Il colosso nipponico

L’ibrido resta il centro dell’offerta di Toyota

Tecnologie e powertrain

di Corrado Canali

Icona. Toyota ha rinnovato la  mitica Land Cruiser che ora si basa sulla piattaforma GA-F. Nella foto, la versione

2' di lettura

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Toyota come altri costruttori hanno risposto al rallentamento delle vendite dei modelli a batteria di mettere in stand by i programmi sulle elettriche, facendo sapere che, tuttavia, restano concentrati sugli obiettivi globali di nuovi veicoli a batteria per un 1,5 milioni di unità entro il 2026, grazie anche a un patto con il partner Suzuki. Al centro dell’offerta futura di Toyota c’è a questo punto sempre di più l’ibrido, ma anche il plug-in e in prospettiva l’idrogeno in collaborazione con altri brand dell’auto alla ricerca di soluzioni alternative. Per l’ibrido i giapponesi hanno sempre tenuta alta la considerazione perché resta il fiore all’occhiello del brand.

Anche l’idrogeno, invece, è una sfida che va affrontata con altri marchi. Non a caso Toyota ha di recente siglato una collaborazione col gruppo Bmw. Come è noto a sollevare delle perplessità sull’elettrico all’interno del gruppo Toyota, il leader mondiale con più di 10 milioni di veicoli all’anno era stato l’ex ceo Akio Toyoda che aveva dato come priorità nella svolta dell’elettrificazione la strategia multi-energica, l’unica che è in grado di soddisfare le esigenze di acquirenti con modelli di qualità e di prezzi sostenibili oltre che di fruibilità in grado di rispondere in tutti i possibili utilizzo.

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Sulla base che il nemico da affrontare resta quello delle emissioni, l’approccio di Toyota è multitecnologico, a cui si abbina il motorsport che è il laboratorio per sviluppare soluzioni complementari all’elettrico come l’idrogeno, ma anche gli e-fuel ideali per una mobilità futura per tutti con soluzioni tecnologiche accessibili specie nei settori delle vetture compatte come due dei suoi modelli Yaris e Yaris Cross: a decidere per la Toyota sarà sempre l’acquirente. Per centrare l’ambizioso obiettivo il brand giapponese ha deciso di unire gli sforzi con altri marchi che gravitano nella gruppo e cioè Mazda e Subaru. Insieme stanno progettando dei motori elettrificati, ma ottimizzandone l’integrazione con batterie e altri elementi elettrici. Il tutto per essere ibridi ma compatibili coi carburanti a zero emissioni di carbonio, fra cui gli e-fuel, i biocarburi e l’idrogeno liquido. Ma Toyota ritiene che fra le priorità ci sarà ancora il motore endotermico sia pure elettrificato per offrire una mobilità soprattutto per gli impieghi più estremi come quelli del fuoristrada di punta del brand la Land Cruiser.

Con alle spalle 70 anni e 11 milioni di unità vendute come l’ultima datata 2024 la nuova resta fedele alla tradizione, ma si evolve in ogni aspetto anche nel motore, sempre diesel, ma che dal 2025 arriverà la versione mild hybrid. La parte del leone la fa, poi, la tecnologia con il Multi-Terrain Monitor e il Multi-Terrain Select con telecamere ad alta risoluzione e per le varianti su asfalto anche l’assistenza alla guida di livello 2.

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