L’impennata del carrello della spesa, ecco come è cresciuto mese per mese
Il trimestre anti-inflazione si farà nonostante il dietrofront dell’industria
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I punti chiave
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Il trimestre anti-inflazione allo studio del governo mira a offrire prezzi calmierati su una selezione di articoli del cosiddetto “carrello della spesa”. Questa espressione indica i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona. Sono articoli di prima necessità che pesano sui bilanci delle famiglie, soprattutto quelle più povere, e hanno visto dalla fine della scorsa estate rincari tendenziali mensili a due cifre.
L’andamento nell’ultimo anno
Negli ultimi mesi anche questi prezzi hanno iniziato a ridursi, ma restano molto superiori al tasso di inflazione generale che, secondo le stime preliminari, a luglio ha frenato al 6%. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa a della persona nell’ultimo anno hanno seguito la seguente dinamica (fonte Istat, variazioni tendenziali del carrello della spesa in percentuale). Nel 2022 luglio +9,1, agosto +9,6, settembre +10,9, ottobre +12,6, novembre +12,7, dicembre +12,6. Passando al 2023 gennaio fa segnare +12, febbraio +12,7, marzo +12,6, aprile +11,6, maggio +11,2, giugno +10,5, luglio +10,4% (dati preliminari).
Da ottobre il piano salva-spesa
Il trimestre anti-inflazione si farà nonostante il dietrofront dell’industria. Dal primo ottobre al 31 dicembre una serie di prodotti di prima necessità saranno offerti a prezzi calmierati nei negozi, super e ipermercati aderenti all’iniziativa. Ma in calce alla protocollo di intesa sottoscritto al ministero delle Imprese e del made in Italy ci sono solo le firme delle associazioni della distribuzione moderna, del commercio, delle farmacie e parafarmacia. «Con il paniere calmierato siamo convinti di poter dare un definitivo colpo allʼinflazione riconducendola a livelli naturali», ha esultato il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso.
Scetticismo dei consumatori
Ma i consumatori hanno espresso tutto il loro scetticismo. L’Unione nazionale consumatori parla di «sceneggiata, un’operazione di marketing e di facciata» priva di qualunque impegno concreto e di effetti reali. Mentre Assoutenti sta studiando azioni legali contro l’ostruzionismo dell’industria e ha ipotizzato un esposto all’Antitrust per cartello. Le associazione firmatarie si sono impegnate a dar vita all’accordo vero e proprio entro il 10 settembre, anche se con qualche mal di pancia per il forfait del resto della filiera. Il direttore Ancc-Coop, Albino Russo, ha espresso «profondo rammarico per la mancata disponibilità dell’industria alimentare» nella convinzione che «un’azione congiunta avrebbe certamente permesso migliori risultati». Mentre Confcommercio e Confesercenti puntano ancora ad un’adesione più ampia.
Fronte industriale
Intanto, dal fronte industriale, Cna Agroalimentare ha affermato di essere disponibile da subito a collaborare purché gli strumenti vengano cercati all’interno di un tavolo unico che coinvolga l’intera filiera nazionale. Anche Confartigianato ha manifestato «piena disponibilità» al confronto e al coinvolgimento nelle attività del Governo per quanto riguarda le imprese rappresentate nei settori dell’alimentazione e dei servizi alle persone e alla comunità. Intanto sono iniziati i lavori per capire come funzionerà in concreto l’iniziativa. «Nei prossimi giorni definiremo con i nostri associati un paniere di prodotti di prima necessità da offrire a prezzi calmierati, nel rispetto della libertà di impresa e delle singole strategie di mercato», ha spiegato il presidente di Fiesa Confesercenti, Daniele Erasmi.







