L’identità italiana comincia a tavola e il Made in Milan ne è il cuore pulsante
Gherardo Guarducci vive da anni negli Usa, ma ricerca l’italianità. Insieme all’esperienza di Sant’Ambroeus Hospitality Group, racconta le sue fonti di ispirazione e gli indirizzi irrinunciabili per chi ama una way of life di qualità.

6' di lettura
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I SEGNI DISTINTIVI DEL MIO STILE
La sobrietà. Mi piace essere elegante, ma understated: giacche su misura fatte da Santo Barillà a Milano, T-shirt di Tom Ford, pantaloni di Aspesi (@santobarilla; tomford.com; aspesi.com).

Frank Sinatra in “Von Ryan’s Express” (1965).
LA MIA ICONA DI STILE
Frank Sinatra. Un maschio alfa, nel modo in cui lo era una generazione di uomini che non esiste più – e forse è giusto così – ma per la quale ho nostalgia.

Il portapillole in argento e oro giallo, Collezione Bean, design di Elsa Peretti, Tiffany & CO.
L’OGGETTO DAL QUALE NON MI SEPAREREI MAI
La scatoletta che porto sempre in tasca, in cui tengo pillole e vitamine. Me l’ha presa mia suocera in Texas, è di un metallo povero, invecchiato; è semplice, ma ha una sua linea. Per me è un simbolo di salute e affetto (portapillole in argento e oro giallo, Collezione Bean, design di Elsa Peretti, Tiffany & CO., 2.300 euro, tiffany.it).

Racchetta da tennis Pro Staff 97 V14, WILSON (320 €).
L’ULTIMO OGGETTO CHE HO ACQUISTATO E AMATO
La racchetta da tennis Pro Staff 97 V14 di Wilson, comprata da poco e di cui sono molto soddisfatto. E una padella Viking in rame, che mi segue nelle case di New York e Southampton. Ci preparo soprattutto i sughi per la pasta, come quello con acciughe, prezzemolo e capperi (racchetta Pro Staff 97 V14, 320 euro, su wilson.com; set di 9 pentole Viking rivestite in rame a 4 strati, 900 dollari, su vikingculinaryproducts.com).
E IL PROSSIMO CHE STO ADOCCHIANDO
Non faccio quasi mai shopping in senso classico, focalizzando il pensiero su un oggetto: è limitativo e a me piace avere la testa libera. Negli acquisti sono istintivo. Quando cammino per strada mi guardo intorno e, se vedo qualcosa che mi piace, la compro. Di solito, si tratta di regali.
IL PIÙ BEL REGALO CHE HO FATTO
L’anello di fidanzamento per mia moglie, comprato a New York sulla 47esima. È la strada dei mercanti di diamanti, ebrei di terza generazione, con cultura e storia bellissime. Sono arrivato da J. Kleinhaus & Sons su indicazione di un conoscente: da lì, uno scambio di idee che è durato diverse settimane, anche se ci siamo incontrati di persona solo tre volte. Alla fine ha montato il diamante che abbiamo scelto insieme (jkleinhausandsons.com).
E CHE HO RICEVUTO
Un album di fotografie con la copertina di filo di seta che mia figlia, una ragazza molto creativa, ha confezionato per i miei 50 anni mettendo insieme foto di famiglia, ma soprattutto di noi due – e questa è la cosa che mi è piaciuta di più (album con cover in seta, da 600 dollari, su charmwoodalbums.com).
LA STANZA PREFERITA DELLA CASA
In entrambe le mie case, è la camera da letto: il mio punto di pace e serenità, dove posso abbandonare le armi. Ho scelto dei materassi importanti del marchio inglese Vispring che ho scoperto all’Hotel Bel-Air di Los Angeles e ho poi ritrovato al Principe di Savoia di Milano. Le lenzuola sono rigorosamente di Frette, in cotone (materasso king size modello Cashmere Superb, da 37.000 dollari, su vispring.com; completo letto Affinity Lace in satin di cotone, 2.150 euro, eu.frette.com).

“Man with a Feather (Self-Portrait)” (1943), di Lucian Freud. L’artista è al centro di un film che racconta la sua vita personale e creativa “Exhibition on Screen, Lucian Freud: A Self Portrait”. Prodotto da Seventh Art Productions, verrà trasmesso l’11 aprile al Columbus Museum of Art.
L’OPERA D’ARTE CHE MI ISPIRA
I ritratti di Lucian Freud, l’artista che mi tocca di più: nei suoi lavori vedo sia la bellezza, sia la miseria. Un contrasto che mi piace e ispira perché mi ricorda che nella vita queste due cose convivono. E va bene così.
L’ARTISTA CHE COLLEZIONEREI, SE POTESSI
Sempre Lucian Freud, naturalmente.

