L’industria ligure regge, resta il nodo infrastrutture
Mondini (Confindustria Liguria): «Le grandi imprese trainano le piccole di filiera. Ma pesano collegamenti e territorio fragile»
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La ripresa autunnale, dopo la pausa estiva, per le imprese liguri si apre con un afflato di moderata fiducia nel futuro, a dispetto della situazione geopolitica mondiale e benché permangano, sul territorio, non poche criticità infrastrutturali.
Lo testimoniano i dati raccolti dall’indagine congiunturale di Confindustria Liguria (si veda articolo a fianco) ma anche le parole del presidente dell’associazione ligure, Giovanni Mondini. «Nonostante tutto quel che è successo negli ultimi anni, cioè pandemia, crisi della supply chain, guerre, inflazione e così via - spiega - vediamo che la nostra industria regge, sia quella italiana, sia quella della Liguria. Ultimamente abbiamo registrato che i dati del territorio non scostano da quelli nazionali, anzi, a volte sono migliori. In un momento difficile, il nostro Pil è simile a quello di tutto il Nordovest e di tutta l’Italia».
Questo, prosegue, «vale, in particolare, per l’industria manifatturiera e si riscontra nei dati dell’occupazione, che reggono e mostrano una situazione sana, con posti di lavoro a tempo indeterminato e salari non certo al minimo. Ciò avviene perché l’economia manifatturiera è organizzata su filiere produttive e, visto che le grandi aziende vanno discretamente bene, a cascata sopravvive e regge bene tutto il mondo delle medie e piccole aziende che, come si sa, rappresenta il 95% dell’economia italiana».
In Liguria, sottolinea Mondini, «si trovano alcune specializzazioni chiave del made in Italy. Non abbiamo molto nei settori dei farmaci e della moda ma siamo presenti nella meccanica, nei mezzi di trasporto e nell’industria alimentare; in più abbiamo una blue economy, con la cantieristica in testa, che vola, nonché il comparto della difesa, anche questo ai massimi. Con una copertura di territorio che va dal Levante, dove ci sono le aziende che fanno capo e Leonardo e i cantieri del Muggiano (di Fincantieri, ndr), per la costruzione delle navi militari, e arriva a Ponente, anche con Piaggio Aero che, in futuro, si potrà inserire sempre più nel settore della difesa. In effetti, per quanto attiene ai mezzi di trasporto, in Liguria costruiamo, auto escluse, quasi tutto: navi, aerei, perfino treni, con l’Alstom di Vado Ligure».
Mondini evidenzia che, anche nelle assemblee di Unindustria Savona e Confindustria La Spezia, tenutesi a fine settembre, «si respirava entusiasmo. Ancorché a Savona, nel giorno stesso del meeting , le aziende della Val Bormida siano state allagate da bombe d’acqua, per la seconda volta nell’arco pochi mesi. E qui si arriva a uno dei punti critici della Liguria. Perché spesso parliamo del deficit infrastrutturale della regione soprattutto dal punto di vista viario, ma bisogna ricordare che questo si accompagna a una spiccata fragilità del territorio».



