Opinioni

L’inverno demografico e un paese che invecchia

di Sebastiano Maffettone

(Adobe Stock)

4' di lettura

English Version

4' di lettura

English Version

Sempre più la filosofia politica e morale si occupa dei cicli di vita delle persone. Se pensiamo alla demografia, il perché di questa scelta è abbastanza evidente. Se la demografia riproduce nel tempo equilibri accettabili, in realtà -senza trascurarne l’importanza- non emerge grande questione etico-politica. Per intenderci, se i nati sono eguali ai morti e il numero di quelli che iniziano a lavorare equivale a quello di quelli che vanno in pensione, allora il sistema è sotto controllo. Se invece abbiamo bruschi cambiamenti nella composizione della popolazione, le cose cambiano. Il cosiddetto “inverno demografico”, che caratterizza l’andamento demografico dell’Italia, rappresenta un esempio chiaro di quanto detto. In casi del genere, che non riguardano solo l’Italia ma anche da tempo il Giappone e poco alla volta tutto il mondo industriale avanzato, l’invecchiamento progressivo della popolazione genera squilibri notevoli in settori fondamentali della vita pubblica come quelli della sanità e della previdenza sociale. Ne segue che viene giocoforza chiamato in causa, anche dal punto di vista etico-politico, tutto il modello teorico della giustizia distributiva.

Qualcosa di simile avviene anche quando si considerano gli interessi delle generazioni future, cosa che avviene in particolare quando riflettiamo sul degrado ambientale, sul cambiamento climatico e in genere sulle conseguenze dannose che i comportamenti degli umani di oggi possono avere per i loro discendenti. Oramai, è abbastanza accettato che abbiamo un obbligo di sostenibilità nei confronti delle generazioni future, che, grosso modo, consiste nel non lasciare loro il pianeta in condizioni peggiori di quanto lo abbiamo trovato. Obbligo questo che però cozza con una clausola di non-reciprocità: gli obblighi di giustizia in una società come le nostre si fanno spesso dipendere dal fatto che dopotutto stiamo nella stessa barca e che quindi c’è una reciprocità di base alla loro origine. Ora, non c’è bisogno di Groucho Marx per capire che i posteri non hanno fatto molto per noi…

Loading...

Due libri recenti (inizio 2026) si occupano degli aspetti etico-politici di tali questioni. Il primo, intitolato “Un Paese che invecchia”, è un libro di autori vari -curato da Enrico Biale, Carlo Burelli e Anna Elisabetta Galeotti per l’editore Carocci- e ha come compito principale quello di discutere, come recita il sotto titolo, “le conseguenze del cambiamento demografico” soprattutto nell’ottica della filosofia politica (ma non solo, come vedremo). Il secondo, intitolato Generazioni future”, è una monografia di Simone Pollo, che è professore di Filosofia Morale alla Sapienza, ed è pubblicato da Laterza. Verte sull’etica nell’Antropocene.

“Un Paese che invecchia” è un libro che presenta tre pregi notevoli. Il primo consiste nell’esibita interdisciplinarietà che, su temi come questo, non è un lusso ma una necessità. Include infatti contributi che rovengono da settori di ricerca che provengono non solo da biologia e medicina, ma anche da filosofia, economia, sociologia. Il secondo guarda il fatto che nel volume i contenuti teorici e normativi sono accompagnati da grande attenzione alla ricerca empirica. Il libro prende spunto dal progetto an Ageing Societ, un partenariato esteso finanziato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (pnrr). Il progetto in questione vive nell’ambito della Missione 4 “Istruzione e ricerca, componente 2 “Dalla ricerca all’impresa”, ed è coordinato dal Consiglio nazionale delle ricerche (cnr) con capofila l’Università di Firenze, coinvolgendo 27 partner tra università, enti di ricerca, imprese e organizzazioni del terzo settore, per un totale di circa 350 ricercatori. Il terzo pregio, infine, consiste -a mio avviso- nel saggio di apertura, scritto da Elisabetta Galeotti, che costituisce una lettura indispensabile per chi abbia interessi sul rapporto tra crisi demografica e filosofia politica contemporanea. Per apprezzarlo, bisogna partire dall’idea centrale, che assumendo i grandi cambiamenti demografici in atto, auspica una società più inclusiva e meno discriminante rispetto all’età.

Tutti i saggi di “Un Paese che invecchia” partono dal presupposto che la congiunzione tra aumento della longevità e diminuzione della fertilità ha effetti devastanti sugli equilibri sociali. Galeotti mostra come questo fatto abbia conseguenze importanti nell’ottica della filosofia politica. Per farlo, parte dalla domanda: Per valutare la giustizia fra generazioni dobbiamo comparare i giovani con gli anziani o, invece, le coorti dei baby boomers con la generazione z? La recente filosofia politica basata sul concetto di giustizia distributiva focalizza sulla seconda opzione. Si è sostenuto, di regola, che la giustizia non può basarsi sui benefici/risorse che giovani e anziani ricevono in un certo momento del tempo, ma che debba riferirsi a ciò che le persone ricevono nel corso di tutta la vita. Questa prospettiva sembra rendere ammissibile l’alternanza di periodi di abbondanza e povertà e destituzione nel corso della vita, fintantoché il totale dei benefici ricevuti nel corso della vita sia eguale a quello di altri. Ma un’infanzia in cui si subiscono abusi e una vecchiaia in cui si resta soli non sono compatibili con un concetto generale di equità. Ragione per cui dobbiamo confrontare tra loro classi di età (la prima opzione di cui sopra).

Il libro di Pollo, invece, tratta -come detto- del rapporto tra contemporanei e generazioni future nella prospettiva della filosofia morale. Appare di grande interesse il fatto che il libro affronti la crisi ambientale in un’ottica non romantica ma ispirata all’Illuminismo. Pollo prende infatti le mosse dall’Illuminismo scozzese del 1700, cominciando dall’opera di David Hume. Collega poi il sentimentalismo degli autori scozzesi al moderno naturalismo metafisico e scientifico. E Imposta la sfida ambientale e l’attenzione per le generazioni future sulla storia evolutiva della specie, da cui sono fatti dipendere i nostri comportamenti.

Enrico Biale, Carlo Burelli e Anna Elisabetta Galeotti (a cura di), Un paese che invecchia: Le conseguenze del cambiamento demografico, Carocci, Roma 2026, pp 115 euro 15

Simone Pollo, Generazioni future: Un’etica per l’Antropocene, Laterza, Roma-Bari 2026, pp 111, euro 18

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti