Paris Automotive Summit 2025

L’industria dell’auto e i suoi leader chiedono attenzione per una industria in crisi

I leader mondiali del settore si sono interrogati sulle sfide future e sulle innovazioni necessarie. I keynote di Oliver Zipse ceo di Bmw, Luca de Meo alla guida del gruppo Renault e Carlos Tavares per Stellantis

di Corrado Canali

4' di lettura

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PARIGI - Dopo le tante novità di prodotto presentate nella giornata dedicata ai media e agli addetti ai lavori tocca al Paris Automotive Summit che ha riunito alcuni top manager dell’auto per fare con loro il punto di un settore quello automotive che deve affrontare e possibilmente risolvere al più presto le tante criticità in vista della mobilità del futuro. Alla presenza di più di 3.000 invitati il Paris Automotive Summit è l’occasione per ascoltare tre top manager dell’industria automobilistica. Oliver Zipse ceo di Bmw, Luca de Meo alla guida del gruppo Renault e Carlos Tavares per Stellantis.

I tecnocrati di Bruxelles hanno imposto l’elettrico

A mettere in evidenza le tante criticità del settore automotive ci ha pensato Luc Chatel presidente della PFA (Platefoprme Automobile) che senza mezzi termini ha inquadrato il tema del Summit. “I tecnocrati di Bruxelles che ci hanno imposto un’unica soluzione tecnologica per il futuro, quella dell’elettrico hanno dimenticato il vero problema, il cliente che decide e che non ci crede a soluzioni imposte dall’alto e dunque andava ascoltato”.

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La sola soluzione 100% elettrica non è sostenibile

Ad entrare più nel merito è stato, il ceo di Bmw Oliver Zipse che ha spiegare che il 100% elettrico non farà tutto e soprattutto che ci sono in alternativa altre soluzioni. “L’Europa deve mantenere la propria leadership tecnologica – ha spiegato Zipse – e di conseguenza bisogna dimostrare che per centrare la neutralità tecnologica vanno considerate tutte le tecnologie che possono contribuire a ridurre la CO2. A cui - ha poi proseguito Zipse - i motori a combustione efficienti, gli ibridi plug-in e l’elettricità”. Ma non solo. Considerando che in Europa circolano circa 250 milioni di veicoli, sarebbe secondo il ceo di Bmw più efficiente alimentarli con carburanti sintetici come gli e-fuel, indicando anche l’idrogeno, come una delle tecnologia emergenti in futuro.

Oliver Zipse, ceo di Bmw

Una delle alternativa all’elettrico sarà l’idrogeno

Va poi ricordato che Bmw ha esposto al salone di Parigi la iX5 Hydrogen e che sta lavorando insieme a Toyota su una nuova cella a combustibile per democratizzare la tecnologia entro il 2028. Zipse ha poi sottolineato che è necessario sostenere sia la produzione di idrogeno che la realizzazione delle infrastrutture per la ricarica dei veicoli. Secondo il ceo di Bmw, l’Europa dovrebbe reagire con delle strategie a lungo termine più aggressive di Cina e Stati Uniti, aggiungendo che l’obiettivo del 100% elettrico e base è da considerarsi impossibile.

La sfida maggiore è quella sulle regolamentazioni

“Non posso commentare quello che fanno gli altri ceo dell’auto, sanno quello cosa fanno e quello che succede nelle loro aziende. Posso però dire che Renault è solida e ci sono molti prodotti in rampa di lancio”. A spiegarlo è stato Luca de Meo, ceo di Renault, rispondendo a chi chiedeva un commento sul fatto che vari gruppi automobilistici hanno lanciato profit warning e rivisto le previsioni per l’anno in corso. “Sono preoccupato per il 2025, la sfida maggiore è legata alle regolamentazioni che entreranno in vigore. Per questo chiediamo alle autorità di prendere decisioni, di fissare una direzione precisa. Dobbiamo iniziare l’anno con una situazione già ben chiara e che deve essere affrontarla nel maniera più pragmatico”, ha poi aggiunto. Parlando in generale del consolidamento del settore, Luca de Meo ha poi sottolineato che “L’industria automotive sarà sempre legata alle dimensioni delle aziende. Ora bisogna lavorare con scenari differenti, giocare a giochi che sono molto diversi rispetto al passato e che bisogna essere in grado di adattarsi. Da parte nostra puntiamo ad essere veloci e di lavorare nel modo più agile”.

Luca de Meo, ceo di Renault

Sull’elettrico non si può più tornare indietro

Sull’altro tema caldo, l’elettrico, De Meo è stato chiaro. “Non si tornerà indietro sull’elettrico, è una competizione positiva, ci costringerà a mobilitarci. Nonostante tutti gli alti e bassi, guardiamo all’intero ciclo di un’auto. Entro il 2030, l’elettricità sarà migliore della combustione. Stiamo dedicando il 60% del nostro budget alla ricerca e sviluppo. Non ci sarà alcun ritorno indietro sull’elettrico. Ciò va di pari passo con la connettività e la guida. L’industria automobilistica sta diventando un settore ad alto consumo energetico e l’elettricità è tre volte più economica negli Stati Uniti. “Il costo di un elettrico è quello della batteria – ha poi ricordato De Meo. “Produciamo veicoli elettrici da quindici anni. L’auto elettrica non sarà economica e meno costosa per molto tempo”. Una risposta alle organizzazioni ambientaliste che chiedono ai produttori di ridurre i prezzi dei veicoli elettrici per renderli accessibili.

Per la mobilità del futuro serve stabilità

Infine il ceo di Stellantis al centro di controverse considerazioni negli ultimi giorni. “C’è bisogno di stabilità per la mobilità del futuro e la mobilità del futuro dipende dalla decarbonizzazione – mette subito in evidenza Tavares - nel nostro piano industriale c’è l’impegno a diventare carbon neutral e stiamo lavorando intensamente per raggiungere l’obiettivo e siamo in linea con gli obiettivi che abbiamo fissato”. Lo ha confermato Carlos Tavares, ceo di Stellantis, al Paris Automotive Summit.

Carlos Tavares, ceo di Stellantis

Non è il momento dei dibattiti ma di agire

“Stellantis è organizzata e pronta a essere in linea con la regolamentazione in tutti i mercati in cui opera. Questo non è il momento per i dibattiti, è il momento di agire e di mettere in atto i piani e noi siamo sulla via giusta per farlo”, ha poi detto Tavares, ricordando che “se nel 2024 avremo circa 40 modelli elettrici in Europa, la struttura che dispone il gruppo Stellantis ci consentirà l’agilità necessaria per poter affrontare senza problemi il cambiamento delle contesto in cui operiamo”.

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