Dentro i nuovi prodotti

L’iPhone Air è il risultato dell’ossessione verso l’efficienza dei chip

I nuovi iPhone hanno sempre più tecnologia realizzata internamente. E il centro europeo di Monaco ha un ruolo chiave. John Ternus, capo dell’hardware engineering di Apple, spiega il perché

dal nostro inviato Luca Salvioli

I nuovi iPhone Air esposti all'Apple Store della Fifth Avenue di New York (Foto di Michael M. Santiago / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP)

3' di lettura

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L’iPhone viene spesso preso come esempio di globalizzazione, perché tra design e componenti sono rappresentate varie parti del mondo, in particolare Cupertino, dove Apple ha la sede in California, Cina e India. Nella crescente categoria dei chip fatti da Apple l’Europa negli anni si è presa un ruolo crescente grazie allo “European Silicon Design Center” di Monaco di Baviera, dove lavorano oltre 2mila ingegneri.

Il nuovo iPhone Air, in particolare, è il risultato di un lavoro di miniaturizzazione orientato all’efficienza reso possibile dalla progressiva realizzazione in casa di microscopici pezzi di tecnologia core, in particolare i processori, riducendo i fornitori esterni e favorendo una maggiore integrazione. Come il debutto del chip N1, con Wi-Fi 7 avanzato e Bluetooth 6.0, e del C1X, evoluzione del C1, il primo modem progettato da Apple arrivato poco più di sei mesi fa su iPhone16e.

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Il ruolo del centro europeo di Monaco

Nei laboratori di Monaco gli ingegneri lavorano soprattutto su connettività e 5G, gestione dell’energia e design dei chip dentro camere isolate dove vengono create situazioni di limite e vari stress test con temperature estreme e alta densità di traffico. Ci hanno raccontato che il passaggio al nuovo modem, reso necessario per le dimensioni dell’Air, è arrivato in pochi mesi, ma per realizzare il primo, il C1, ci sono voluti anni. L’ossessione che si respira tra quelle stanze e corridoi bianchi è l’efficienza. Per ridurre gli spazi e garantirne di più alla batteria.

«Gran parte del lavoro che viene fatto qui a Monaco è stato fondamentale per la realizzazione di molti dei nostri prodotti, in particolare questi nuovi - ha spiegato al Sole 24 Ore e alcune testate internazionali John Ternus, Senior Vice President of Hardware Engineering di Apple -. Quest’anno abbiamo introdotto un telefono completamente nuovo, iPhone Air, che volevamo fare da tempo, ma che richiedeva le giuste tecnologie e capacità per poter essere realizzato».

Il primato tecnologico di iPhone Air

iPhone Air è davvero sottile (5,6 millimetri) e pesa poco (165 grammi, per dare una idea iPhone 17 Pro Max ne pesa 240). Ha uno schermo da 6,5 pollici, ottimo compromesso tra i 6,3 del Pro e i 6,9 del Pro Max. Con i Pro condivide lo stesso SoC A19 Pro, anche se l’Air ha una GPU a 5 core contro i 6 dei Pro. È il massimo risultato di questo sforzo tecnologico, che apre la strada a una nuova generazione di iPhone e, secondo le indiscrezioni, al primo pieghevole in futuro. Secondo Apple la batteria ha una durata simile a quella dell’iPhone 16 Pro.

Quella dell’Air «è la scheda madre più densamente stipata di qualsiasi telefono che abbiamo mai realizzato - continua Ternus -. Abbiamo spinto praticamente l’intero telefono nell’area a “plateau” dove risiede la fotocamera in modo da poter avere quanta più batteria possibile. L’interno del plateau è fresato con precisione per creare una cavità, che ci ha permesso di inserire più cose al suo interno. Fotocamera posteriore, fotocamera anteriore e gran parte del processore e tutto il resto vivono in questo spazio extra».

Per garantire più spazio per la batteria l’Air funziona solo con eSim. «Una sim di plastica nel 2025 è una cosa molto sciocca - sottolinea Ternus -. Non avremmo potuto costruire questo prodotto con la sim. Quindi abbiamo semplicemente detto che sarà solo esim. E continueremo a lavorare con gli operatori e a spingere su tutti i prodotti».

Il ruolo dell’alluminio per il 17 Pro

Per quanto riguarda i materiali, Air e 17 Pro (e Pro Max) hanno rivestimento anteriore e posteriore in ceramic shield, un tipo di vetro ceramico proprietario molto più resistente a graffi e cadute. Air ha struttura in titanio. Nei test di Apple ha dimostrato di resistere a una pressione tre volte superiore a quanto possa fare un uomo con ogni sforzo senza piegarsi. O meglio: si piega ma poi torna nella posizione originale. I 17 Pro e Pro Max, invece, passano dal titanio delle due generazioni precedenti all’alluminio.

Nel realizzare i nuovi Pro «c’erano un paio di cose che volevamo fare. Una era spingere sulle prestazioni. Così abbiamo usato una lega personalizzata di alluminio che ha una conducibilità termica 20 volte migliore del titanio usato in precedenza. È stato sicuramente un grande successo dal punto di vista termico. L’alluminio ha inoltre una densità inferiore rispetto al titanio. Quindi, mantenendo la stessa forma, con l’alluminio si ottiene un prodotto più leggero, il che ci ha permesso di “mettere” più batteria. L’altra cosa bella dell’alluminio è che prende il colore davvero, davvero bene».

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