L’IA con licenza di agire: l’era degli agenti intelligenti
Una via di mezzo fra il concierge di un super albergo e un copilota di Formula 1: efficiente, accurato, proattivo e soprattutto velocissimo. I nuovi compagni di viaggio digitali sono l’avvenire della cura?
di Frank Pagano*
6' di lettura
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Siamo a Las Vegas. Jensen Huang, il co-fondatore e amministratore delegato di Nvidia, l’azienda che produce l’hardware che anima l’intelligenza artificiale della gran parte del mondo (in particolare, le GPU – o graphics processing units – più ricercate dai grandi del tech), nel suo discorso durante l’ultima fiera dell’elettronica (CES) ha definito gli “agenti intelligenti” come l’evoluzione naturale e necessaria dell’intero fenomeno dell’intelligenza artificiale. Il pubblico è andato in visibilio alla vista dei vari casi d’uso, da video e immagini ultra-realistici fatti in frazioni di secondo, a comando, ad autovetture a guida autonoma, aiutate da copiloti veri e propri, che ottimizzano itinerari individuali e comunitari, gestendo flussi di dati e traffico complessi. Applicativi come ChatGpt, di OpenAI, che l’opinione pubblica ha conosciuto soltanto alla fine del 2022, sono ormai sorpassati da strumenti molto più intelligenti e proattivi, accurati e personalizzati. È una corsa contro il tempo. Huang non ha dubbi: siamo nell’era dell’Agentic AI.
Ma cosa sono questi agenti intelligenti e come agiscono? Facciamo un passo indietro e spostiamoci nella Caput mundi. Il 2025 è l’anno del Giubileo, inaugurato a Natale 2024 da papa Francesco. Per l’occasione, la città di Roma e Microsoft hanno lanciato “Julia”, un agente intelligente fruibile attraverso molteplici canali, dal sito della città a WhatsApp, fino a varie app delle tante istituzioni romane. Julia è l’agente per eccellenza: accompagna il cittadino, il turista o il pellegrino, fornendo itinerari, suggerimenti, soluzioni personalizzate per navigare eventi, mostre, attività della città, massimizzando efficienza negli spostamenti, rispetto delle regole e soprattutto degli interessi personali, come se fosse un concierge personale, sempre disponibile e sempre aggiornato su tutto quello che accade, riducendo la complessità di Roma e del Giubileo a un messaggio vocale o testuale, semplice e facile da seguire. Come mi vesto per andare a San Pietro, senza commettere errori di etichetta? E poi, mentre vado a Trastevere, dove posso assaggiare la migliore carbonara, sapendo però che mia figlia è intollerante al lattosio? Posso avere la risposta in giapponese? E dove faccio il biglietto per prendere il bus, mentre torno in hotel? Chiedi a Julia.
«La grande differenza degli agenti intelligenti sta nella capacità di ragionare, scomporre un quesito e trovare il miglior modo di ricercare le informazioni, andando a pescare da infinite fonti e banche dati, appartenenti alle entità più disparate a cui Julia ha accesso, e nel modo di servire una soluzione pronta all’uso, diversa a seconda del mezzo, da WhatsApp a un sito internet, e calibrata sulla persona che ha davanti, anche perché gli agenti hanno memoria dei loro scambi e migliorano proprio grazie a questo storico di interazioni, per servire al meglio l’individuo e i suoi bisogni specifici», spiega Massimiliano Fuccilo, data & AI cloud solution architect manager di Microsoft per l’Italia. Julia è un sistema articolato, che è stato progettato per gestire la complessità di un evento.
Non è il solo, molti altri sono allo studio delle big tech di tutto il mondo proprio in questo momento: l’obiettivo è offrire servizi sempre più accurati e ad hoc per i consumatori. Per esempio il motore di ricerca Perplexity, alimentato dall’IA, ha introdotto lo scorso novembre la nuova funzione shopping, disponibile per gli abbonati a pagamento. I risultati non sono ancora perfetti, ma è in grado di fare ricerche articolate a partire da domande articolate: alla richiesta “mostrami le migliori 5 paia di scarpe da sera sotto i mille euro” propone una selezione che non è la semplice summa di link sponsorizzati o articoli sul tema, ma piuttosto una crasi di video su YouTube, post, storie sui social. Di ciascun prodotto fornisce poi prezzo e link di acquisto, e in alcuni casi può anche procedere con il pagamento. È un agente che svolge compiti complessi al posto del consumatore.
«Si tratta sempre e comunque di software, di codice, che utilizza i moderni modelli di intelligenza artificiale. L’agente è capace di comprendere masse di dati e svariati linguaggi naturali, è in grado di ragionare con un forte orientamento all’azione, ha una memoria e una personalità, proprio per fornire soluzioni ad personam, andando a prendere dati e fonti quando e dove necessario, oltre i limiti di un semplice ChatGpt, per costruire una risposta plausibile, nei formati più svariati», va avanti Fuccilo.









