L’ipotesi retromarcia di Porsche sull’elettrico anticipa il cambio di rotta dei costruttori europei? Cosa sta succedendo
La crisi dell’auto dell’elettrica potrebbe cambiare lo scenario dell’industria automotive europea
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“Mobilità elettrica e Porsche si sposano perfettamente. Non solo perché condividono un approccio ad alta efficienza, ma soprattutto per il loro carattere sportivo. Entro il 2022 investiremo più di sei miliardi di euro in mobilità elettrica e entro il 2025 il 50% di tutti i nuovi modelli potrebbe avere un motore elettrico”. Queste erano le parole di Oliver Blume a febbraio 2019, ai tempi presidente del consiglio di amministrazione di Porsche AG e oggi numero uno dell’intero Gruppo Volkswagen. Dichiarazione che arrivava insieme all’annuncio della Macan elettrica attesa nel 2022 su strada, data che nella realtà si è tradotto nell’ultima parte del 2024. Il tutto unito ad un vero e proprio tsunami in materia di elettrico, con numeri di vendita omeopatici in grado di cambiare molti annunci fatti a partire proprio da Porsche; a Stoccarda non sembra più fantascienza rivedere la futura gamma e riportare in vita una Macan a combustione interna. Scelta che sarebbe sul tavolo di tanti diversi consigli di amministrazione automotive, gli stessi che avevano fatto all-in sull’elettrico qualche anno fa
Porsche ci ripensa sull’elettrico?
Se gli investimenti in materia di elettrico non sono mancati in casa Porsche, è mancata invece la risposta dei clienti. Perché nonostante i soliti annunci trionfalistici ad ogni conferenza di bilancio, il 100% elettrico non ha convinto i clienti del marchio Di Zuffenhausen, come sottolineato dalle vendite e peggio ancora dal basso valore residuo della Taycan. E dopo aver rivisto la scorsa estate la sua strategia in materia di elettrico (“è confermato l’obiettivo dell’80% di vendite elettriche nel 2030 a patto che ci sia un’adeguata domanda da parte dei clienti e ci siano le necessarie condizioni abilitanti per la mobilità alla spina), in occasione della presentazione dei risultati trimestrali il direttore finanziario Lutz Meschke ha aperto la strada ad un cambio di rotta. “Stiamo esaminando la possibilità che veicoli previsti originariamente come completamente elettrici abbiano in futuro una trazione ibrida o un motore a combustione. Ciò che è chiaro è che avremo motori termici ancora per molto tempo”.
E se Cayenne e Panamera continueranno ad essere offerte in versione a combustione interna, ci potrebbe essere un cambio di strategia su Macan nonostante l’attuale modello nasca sulla piattaforma PPE nativa elettrica sviluppata in collaborazione con Audi. ““Per quanto riguarda la nostra gamma elettrificata, siamo molto flessibili sul fronte produttivo: possiamo costruire auto con motore a combustione, ibride plug-in ed elettrificate su un’unica catena di montaggio a Lipsia”. “Si vedrà anche più flessibilità nei prossimi anni: svilupperemo nuove derivate delle nostre Bev con motore a combustione per dare la giusta risposta alla domanda dei clienti”. Tradotto? Si farà una Macan a benzina partendo da quella elettrica. Entrando nel campo delle ipotesi, potrebbe essere utilizzata la recente piattaforma PPC portata al debutto da Audi A5 (e sviluppata per modelli termici elettrificati) invece di modificare la PPE.
Effetto cascata
Come abbiamo scritto diverse volte, nessun addetto ai lavori si immagina uno stravolgimento totale in maniera di elettrico. Lo scenario “abbiamo scherzato. Torneremo a fare solo auto termiche” non è neanche minimamente pensabile perché porterebbe al collasso immediato dell’industria automobilistica europea. Il motivo è legato agli investimenti miliardari fatti, ad oggi non recuperati neanche in minima parte nonostante l’aumento a due cifre percentuali dei listini. Un esempio perfetto? La Porsche 911 GT3, passata dai 176.855 euro della prima generazione di 992 GT3 nel 2021 agli attuali 215.543 euro della GT3 restyling sempre spinta dal 4.0 aspirato da 510 cavalli.
E il sistema automotive, soprattutto tedesco, sta mostrando criticità mai viste in passato a partire dal gruppo Volkswagen pronto a chiudere stabilimenti in Germania e andare contro i sindacati.


