Associazione farmaceutici dell'industria

L'industria del farmaco è già nell'era dell'intelligenza artificiale

Con il Premio Rigamonti selezionati dieci giovani ricercatori italiani premiati per progetti innovativi

di Giorgio Bruno*

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L'industria della salute sta attraversando una fase di trasformazione strutturale. L'Intelligenza Artificiale non è più un orizzonte teorico, ma una leva concreta che incide sui processi di ricerca, sviluppo, produzione e controllo qualità. È in questo contesto che si inserisce il 65° Simposio AFI, l'Associazione farmaceutici dell'inudstria in programma a Rimini dal 10 al 12 giugno 2026, dedicato al tema “L'Industria della Salute nel tempo dell'Intelligenza Artificiale”

Il Simposio rappresenterà il principale momento di confronto nazionale tra imprese, istituzioni e mondo scientifico. Con oltre 130 aziende espositrici già confermate, l'evento analizzerà l'intero ciclo di vita del farmaco: dall'impiego dell'IA nella scoperta di nuove molecole fino alle implicazioni regolatorie connesse all'AI Act europeo, che entrerà pienamente in applicazione nell'agosto 2026. Saranno affrontati temi come l'utilizzo dei Digital Twins nei processi produttivi, l'innovazione nei radiofarmaci, l'applicazione di sistemi intelligenti nel controllo qualità e l'integrazione della voce del paziente nella raccolta di evidenze real-world. In occasione della presentazione del Simposio, lo scorso 24 febbraio a Milano, abbiamo conferito la seconda edizione del Premio Alessandro Rigamonti, dedicato al fondatore di AFI scomparso nel 2024. Dieci giovani ricercatori under 30, provenienti da università italiane, sono stati premiati per l'originalità e l'impatto delle loro ricerche.

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I progetti selezionati testimoniano la qualità e la concretezza della nuova generazione scientifica italiana. Tra questi, lo sviluppo di GlioGum, un impianto biocompatibile per la somministrazione locale di farmaci nel glioblastoma recidivante; polimeri impressi molecolarmente “trappola” per la gestione dell'assunzione di glutine nella celiachia; micelle polimeriche solvent-free per la somministrazione orale di farmaci; nanoparticelle lipidiche liofilizzate per la consegna di DNA; liposomi ultradeformabili ottenuti da biomassa sostenibile per applicazioni dermiche a rilascio controllato. Altri progetti hanno riguardato un gel termosensibile di naloxone per iniezione a getto senza ago nelle emergenze da overdose da oppioidi; nanogel redox-attivi per la prevenzione di senescenza cellulare e fibrosi; nanosistemi mirati contro Staphylococcus aureus nelle infezioni ossee; studi sugli attributi critici per l'approvazione dei biosimilari; solventi eutettici profondi “green” per migliorare stabilità ed efficacia dei sistemi di somministrazione.

Queste ricerche dimostrano che l'innovazione non è solo digitale, ma scientifica, formulativa, regolatoria e sostenibile. L'Intelligenza Artificiale potrà amplificarne l'impatto, ma il fattore determinante resta la competenza. I dati più recenti indicano una crescita significativa dell'adozione dell'IA nelle imprese italiane. Dobbiamo tuttavia rafforzare la cultura dell'innovazione e promuovere collaborazioni pubblico-private, affinché questa transizione sia realmente sostenibile e orientata alla salute delle persone. Il 65° Simposio AFI di Rimini sarà l'occasione per consolidare questo percorso e per affermare, con responsabilità, il ruolo dell'industria italiana nel nuovo scenario tecnologico europeo.

*Presidente dell'Associazione Farmaceutici Industria (AFI)

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