Cup 2026

L’Iran ferma il Belgio. Egitto a un passo dalla qualificazione

Nel Gruppo G, reti inviolate tra Iran e Belgio, mentre l’Egitto supera 3 a 1 la Nuova Zelanda. L’Uruguay non va oltre il 2 a 2 contro Capo Verde nel Gruppo H

di Marco Bellinazzo

Il portiere iraniano Alireza Beiranvand (1) effettua una parata durante la partita di calcio del Gruppo G dei Mondiali tra Belgio e Iran a Inglewood, California, vicino a Los Angeles. APS

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Notte di (parziali) sorprese alla World Cup 2026, con Belgio e Uruguay che vengono bloccate sul pari da Iran e Capo Verde. Ne approfittano Spagna ed Egitto che si issano ai primi posti dei rispettivi Gruppi. Gli iberici guidati da Lamine Yamal, in campo dal primo minuto, stendono l’Arabia Saudita per 4 a 0, mentre l’Egitto supera per 3 a 1 la Nuova Zelanda.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Belgio-Iran 0-0

A Inglewood, al SoFi Stadium, tra Belgio e Iran finisce a reti inviolate. Il Belgio tiene palla, comanda, produce: venti e più tiri, occasioni costruite con pazienza, il palleggio cadenzato di De Bruyne, i movimenti di Lukaku. Eppure, non segna.

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Perché dall’altra parte c’è un Iran che interpreta il calcio come organizzazione e resistenza. Linee corte, concentrazione, un portiere – Beiranvand – che diventa protagonista assoluto, respingendo tutto quello che passa dalle sue parti.

La partita gira su episodi sottili: un gol di Taremi annullato dal VAR per pochi centimetri, segnale che la squadra asiatica non è lì solo per difendersi; e soprattutto l’espulsione di Ngoy nel secondo tempo, che dopo un pasticcio con il pallone atterra Taremi da ultimo uomo e lascia il Belgio in dieci e cambia la geografia del match.

Nel finale, sono proprio gli iraniani a crederci di più. Ma lo 0-0 resta lì. Il Belgio continua a mostrare i suoi talenti ma poca incisività, l’Iran costruisce si prende un punto che pesa come una vittoria.

Egitto-Nuova Zelanda 3-1

A Vancouver, invece, si consuma una storia completamente diversa. È la partita dell’Egitto, della sua prima vittoria mondiale, ma soprattutto della sua capacità di stare dentro la partita anche quando sembra sfuggirgli di mano.

La Nuova Zelanda parte meglio, sorprende, trova il vantaggio al 15’ con Surman, bravo a sfruttare un calcio d’angolo e a colpire di testa.

Per un tempo l’Egitto rincorre, fatica, sembra smarrito. Poi, però, cambia passo nella ripresa. È una questione di ritmo, di qualità, ma anche di personalità. Ziko pareggia al minuto 58 con un altro colpo di testa, Salah si prende la scena al 67’ con il gol del sorpasso, e Trezeguet chiude i conti da calcio piazzato al minuto 82.

È un 3-1 che racconta di una squadra che cresce dentro la partita, che sa correggersi, che utilizza il proprio leader tecnico – Salah – come moltiplicatore di gioco. Non è solo una vittoria: è un salto di maturità.

Nel girone G, dopo due giornate, comanda l’Egitto con 4 punti, seguito da Iran e Belgio a 2 e dalla Nuova Zelanda a 1. L’Egitto è padrone del proprio destino: gli basta un pareggio nell’ultimo match per qualificarsi contro l’Iran che a sua volta può giocarsi tutto nell’ultima gara. Il Belgio, invece, è costretto a vincere Nuova Zelanda per non rischiare nulla e dover fare i conti con la differenza reti.

Uruguay-Capo Verde 2-2-

A Miami Uruguay-Capo Verde termina 2-2. Un match con continui rovesciamenti di fronte.

Capo Verde non è più una sorpresa. Dopo il pareggio con la Spagna all’esordio del mondiale si ripete contro l’Uruguay. Anzi, è la nazionale africana ad andare in vantaggio al 21’ con Lenini, sfruttando una situazione da palla inattiva.

L’Uruguay reagisce da grande squadra, rimonta con un uno due di Araújo e Canobbio piazzato al tramonto del primo tempo. Nella ripresa i sudamericani danno l’impressione di poter rimettere le gerarchie al loro posto e controllare la gara. Ma questo Mondiale non perdona le letture superficiali. E una clamorosa disattenzione difensiva dell’Uruguay al minuto 61 spiana la strada a Varela che al minuto 61 a porta sguarnita trova il 2-2.

È un pareggio che ha due sapori: per gli africani è una conferma straordinaria, per l’Uruguay è un campanello d’allarme. Perché il talento non basta, se non è accompagnato da poco equilibrio.

Nel girone H la Spagna guida con 4 punti, mentre Uruguay e Capo Verde inseguono a 2, e l’Arabia Saudita chiude a 1. Tutto si deciderà all’ultima giornata quando si affronteranno Capo Verde-Arabia Saudita e Spagna-Uruguay.

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