Quanto valgono le promesse mancate di Apple sull’Ai?
di Alessandro Longo
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Per la prima volta, l’industria supera i settore iper-regolamentati sulla sostenibilità, come la finanza e l’energia, nella lista dei Leader della sostenibilità elaborata da Statista e dal Sole 24 Ore. Dopo quattro anni di dominio del ranking da parte dei comparti soggetti a normative Esg stringenti che richiedono compliance ferrea, il settore dei prodotti e dei componenti industriali è nel 2025 il più rappresentato, con il 13,8% dei «magnifici 240». La pioggia di normative europee - 100 precise quelle avviate dalla prima Commissione von der Leyen - ha fatto correre ai ripari l’industria italiana. Un’industria che pur essendo soggetta solo in minima parte, per il momento, alla compliance delle temibili direttive Csrd, Csddd, Ets 1 e 2 (solo per citarne alcune) ha avviato l’auspicata svolta ecologica, necessaria per frenare il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici del pianeta. Ma la transizione ecologica ed energetica è intrapresa in modo pragmatico, non ideologico o velleitario, con obiettivi raggiungibili e in grado di portare benefici concreti: dai risparmi in bolletta al taglio degli sprechi. Sulla svolta in atto hanno indubbiamente contribuito anche i bandi del Pnrr, il nuovo Codice appalti e i rating Esg chiesti dalle banche per ogni operazione finanziaria: elementi dirompenti nel panorama italiano che stanno spingendo tutte le imprese a raccogliere i dati ambientali, sociali e di governance necessari per ottenere finanziamenti o vincere appalti pubblici e privati.
Analogo pragmatismo sta permeando adesso la seconda Commissione von der Leyen, che sta spingendo l’Unione europea verso un’attuazione del Green deal meno burocratica e più ragionevole nelle tempistiche attuative e riguardo alla platea delle imprese sotto stringente regolamentazione.
Segnali incoraggianti sull’aumento di consapevolezza su questi temi giungono dalla lista delle aziende Leader della sostenibilità 2025. Rispetto alla precedente edizione, sono infatti migliorati, anche nelle 40 piccole e medie imprese dell’elenco, gli indicatori relativi ai 35 key performance indicator (Kpi) analizzati dagli analisti di Statista nel quartier generale di Amburgo, in Germania. «Dall’analisi di oltre duemila aziende di cui abbiamo analizzato i bilanci di sostenibilità estraendo le 240 con performance migliori nei tre ambiti della sostenibilità (ambientale, sociale ed economica) abbiamo rilevato delle punte di eccellenza soprattutto sulla sicurezza sul lavoro e sulla trasparenza, elemento essenziale di una buona governance (in entrambi i casi con punteggi eccellenti per oltre il 90% delle imprese - racconta Lisa Dei, responsabile della ricerca per Statista -. Invece tutte le imprese considerate hanno ampi margini di miglioramento sulla componente energetica relativa alla dimensione ambientale: l’eccellenza è stata raggiunta solo dal 32% delle grandi aziende e dal 40% delle Pmi. Per il futuro, ci aspettiamo migliori prestazioni soprattutto sui fronti dell’efficienza energetica, dell’uso di energia da fonti rinnovabili, della creazione di flotte aziendali più green e dell’elettrificazione degli impianti industriali».
Quanto alla localizzazione delleLeader della sostenibilità 2025, come di consueto fanno la parte del leone nel ranking le aziende della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, che insieme rappresentano oltre la metà delle premiate. «Segnali incoraggianti arrivano dalla Toscana, dal Trentino Alto Adige, dalla Campania e dalle Marche, mentre perdono presenze la Puglia e la Sicilia; ancora poco rappresentato il Sud, purtroppo, che pure ha punte di eccellenza», spiega Lisa Dei.
«Tutte le aziende della lista, anche le 40 Pmi, riconoscono il valore della rendicontazione di sostenibilità nell’ottica di migliorare l’organizzazione e il business, nonché per conseguire risparmi sui materiali impiegati e sull’energia elettrica risparmiata - rileva l’analista di Statista -. La lista è presentata in ordine alfabetico, come segnale di plauso e incoraggiamento a tutte le imprese dell’elenco, che risultano tutte Leader. Possiamo comunque segnalare che ai primi posti troviamo Camst, Lati Industria Termoplastici e la Pmi Caleffi, tre aziende attive in settori economici diversi ma accomunate dallo stesso sforzo nel diventare più sostenibili».