Scenari

L’industria europea risponde alla sfida cinese

I gruppi del vecchio continente lanciano numerose proposte al fine di rinnovare l’offerta e coprire al meglio aree di mercato strategiche

di Mario Cianflone

La sesta generazione di Renault Clio, bestseller in Europa e in Italia, che rilancia la sfida nel segmento B trascurato da molte altre case

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Il 2025 è verso la fine e dal punto di vista automobilistico è stato un anno difficile, ma probabilmente il peggio, dal punto di vista industriale, deve ancora venire tra clamorose retromarce con grattata sull’all-in anticipato per le elettriche (ultimo e clamoroso il caso di Porsche), presa di coscienza definitiva che i diktat europei sul bado alle termiche nel 2035 sono un disastro e che la competizione cinese è forte, con prodotti di alta qualità powertrain (anche ibridi e super ibridi adatti alle flotte). E tutto questo a dieci anni esatti dalla deflagrazione dello scandalo dieselgate, che ha acceso il cambiamento epocale dell’industria dell’auto. Dopo, nulla è stato più come prima.

L’industria dell’auto affronta una fase di grande turbolenza e quella continentale europea cerca di rimediare e di reagire a una serie di crisi nelle crisi che, dai tempi della pandemia e del chip shortage, sono proseguite con la transizione che non decolla e le vendite in affanno.

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Nelle scorse settimane a Monaco, ma anche negli annunci pre e post salone, è andato in scena un nuovo capitolo dello scontro tra l’industria automobilistica europea e quella cinese.

Da una parte, infatti, abbiamo visto lo scatto dei costruttori tradizionali del vecchio continente, con numerose novità interessanti da parte del gruppo Volkswagen, di Bmw, di Mercedes, per restare in territorio tedesco, e di Renault, che con il debutto della sesta generazione della Clio ha voluto puntualizzare che il segmento B, quello delle compatte, resta strategico e che con i motori ibridi è possibile anche realizzare vetture di prezzo abbordabile che abbiano emissioni contenute.

Clio sesta serie celebra i 35 anni di una macchina che ha fatto la storia dell’automotive europeo. Cresciuta nelle dimensioni, ora è lunga 4,11 metri, mostra uno stile che strizza l’occhio alle coupé compatte, esaltato dalla nuova firma luminosa a losanga e dai cerchi fino a 18”. All’interno, la plancia introduce materiali riciclati e un doppio display fino a 10,1 pollici che ospita il sistema OpenR Link con Google integrato. Tra le motorizzazioni spicca l’E-Tech Full Hybrid da 160 cv e c’è anche una versione Gpl con cambio automatico.

Se la Clio è una delle novità più interessanti delle novità dei prossimi mesi, ci sono da tenere d’occhio la Mercedes GLC EQ, nuova generazione solo elettrica di un bestseller, e il nuovo corso di Bmw, che con la iX3 inzia l’avventura dell’era Neue Klasse, mentre per restare sulle elettriche appare evidente la nuova strategia di Volkswagen tesa a rilanciare i nomi classici della marca. Un esempio è il concept ID.Cross che anticipa la futura T-Cross elettrica.

Insomma le case europee si stanno muovendo, ma di fronte, anche sul versante delle elettriche, hanno concorrenti cinesi come la Xpeng Next P7: un concentrato di tecnologie (e software AI). Lo stile è originale, il livello costruttivo impressionante e le prestazioni dichiarate sono di livello tale da impensierire tutti i competitor in Cina e in Europa: 593 cv, batteria da 92,2 kWh per assicurare un’autonomia di non meno di 600 km. Ma su questo fronte, soprattutto lato flotte, emerge l’incognita del valore residuo delle cinesi influenzato da marchi senza blasone. Tuttavia anche i colossi cinesi stanno giocando proprio sul valore residuo. Un esempio? Gelly, casa madre cinese di Volvo, che sbarca in italia con modelli dalla garanzia di sei anni per tenere alto il valore residuo e conquistare le flotte.

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