Le torte in vetrina da Sant Ambroeus, a Milano.
L’ULTIMO PASTO CHE MI HA IMPRESSIONATO
Ne citerò due. Il primo a Milano, al mio Sant Ambroeus. Lo ha cucinato lo chef Iacopo Falai, direttore culinario dell’intero gruppo (cui fanno capo 24 ristoranti negli Usa e uno in Italia) che è toscano come me. Ha preparato due piatti da valutare per il menu: passatelli in brodo e pollo alla salsa di mostarda. I passatelli sono un piatto semplice, ma la ricerca per rendere eccellente l’essenziale è complessa. A Firenze, alla Trattoria da Ruggero, ho invece mangiato un’ottima bistecca con funghi porcini (santambroeus.com; Trattoria da Ruggero, via Senese 89r, Firenze).
NEL MIO FRIGO NON MANCA MAI
Parlerei più che altro della mia dispensa. Ci sono sempre acciughe di prim’ordine, di solito del marchio spagnolo Ortiz, in barattoli di vetro. E capperi che arrivano dalla Sicilia attraverso distributori americani: spesso sono Recca. Lo shopping per la cucina lo faccio da Eataly oppure allo spaccio che rifornisce i nostri ristoranti, che importano tutte le materie prime dall’Italia (conservasortiz.com; capperi al sale in vaso di vetro, 2,65 euro, agostinorecca.com; eataly.com).
L’ULTIMA MUSICA CHE HO SCARICATO
La playlist Lou Reed Radio su Spotify. Pur mantenendo forti radici italiane, sono americano: a otto anni ho lasciato la Toscana per il Canada e, quindi, per gli Stati Uniti (open.spotify.com).
UN PIACERE AL QUALE NON SAPREI RINUNCIARE
La natura che ritrovo durante le passeggiate con il mio cane, un labrador di nome Lapo, sulla spiaggia degli Hamptons. Le spiagge di Long Island, come tutte quelle della East Coast sono bellissime, bianche. Si fa il bagno da maggio a settembre: per chi è abituato al Mediterraneo l’acqua è molto fredda. L’oceano ha una forza incredibile, un’energia completamente diversa (per ville negli Hamptons con affaccio sulla spiaggia, sothebysrealty.com).
LE PERSONE DI CUI MI FIDO PER IL MIO BENESSERE PERSONALE
La mia psicoterapeuta, un’amica molto cara, e mia moglie. Ma guarda: tre donne...

Perfume oil No.05 Kandilli, Maison Louis Marie (15 ml, 65 $).
IL PRODOTTO DI BELLEZZA CHE NON MANCA MAI
Un olio profumato di cui bastano poche gocce sui polsi: il perfume oil No.05 Kandilli della Maison Louis Marie (15 ml, 65 dollari, su maisonlouismarie.com).

Una strada di Soho, a Manhattan.
SE DOVESSI LIMITARE IL MIO SHOPPING A UN QUARTIERE DI CITTÀ, SCEGLIEREI...
Soho, a Manhattan, dove approdavano gli artisti perché potevano viverci con poco. Il quartiere si è sviluppato intorno a quell’energia e anche se è molto cambiato ci sono ancora negozi interessanti, soprattutto di artigianato e marchi d’avanguardia. Tra i miei preferiti, lo stilista James Perse, che prima si trovava solo qui e oggi è diffuso in tutti gli States: ci compro alcuni basics del mio guardaroba. Per l’abbigliamento, vado anche da Thom Sweeney. Poi, ci sono bei negozi di mobili: Bddw ha creazioni di artigiani della Pennsylvania e di Brooklyn, ho preso qui le sedie e il tavolo per la sala da pranzo (maglione in cashmere con scollo a V, 530 euro, jamesperse.com; thomsweeney.com; bddw.com).

“La macchia umana”, di Philip Roth, 13,50 €, su ibs.it.
IL LIBRO CHE MI SAREBBE PIACIUTO SCRIVERE
Sicuramente uno di Philip Roth. Forse La macchia umana. Roth racconta bene l’America, la condizione di un uomo che può anche avere una carriera importante, ma è, in realtà, estremamente fragile. Parla di temi fondamentali: l’amore, l’uomo, la donna, la natura umana (13,50 euro, su ibs.it).

La lobby dell’Hotel Savoy di Firenze.
GLI HOTEL CHE AMO DI PIÙ
Sono quattro. Il Bel-Air di Los Angeles, perché pone un’attenzione sobria alla clientela ed è immerso nella natura. L’Hassler di Roma, dove si respira ancora un glorioso passato e le stanze hanno una vista incredibile sulla città. Il Bulgari di Milano, perché garantisce un’esperienza di luxury molto understated: parlo della parte dove si trovano le camere, perché non mi capita mai di frequentare il bar, che pure so essere noto in città. Il Savoy di Firenze, che per me è semplicemente casa (Bel-Air, da 1.745 dollari, dorchestercollection.com; Hassler Roma, da 1.340 euro, hotelhasslerroma.com; Bulgari Milano, da 1.450 euro, bulgarihotels.com; Savoy Firenze, da 630 euro, roccofortehotels.com).
IL MUSEO O LA GALLERIA CHE CONSIDERO PIÙ INTERESSANTE
Vado regolarmente al Whitney, a New York, anche perché è molto vicino a casa mia. Mi rende fiero il fatto che lo abbia disegnato un italiano come Renzo Piano (Henry Taylor: B side, fino al 28 gennaio, whitney.org).

Via Torino, a Milano.
UN LUOGO INDIMENTICABILE DOVE HO VIAGGIATO DURANTE LO SCORSO ANNO
Milano. Da quando abbiamo aperto il ristorante Sant Ambroeus, nel novembre 2022, ci torno ogni due mesi per due settimane ed è così che ho imparato a conoscerla. Mi piace camminare senza meta per le sue strade, ammirarne l’architettura – in particolare quella anni Trenta e i meravigliosi ingressi dei palazzi residenziali.
SE NON FACESSI CIÒ CHE FACCIO VORREI ESSERE…
Un musicista o un cantante. Vorrei suonare la chitarra elettrica, il pianoforte, un qualunque strumento... Invece no, ma la musica mi piace molto: insieme al cibo, è la cosa più costante nella mia vita.
Tecno

Agenti corrotti
Cosa succede quando le intelligenze artificiali iniziano a parlare tra loro? La ricerca sta facendo grandi passi nel capire come le AI, e in particolare gli agenti, si comportano nelle interazioni sociali....
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